<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017</id><updated>2012-02-16T07:31:49.943+01:00</updated><category term='Gli Dèi'/><category term='Bacheca'/><category term='Giornata del lavoro. Primo Maggio.'/><category term='Lo scaffale'/><category term='Memorie'/><category term='filìa'/><category term='Riletture'/><category term='Made in Italy'/><category term='Nell&apos;occhio del pavone'/><category term='Memorie dal sottosuolo'/><title type='text'>nell'occhio del pavone</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>111</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4469165062188172482</id><published>2012-02-10T20:28:00.000+01:00</published><updated>2012-02-10T20:28:27.969+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filìa'/><title type='text'>Neve</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; margin-left: 2.0cm; margin-right: 56.65pt; margin-top: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Correvamo con la nevein tasca per paura che svanisse, come un sogno appena sognato, tra bassi enegozi ancora chiusi, inseguendo il nostro fiato gelato. Durante la notte siera depositata a terra fra marciapiedi e strade, sui palazzi, come un miracolo.Il cielo era marmo, bianco e compatto. Nessuno di noi aveva mai visto nevicare,qualche volta si vedeva il cono innevato del Vesuvio, ma tra i vicoli del Centroo della Sanità nessuno se la ricordava. Arrivati all’angolo tra via Forìa e iMiracoli aspettavamo che suonasse la campanella per entrare a scuola. Ormai laneve stava diventando ghiaccio sporco, nero. Raffaele Quattromani la appallottolòper lanciarla contro qualsiasi persona o cosa capitasse a tiro. Il primo aessere colpito fu il finestrino di un pullman alla fermata, poi Rosario feceuna palla grandissima e la lanciò verso me e Luigi, la palla mi sfioròall’altezza del braccio, Luigi invece si scansò e la palla di neve andò afinire dritta sulla nuca di una signora che era appena uscita da messa, che cibestemmiò tutti i santi del paradiso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; margin-left: 2.0cm; margin-right: 56.65pt; margin-top: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;“Guagliù e’ prete!!!” ArrivòPasquale A’ Briosc , con la sua solita giacca a vento bianco ghiaccio, quellache la settimana prima, a carnevale, mentre ci tiravamo le uova per strada, neaveva fatta rimbalzare una senza che si rompesse; da allora quella giacca perPasquale era diventata una specie d’armatura. Ci indicò il cantiere abbandonatosul marciapiede di fronte, dove c’era un mucchio di sampietrini coperti dineve. A’Briosc e Quattromani con Rosario e Luigi, andarono a prendernequalcuno, stavo per seguirli anch’io quando incrociai lo sguardo di Loredana,l’unica compagna di classe che giocava con noi maschi, fino ad allora anche leiaveva lanciato palle a tutta forza. Il solo guardarla, gli occhi scuri e severiche emergevano da un ciuffo di capelli che dal cappuccio di lana rosa arrivavaalle schiocche delle guance, mi fece passare la voglia di seguire gli altri. Nonmi disse niente. Non ce n’era bisogno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Kb11RVxkSMA/TzVvrWP_rSI/AAAAAAAAAJY/yHzQG5s2Y9k/s1600/nevevesuviogen1993.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="190" src="http://4.bp.blogspot.com/-Kb11RVxkSMA/TzVvrWP_rSI/AAAAAAAAAJY/yHzQG5s2Y9k/s320/nevevesuviogen1993.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: 10.0pt; margin-left: 2.0cm; margin-right: 56.65pt; margin-top: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12.0pt; line-height: 115%;"&gt;Il primo dei nuoviproiettili colpì un palo della luce. Fu Pasquale a lanciarlo, calatosi subitonel ruolo di capobanda, la neve si disintegrò all’impatto mentre il sampietrinorimbalzò sul lampione, facendolo vibrare, poi sbalzò, come quelle palle pazzeche usavamo per giocare da piccoli, contro il bidone dell’immondizia e la ringhierache circondava la statua di Padre Pio. Infine cadde a terra su una pozzangheragelata infrangendola, come un specchio rotto. Alcuni dei genitori cheaccompagnavano i ragazzi più piccoli iniziarono a protestare, ma senza troppaconvinzione, temendo la reazione di qualcuno di noi. Poi passò la professoressaNavarra senza fermarsi. Alcuni, quelli più timorosi, si nascosero dietro leauto in sosta, altri continuarono il lancio senza preoccuparsi di niente. Quandoriemersi da dietro l’auto, alzai lo sguardo verso il cielo e vidi&amp;nbsp; che cadeva dal cielo qualcosa. Stava nevicandodi nuovo, erano fiocchi larghi, leggeri e sembrava che non dovessero maiposarsi a terra. Rimasi a guardarli incantato, per un attimo di troppo, quandomi girai di nuovo verso i miei compagni, non la vidi arrivare, né sentii ilsibilo nell’aria e neanche l’impatto della pietra nascosta sotto la neve che micolpì tra lo zigomo e l’occhio. “Fra..Attento!” Mi urlò Loredana, quando peròero già stato colpito. Barcollando vidi la pietra ricadere a terra con una sciadi nevischio e poi, in una successione vivida e allucinata, le facce dei mieicompagni tra il divertito e lo spaventato, Loredana che mi correva incontro,poi delle bacche rosse che fiorivano dalla neve una dopo l‘altra, un liquidocaldo che mi scorreva dal viso sulle mani, poi il rosso profondo del sangue chesi estendeva sul bianco imperfetto della neve, poi più nulla.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4469165062188172482?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4469165062188172482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4469165062188172482&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4469165062188172482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4469165062188172482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2012/02/neve.html' title='Neve'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Kb11RVxkSMA/TzVvrWP_rSI/AAAAAAAAAJY/yHzQG5s2Y9k/s72-c/nevevesuviogen1993.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4622493811917593644</id><published>2012-02-04T13:39:00.004+01:00</published><updated>2012-02-04T17:46:55.592+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Presentazione XI QUADERNO DI POESIA CONTEMPORANEA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kDOwFWOHXu8/Ty0n9l-AUTI/AAAAAAAAANk/TWMgFQDUhUs/s1600/download.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705260242065969458" src="http://2.bp.blogspot.com/-kDOwFWOHXu8/Ty0n9l-AUTI/AAAAAAAAANk/TWMgFQDUhUs/s400/download.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 203px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 248px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;25 febbraio 2012&lt;br /&gt;ore 21&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Galleria Gomma Bicromata&lt;br /&gt;via Berzantina, 12&lt;br /&gt;Castel di Casio (Bo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;letture di&lt;br /&gt;yari bernasconi azzurra d'agostino fabio donalisio vincenzo frungillo&lt;br /&gt;eleonora pinzuti marco simonelli mariagiorgia ulbar&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;coordina franco buffoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non si va a privilegiare particolari "scuole" o conventicole. Si cerca di dare il&lt;br /&gt;quadro il più completo possibile di quanto di meglio propone la giovane&lt;br /&gt;poesia italiana. Una scelta ardua, condotta su parametri di esclusiva&lt;br /&gt;valutazione estetica, qualitativa.» f. buffoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«C’è almeno un tratto che accomuna la serie dei quaderni italiani, curati da&lt;br /&gt;Franco Buffoni: ed è la selezione di autori anagraficamente vicini, sì, ma&lt;br /&gt;ognuno dotato di una propria voce ben distinguibile e già modulata, senza&lt;br /&gt;velleità generazionali.» n. scaffai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ingresso libero&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4622493811917593644?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4622493811917593644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4622493811917593644&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4622493811917593644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4622493811917593644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2012/02/presentazione-xi-quaderno-di-poesia.html' title='Presentazione XI QUADERNO DI POESIA CONTEMPORANEA'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-kDOwFWOHXu8/Ty0n9l-AUTI/AAAAAAAAANk/TWMgFQDUhUs/s72-c/download.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-280671378023570887</id><published>2012-02-03T09:14:00.002+01:00</published><updated>2012-02-04T21:41:19.037+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Cambio programma alla Casa della Poesia di Milano</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-vTXBOjBUigk/Ty2X4T-HJ1I/AAAAAAAAAN8/GyxKSrsurhk/s1600/incontro_4_813.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 360px; height: 274px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-vTXBOjBUigk/Ty2X4T-HJ1I/AAAAAAAAAN8/GyxKSrsurhk/s400/incontro_4_813.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705383296637544274" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;giovedì 17 maggio 2012 21&lt;br /&gt;Il lungo respiro del verso...&lt;br /&gt;Quarta serata: Vincenzo Frungillo e Stefano Raimondi&lt;br /&gt;serata a cura di Milo de Angelis&lt;br /&gt;Ciclo di quattro  incontri sul poemetto italiano contemporaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione di Milo De Angelis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letture di Viviana Nicodemo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testi della  serata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Frungillo (Ogni cinque bracciate)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Raimondi (La città dell'orto)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-280671378023570887?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/280671378023570887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=280671378023570887&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/280671378023570887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/280671378023570887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2012/02/cambio-programma-alla-casa-della-poesia.html' title='Cambio programma alla Casa della Poesia di Milano'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-vTXBOjBUigk/Ty2X4T-HJ1I/AAAAAAAAAN8/GyxKSrsurhk/s72-c/incontro_4_813.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8557965281967916578</id><published>2012-01-20T15:16:00.000+01:00</published><updated>2012-01-20T15:17:25.063+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>L'Ulisse n.15 - La forma del poema</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.lietocolle.info/it/l_ulisse_n_15_la_forma_del_poema.html#.Txl3GNCvJu5.blogger"&gt;L'Ulisse n.15 - La forma del poema&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8557965281967916578?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8557965281967916578/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8557965281967916578&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8557965281967916578'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8557965281967916578'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2012/01/lulisse-n15-la-forma-del-poema.html' title='L&apos;Ulisse n.15 - La forma del poema'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8806000673729689411</id><published>2012-01-17T12:22:00.006+01:00</published><updated>2012-02-05T11:39:26.449+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Alla casa della Poesia di Milano. Il lungo respiro del verso, tre incontri sul poemetto italiano contemporaneo.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-FJwGKaegL8I/Ty5cTMyuIqI/AAAAAAAAAOs/-doNqspEm_o/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 257px; height: 196px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-FJwGKaegL8I/Ty5cTMyuIqI/AAAAAAAAAOs/-doNqspEm_o/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705599262846231202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-N1T0jRp_5sg/Ty5cKho39XI/AAAAAAAAAOg/tnNeLuc4CWU/s1600/images%2B%25281%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 257px; height: 196px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-N1T0jRp_5sg/Ty5cKho39XI/AAAAAAAAAOg/tnNeLuc4CWU/s400/images%2B%25281%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705599113823253874" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-zsdQq-oD6dM/Ty5a-19pqGI/AAAAAAAAAOU/7HHos9i84A4/s1600/images%2B%25281%2529.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 257px; height: 196px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-zsdQq-oD6dM/Ty5a-19pqGI/AAAAAAAAAOU/7HHos9i84A4/s400/images%2B%25281%2529.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705597813609048162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-e1OWjVimVno/Ty5ay1BarLI/AAAAAAAAAOI/cPQuBmLtK4o/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 257px; height: 196px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-e1OWjVimVno/Ty5ay1BarLI/AAAAAAAAAOI/cPQuBmLtK4o/s400/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5705597607197977778" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-w1I8NAtvrS0/TxVaX8Y9laI/AAAAAAAAAMM/gFum4F-osVg/s1600/nic%2Bde.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 332px; height: 152px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-w1I8NAtvrS0/TxVaX8Y9laI/AAAAAAAAAMM/gFum4F-osVg/s400/nic%2Bde.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698560270901548450" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;giovedì 16 febbraio 2012 21&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima serata: Maurizio Cucchi e Franco Loi&lt;br /&gt;serata a cura di Milo De Angelis&lt;br /&gt;Ciclo di tre incontri sul poemetto italiano contemporaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione di Milo De Angelis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letture di Viviana Nicodemo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testi della  serata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maurizio Cucchi, Jeanne d'Arc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Franco Loi, L'Angel&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 13 marzo 2012 21&lt;br /&gt;Seconda serata: Giancarlo Majorino e Roberto Mussapi&lt;br /&gt;serata a cura di Milo De Angelis&lt;br /&gt;Ciclo di tre incontri sul poemetto italiano contemporaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione di Milo De Angelis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letture di Viviana Nicodemo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testi della  serata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Majorino, La capitale del nord&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roberto Mussapi, Antartide&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;martedì 17 aprile 2012 21&lt;br /&gt;Terza serata: Michelangelo Coviello, Vincenzo Frungillo ed Elio Pagliarani&lt;br /&gt;serata a cura di Milo De Angelis&lt;br /&gt;Ciclo di tre incontri sul poemetto italiano contemporaneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Introduzione di Milo De Angelis&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letture di Viviana Nicodemo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Testi della  serata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michelangelo Coviello, Casting&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Frungillo, Ogni cinque bracciate&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elio Pagliarani, La ragazza Carla&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8806000673729689411?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8806000673729689411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8806000673729689411&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8806000673729689411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8806000673729689411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2012/01/alla-casa-della-poesia-di-milano-il.html' title='Alla casa della Poesia di Milano. Il lungo respiro del verso, tre incontri sul poemetto italiano contemporaneo.'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-FJwGKaegL8I/Ty5cTMyuIqI/AAAAAAAAAOs/-doNqspEm_o/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6792587423421511932</id><published>2012-01-11T22:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-13T18:02:54.844+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Zamel di Franco Buffoni</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gaRKHeEiVto/Tw4BVC-r9RI/AAAAAAAAAJQ/fl-aUG8fFz8/s1600/cop_zamel%255B1%255D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-gaRKHeEiVto/Tw4BVC-r9RI/AAAAAAAAAJQ/fl-aUG8fFz8/s320/cop_zamel%255B1%255D.jpg" width="203" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 7.1pt; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 7.1pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;“Di nuovo! Ti ricordo una felice&amp;nbsp;sintesi di Giovanni dall’Orto: “Omosessuali non si nasce né si diventa.Omosessuali si è”. È la risposta lucida, pragmatica, fenomenologica dareplicarsi alle posizioni essenzialistiche e idealistiche. Perché nel momentoin cui si chiede se si ‘nasce’ o si ‘diventa’ omosessuali (mancini) sisottintende che ci sia una ‘causa’: come per le patologie, per le malattie. Sesi ‘è’, si smette di cercare ‘cause’ e ci si limita –al più- alla descrizionedei fenomeni.”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt; &lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;Epotremmo aggiungere&lt;b&gt; &lt;/b&gt;il descriverefenomenologico come&lt;b&gt; &lt;/b&gt;lasciar apparirela “cosa”, il fenomeno, per quel che è, al massimo cercando di&lt;b&gt; &lt;/b&gt;interpretarlo nei rimandi che essoapre all’interno del mondo in cui si va ad inserire. Questo mi sembra il nucleoconcettuale e la proposta teorica-pratica di&lt;b&gt; Zamel&lt;/b&gt; – “frocio” in arabo- romanzo, epistolario, saggio, dialogo filosoficodi &lt;b&gt;&lt;i&gt;FrancoBuffoni&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, &lt;i&gt;Edizioni Marcos y Marcos,2009 - &lt;/i&gt;libro sorprendente nello stile, nella struttura e nel contenuto. Èun testo che sembra parlare solo dell’omosessualità, dell’identità gay e dellasua storia, con riferimenti letterari cospicui e straordinari, ma che in realtàaffronta un questione che ne va al di là e che riguarda la radice dell’umano:il rapporto tra sessualità, desiderio e identità. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 7.1pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;Romanzo del quale si conosce già ilfinale nel primo capitolo, in cui è narrato l’omicidio di Aldo da parte del suoamante tunisino. Questo inizio, però, non è estrinseco al nocciolo del testo mafunzionale ad esso, perché evidenzia che i dialoghi, l’epistolario, ciò di cuiparlano Aldo ed Edo (che oltre ad essere i due personaggi sono l’uno l’alterego dell’altro), non è oggetto di una conversazione solamente amichevole ma èun dialogo in cui ne va della vita e della morte, della possibilità diun’identità o l’alternativa invece di non essere riconosciuti, anzi, di esserecancellati non solo dal mondo esterno, ma dai propri sensi di colpa o di quellidi chi ci è vicino. Edo, protagonista ed “eroe” intellettuale del libro, tornato a Tunisi per i funerali di Aldo e il processo al suo assassino, ripercorre la loro conoscenza, l'amicizia, i dialoghi, leoccasioni dei loro incontri avvenuti quattro mesi prima del delitto, a tal proposito, molto belle e significative sonole parti in cui Edo cerca di ricordare e di conoscere meglio l’amico attraversogli oggetti e soprattutto i libri lasciati in casa. Il nucleo centrale deltesto è un lungo flash back, in cui viene ripreso il rapporto tra Aldo,architetto cinquantenne che è andato a vivere in Tunisia alla ricerca di un paradisoterrestre per gay, anzi per froci, parola che il personaggio declina alfemminile, quasi a sottolineare la propria condizione come uno sbaglio fruttodella mancata identità femminile, ed Edo, scrittore in vacanza in Tunisia,&amp;nbsp; omosessuale, consapevole della propriaidentità e della storia a cui appartiene, ma soprattutto portatore di una prospettivacollettiva fatta di rivendicazioni, diritti e intelligenza (nel sensoetimologico come capacita di leggere il reale e di coglierne gli aspetti che nelegano i vari ambiti) del desiderio. Ed è qui che va rintracciato il sottotestodi questo scritto. Sottotesto che consiste, appunto, in una filosofia deldesiderio che, partendo da un punto di vista ben determinato, la cultura e l’identitàomosessuale, implicitamente allarga il discorso alla condizione umana inrapporto all’eros e a ciò che si desidera. A ben vedere qui si contrappongono,o per meglio dire, dialogano, due idee del desiderio: quella di Aldo dove ildesiderio è risolto, oserei dire ridotto, a funzione e bisogno da soddisfare,in cui la ricerca del paradiso terrestre, che non riuscendo a cancellare ilsenso di colpa per una condizione non accettata sino in fondo, si rovescianell’inferno della coazione a ripetere, nello sfogo immediato delle pulsioni; equella di &amp;nbsp;Edo dove il desiderio è vistocome la condizione trascendentale dell’umano, l’apertura inesauribile entro cuiil fenomeno umano si dà, che non può essere ridotto a mera pulsione dascaricare soltanto in sempre nuove avventure, ma deve essere coltivato e fruitocon razionalità e consapevolezza. Una filosofia del desiderio appunto, checostruisca l’identità del singolo e della comunità, che poi, tale identità, puòessere declinata in senso omo ed etero, se mai queste categorie abbiano unsenso non strettamente “polemico” ma anche speculativo e, se lo hanno un senso,è perché esse stesse sono costruzioni storiche, come lo stesso concetto di“identità sessuale”, e come tali vanno analizzate. Da questo punto di vista èsignificativo il passaggio in cui Edo sottolinea la differenza tra l’approcciogiudaico-cristiano e l’approccio greco-romano alla sessualità: “&lt;i&gt;credo di poter affermare che – tra questitabù che il cristianesimo, principalmente attraverso San Paolo, assorbedall’ebraismo – vi è la prevalenza dell’oggetto rispetto alla pulsione. Mentrein ambito greco e romano ciò che contava era la pulsione erotica – e l’oggetto:uomo, donna o fanciullo aveva un’importanza relativa – in ambito giudaico –cristiano è l’oggetto della pulsione che giustifica l’eros, conferendogli sensoall’interno di un ‘progetto’: la famiglia, i figli, il matrimonioindissolubile. Con conseguente primato assoluto dell’amore eterosessuale emonogamico.”&lt;/i&gt; Forse recuperare il senso greco-romano della&amp;nbsp; sessualità, che dà prevalenza alla pulsionerispetto all’oggetto, potrebbe permettere di riproporre determinate questionietiche, psicologiche, sociali e giuridiche importanti, trattandole con unarazionalità che non escluda ma che accolga il desiderio e non con la fobia delpeccato, del conseguente senso di colpa e della rimozione psicologica ad essolegato, o con lo svuotamento nichilistico del desiderio nell’organizzazionetecnica del mondo odierno. In altre parole un compito fondamentale che l’uomocontemporaneo ha, e che la riduzione tecnologica-mercantile attuale dellasessualità rende ancora più impellente, è di “&lt;/span&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;capire che con inostri desideri, attraverso i nostri desideri, si creano nuove forme di relazione,nuove forme d’amore, nuove forme di creazione. Il sesso non è una fatalità; èpossibilità di una vita creativa” per dirla con Foucault, ossia che lasessualità, come luogo eminente e originario ma non esclusivo del desiderio, èla possibilità di attuare il tratto specifico dell’umano, cioè di vivere un’esistenzache non sia mera coazione a ripetere che si consuma nel consumare tutto(sesso, merci, informazioni, valori), ma che sia, invece, possibilità,apertura, intelligente e creativa.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 7.1pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 7.1pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial;"&gt;Francesco Filia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6792587423421511932?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6792587423421511932/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6792587423421511932&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6792587423421511932'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6792587423421511932'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2012/01/zamel-di-franco-buffoni.html' title='Zamel di Franco Buffoni'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gaRKHeEiVto/Tw4BVC-r9RI/AAAAAAAAAJQ/fl-aUG8fFz8/s72-c/cop_zamel%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6603539633160572809</id><published>2012-01-06T10:46:00.002+01:00</published><updated>2012-01-11T22:42:17.224+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>La Libellula. Rivista italianistica.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QbF2Fcw_MgU/TwbETxiTSXI/AAAAAAAAAL0/xOUfL3xlAow/s1600/Copertina-Libellula-2011-e1324138170893%2B%25281%2529.png"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5694454622850337138" src="http://3.bp.blogspot.com/-QbF2Fcw_MgU/TwbETxiTSXI/AAAAAAAAAL0/xOUfL3xlAow/s400/Copertina-Libellula-2011-e1324138170893%2B%25281%2529.png" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 400px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 282px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E' in rete il Terzo numero de La Libellula.&lt;br /&gt;http://www.lalibellulaitalianistica.it&lt;br /&gt;Questo il sommario:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mestiere perduto. Sul silenzio degli intellettuali e la rimozione storica dell’idea di cultura come valore politico-sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Barnaba Maj, L’estetica del Moderno. Pier Paolo Pasolini e la ‘grande trasformazione’ dell’Italia (pp. 3-13)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ilaria de Seta, Borgese rivalutato da Sciascia. Un’ideale autobiografia nazionale (pp. 14-22)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giancarlo Alfano, Fare cose con i testi (pp. 23-33)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erminia Passannanti, La dissidenza poetica di Franco Fortini: una dialettica di forza e debolezza (pp. 34-41)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Febbraro, Dentro il mondo e fuori dalla realtà (pp. 42-47)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Renato Ventura, Gli intellettuali nell’Italia berlusconiana. Apocalittici o Integrati?  (pp. 48-56)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Laura Ingallinella, «E che sarà del mio corpo?» Tabucchi e le implicazioni ideologiche del discorso sulla corporeità nel Racconto dell’uomo di carta (pp. 57-68)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Muzzioli, Tendenza Bertolt  (pp. 69-96)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Libellula Narrativa&lt;br /&gt;Vincenzo Frungillo, da Il genio degli avanzi  (pp. 97-103)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Libellula Poesia&lt;br /&gt;Vincenzo Bagnoli, da Poems to learn &amp;amp; sing (pp. 104-108)&lt;br /&gt;Jonida Prifti, Dieci anni di campeggio a larga vista, dopo l’eclisse (pp. 108-112)&lt;br /&gt;Piero Ristagno, da Pesi e misure (pp. 112-114)&lt;br /&gt;La Libellula  Cinema (a cura di Antonio Carlo Vitti)&lt;br /&gt;Antonio Vitti, Incontro con Carlo Lizzani (pp. 115-121)&lt;br /&gt;La Libellula Traduzioni&lt;br /&gt;Henri Meschonnic À contretemps, da Hugo, la poésie contre le maintien de l’ordre (traduzione italiana di Emanuela Nanni) (pp. 122-127)&lt;br /&gt;James Armstrong, da Monument in a Summer Hat (traduzione italiana di Mario Inglese) (pp. 127-132)&lt;br /&gt;Arundhathi Subramaniam, Black Oestrus, Leapfrog, Lover Tongue, Swimming, Rutting (traduzione italiana di Serena Todesco) (pp. 132-142)&lt;br /&gt;Il Diario del Traduttore (a cura di Marco Sonzogni)&lt;br /&gt;Here and not somewhere else: The poetry of Pietro De Marchi (traduzione inglese di Marco Sonzogni) (pp. 143-149)&lt;br /&gt;Rovena Troqe, La questione dell’espressività in traduttologia (pp. 150-166)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Libellula Recensioni (a cura di Michelangelo Fino)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6603539633160572809?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6603539633160572809/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6603539633160572809&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6603539633160572809'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6603539633160572809'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2012/01/la-libellula-rivista-italianistica.html' title='La Libellula. Rivista italianistica.'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-QbF2Fcw_MgU/TwbETxiTSXI/AAAAAAAAAL0/xOUfL3xlAow/s72-c/Copertina-Libellula-2011-e1324138170893%2B%25281%2529.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6428613257456120363</id><published>2011-12-30T21:06:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T21:40:59.436+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Almanacco di un professore</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-oEVIxSfOF-k/Tv4YdyibDuI/AAAAAAAAAI8/CmkekfncScA/s1600/img009.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-oEVIxSfOF-k/Tv4YdyibDuI/AAAAAAAAAI8/CmkekfncScA/s320/img009.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 7.1pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 7.1pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;Un atto d’amore. Questo hopensato leggendo il bel libro del Prof. &lt;b&gt;GennaroLubrano Di Diego&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;&lt;i&gt;Almanacco di un professore – Delizie enequizie della scuola (Guida Edizioni, 2009)&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;,&lt;/i&gt;corredato da un’interessante prefazione di Paolo Mazzocchini. Unatto d’amore verso l’insegnamento, verso gli alunni, verso la filosofia,disciplina insegnata dall’autore. Un atto d’amore dunque, ma un amore a volteamaro, venato da una malinconia profonda verso il disgregarsi dell’istituzionescolastica e del ruolo centrale dell’insegnante. Le riflessioni che punteggianole pagine di diario, dell’almanacco appunto, di un anno scolastico, non sonomai banali e tantomeno consolatorie o auto assolutorie per la categoria deidocenti. Nelle annotazioni di Lubrano Di Diego c’è il coinvolgimento di chi è &lt;i&gt;in medias res,&lt;/i&gt; ma anche la lucidità dichi non perde mai il senso del lavoro e della vocazione che porta un uomo adecidere di educare adolescenti, ossia persone gettate in quella fase dellavita dove prevale la negazione, la negazione dell’autorità e il suoinconsapevole assumerla a modello polemico, negazione dovuta al non essere piùbambini, con il caldo rassicurante della famiglia, e il non essere ancoraadulti, con le sue forme ormai definite. Estremamente significativa a talproposito la pagina dell’almanacco in cui il Prof. sottolinea come da unalezione sulla &lt;i&gt;Fenomenologia dello spirito&lt;/i&gt;,proprio attraverso la negazione e il riconoscimento delle autocoscienze sipossa entrare in relazione con il vissuto e la percezione di sé che gliadolescenti hanno: “mi sembra, se riesco ancora a leggere la grammatica delleespressioni dei miei studenti, che essi vadano via contenti di aver capitoqualcosa e non tanto di Hegel ma, attraverso Hegel, dell’uomo e di se stessi”.È su quest’attrito esistenziale, che i ragazzi esprimono, che il docenteinterviene e lo deve fare con la massima preparazione possibile e soprattuttocon la massima sincerità e onestà intellettuale; quella che manca a molti chesi occupano di scuola o di coloro che parlano di scuola e addirittura pretendonodi riformarla senza coglierne il senso esistenziale e civile profondo, ma laconcepiscono come un apparato amministrativo e burocratico qualsiasi, daaggravare con formule&amp;nbsp; e procedure chel’autore sintetizza bene nell’espressione “didatticume”, a cui fa dacontraltare speculare il tentativo di trasformare la scuola con modelliaziendalisti del tutto fuori contesto, per rispondere, con un rimedio peggioredel male, alla palese inadeguatezza della scuola pubblica rispetto ai compitiche le sono assegnati dalla Costituzione. Altro punto critico che l’autore hasempre ben presente è il guasto procurato, a suo dire, dalla cosiddetta ideologiasessantottina (da cui Lubrano Di Diego pur riconosce di provenire) e dal malinteso senso della democrazia (assemblearisitca) ad esso legata, che di fattoha causato una confusione di ruoli, in cui il discente non vede nel docente unpolo dialettico, ma una punto inconsistente svuotato di qualsiasiautorevolezza, di cui si può in fondo fare a meno, perché le priorità dellavita sono altre. Naturalmente tutto ciò non può non essere anche legato allo sfaldarsidel ruolo genitoriale e al proliferare di agenzie informative e mass mediaticheche di fatto sostituiscono la scuola come agenzia formativa. A tal propositosono particolarmente significative le osservazioni che l’autore fa circa letesi del Professor Giorgio Israel e quelle di Don Giussani, discutibili, ma chehanno il pregio di fornire un' “ipotesi di senso” su quello che dovrebbe esserela scuola; “ipotesi di senso” che è poi quella che gli insegnanti dovrebberooffrire agli allievi nella loro formazione. E’ questa “ipotesi di senso” hacome caposaldo che lo studio è un mestiere che ha le sue regole, le sue durezzee la sua disciplina e che ciò non può essere evitato se si vuole che gliallievi divengano ciò che ancora non sono: formati, liberi e maturi. In unaparola: cittadini. Queste riflessioni sono inserite nella narrazione, ma megliosarebbe dire intrecciate, &amp;nbsp;accanto adepisodi di vita scolastica - in questo la città di Napoli, in cui l’autore vivee insegna, con i suoi drammi e la sua “commedia umana”, funge da acceleratorenarrativo - a volte leggeri, a volte drammatici, dove l’autore &lt;i&gt;mostra &lt;/i&gt;al lettore, con una scritturacolta ma al tempo stesso estremamente coinvolgente, la “meraviglia”dell’insegnare le sue delizie e nequizie appunto come recita il sottotitolo. Eforse l’amore è la chiave per interpretare il bel libro di Lubrano Di Diego,ossia, per riprendere il concetto platonico di eros, il filo rosso delleannotazioni del libro è che si impara principalmente per via erotica e non pervia intellettuale e questa verità elementare e sconvolgente non può essererimossa o sostituita da nessun ideale dell’insegnamento neopositivistico otecnocratico. Insomma traducendo in chiave laica, secondo l’ipotesi formulatada Umberto Galimberti, il monito paolino “&lt;i&gt;Nonintratur in veritatem nisi per charitatem”, &lt;/i&gt;nessuno può entrare nellaverità se non attraverso l’amore, se non attraverso quella seduzione per ilsapere, che passa attraverso la persona del docente stesso, che ogni insegnantedeve offrire ai propri allievi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; Francesco Filia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6428613257456120363?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6428613257456120363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6428613257456120363&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6428613257456120363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6428613257456120363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/12/almanacco-di-un-professore.html' title='Almanacco di un professore'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-oEVIxSfOF-k/Tv4YdyibDuI/AAAAAAAAAI8/CmkekfncScA/s72-c/img009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3214966049845287253</id><published>2011-12-22T09:31:00.001+01:00</published><updated>2011-12-30T21:09:27.113+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Poesia e Teoria</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt; text-align: center;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Ne2uigGXB1w/Tv4aaX8As4I/AAAAAAAAAJI/tP3qOoC3tBU/s1600/img007.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-Ne2uigGXB1w/Tv4aaX8As4I/AAAAAAAAAJI/tP3qOoC3tBU/s320/img007.jpg" width="184" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;Il greco "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 10pt; line-height: 120%;"&gt;theorίa"&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&amp;nbsp;significa "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 10pt; line-height: 120%;"&gt;riflessione"&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&amp;nbsp;ma anche "&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 10pt; line-height: 120%;"&gt;solenne ambasciata",&lt;/span&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&amp;nbsp;"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 10pt; line-height: 120%;"&gt;spettacolo"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;. E forse non ci può essere grande poeta che non abbiaintuizioni teoriche su altri grandi poeti, che non li rappresenti sul palcoscenicodi una potenza concettuale. D’altronde è patetica la mitologia del poeta che –privo di questa potenza – sa tuttavia "raccontare"&lt;/span&gt;&lt;raccontare style="color: windowtext;"&gt;&amp;nbsp;o "sognare"&lt;sognare&gt;, come se il sogno fosse il paese dove si annebbia laspina intelligente. Accade che devi versi svenino il proprio pensiero fino alpunto di non riconoscerlo. Ma questo serrante pensiero &lt;i&gt;deve esserci stato&lt;/i&gt;: proprio allora i versi entreranno nella ragioneche esso non conosce! Se quei versi dubiteranno, se avranno il cruccio di nonaver pensato abbastanza… quanta ignobile poesie di idee è nata da questocruccio.. quanti inginocchiamenti ai filosofi… o quanti accantucciamenti nellapoesia d’impressioni. Nessuna sottomissione della teoria alla poesia, se sonosorelle greche. E nessun confronto, perché queste due estranee si &lt;i&gt;devono &lt;/i&gt;essere amate.&lt;/sognare&gt;&lt;/raccontare&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: windowtext;"&gt;Da “&lt;b&gt;Poesia e destino”&lt;/b&gt;, &lt;b&gt;&lt;i&gt;Milo De Angelis&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, Cappelli editore,1982.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3214966049845287253?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3214966049845287253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3214966049845287253&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3214966049845287253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3214966049845287253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/12/poesia-e-teoria.html' title='Poesia e Teoria'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Ne2uigGXB1w/Tv4aaX8As4I/AAAAAAAAAJI/tP3qOoC3tBU/s72-c/img007.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4042178421345331063</id><published>2011-12-19T21:28:00.000+01:00</published><updated>2011-12-19T21:30:45.364+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filìa'/><title type='text'>La scrittura</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;L’unico modo per restare fedeli asé stessi, all’altro, allo sconosciuto che ci abita, è scrivere solo sottol’impeto glaciale della necessità. Quando non c’è, non bisogna mettere penna su carta,pena l’insipienza.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Se non si ha chiaro quest’elemento essenziale, anche tutto il resto, tutto quello che si può dire sullascrittura e in particolare sulla scrittura poetica, rischia di essere distorto.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Cosa si deve intendere connecessità? Ciò che non può essere diverso da ciò che è, secondo la definizioneclassica. Ma per chi scrive cosa significa? Significa far emergere il nucleooriginario, mitico dell’esistenza che ci abita. È evidente che in quest’otticanon tutto ciò che scriviamo è necessario.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-52yitoq8Od4/Tu-eMzAnYmI/AAAAAAAAAIk/XLuqAIcAHEQ/s1600/colore_shantungbianco%255B1%255D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="208" src="http://1.bp.blogspot.com/-52yitoq8Od4/Tu-eMzAnYmI/AAAAAAAAAIk/XLuqAIcAHEQ/s320/colore_shantungbianco%255B1%255D.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;La necessità nell’uomo ha, però,un carattere paradossale, perché essa si dà come possibilità, cioè comequalcosa che potrebbe anche non essere, la vita stessa dell’uomo in quantopossibilità potrebbe non essere, il senso potrebbe essere definitivamente nascosto. Qui il poeta, come uomo che cercal’origine,&amp;nbsp; gioca la sua scommessadisperata: dire il necessario che, però, potrebbe anche non essere. In fondonessuno che scrive è convinto in maniera certa e indubitabile di essere unpoeta, perché altrimenti non scriverebbe più, c’è sempre la possibilità dell’inganno,senza un qualcosa, un ente un logos che ci rassicuri definitivamente. Siamosempre sotto la spada di Damocle della nostra possibile idiozia, delle nostreparole al vento. E’ questa la condizione di chi scrive.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4042178421345331063?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4042178421345331063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4042178421345331063&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4042178421345331063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4042178421345331063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/12/la-scrittura.html' title='La scrittura'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-52yitoq8Od4/Tu-eMzAnYmI/AAAAAAAAAIk/XLuqAIcAHEQ/s72-c/colore_shantungbianco%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8242312162121536393</id><published>2011-12-15T22:56:00.000+01:00</published><updated>2011-12-15T22:56:56.166+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>Vincenzo Frungillo da Nazione Indiana per XI Quaderno di poesia contemporanea</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Og8V1hj1_e0/Tups2h3Xn_I/AAAAAAAAAIc/9bH2bEVc-PE/s1600/atomo%255B1%255D.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-Og8V1hj1_e0/Tups2h3Xn_I/AAAAAAAAAIc/9bH2bEVc-PE/s1600/atomo%255B1%255D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2 class="entry-title"&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="entry-content" sizcache="7" sizset="18"&gt;&lt;b&gt;La fine di Lucrezio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sed ne mens ipsa necessum&lt;br /&gt;intestinum habeat cunctis in rebus agendis&lt;br /&gt;et devicta quasi cogatur ferre patique,&lt;br /&gt;id facit exiguum clinamen principiorum&lt;br /&gt;nec regione loci certa nec tempore certo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finire non è uscire dalla vita,&lt;br /&gt;ma è restare per sempre&lt;br /&gt;nella sua scena madre,&lt;br /&gt;è un difetto della vista,&lt;br /&gt;che non si sceglie, si subisce,&lt;br /&gt;e vede solo chi sa guardare&lt;br /&gt;la nostra ferita mortale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pausa al crollo verticale&lt;br /&gt;piega ogni scoperta ad una luce esterna:&lt;br /&gt;la ragnatela dietro la porta,&lt;br /&gt;il ragno ipnotizzato dalla preda,&lt;br /&gt;rispondono ad una sola regola:&lt;span id="more-40478"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;la luce, quindi la luce,&lt;br /&gt;è il culmine della specie&lt;br /&gt;e la luce non è fonte naturale,&lt;br /&gt;anche se è l’occhio che vede&lt;br /&gt;la nebulosa di cenere sul cratere,&lt;br /&gt;è la parola del poeta&lt;br /&gt;che ne cattura ogni particella.&lt;br /&gt;Sarebbe polvere lunare&lt;br /&gt;senza il suono della sua voce.&lt;br /&gt;È lei che scopre l’origine,&lt;br /&gt;l’atomo che esita prima di cadere;&lt;br /&gt;vede il vuoto e l’elementare&lt;br /&gt;formare il bivio mortale,&lt;br /&gt;il dubbio d’Eracle,&lt;br /&gt;la Y della decisione;&lt;br /&gt;a quella fionda dona potenza,&lt;br /&gt;a quella croce il dolore.&lt;br /&gt;Il sublime è la precisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma adesso, cosa avrò da dire,&lt;br /&gt;cosa avrò da raccontare,&lt;br /&gt;come rivelare il sublime,&lt;br /&gt;l’iridescenza del clinamen!&lt;br /&gt;Dopo aver visto la vista,&lt;br /&gt;non mi resta che tacere.&lt;br /&gt;Materia prima è la stoffa&lt;br /&gt;che asciuga la parola del poeta,&lt;br /&gt;questo tessuto di pergamena&lt;br /&gt;trattiene il canto delle cicale&lt;br /&gt;dall’incavo delle loro larve,&lt;br /&gt;quando ai piedi degli ulivi&lt;br /&gt;tutto diventa pace; la morte&lt;br /&gt;è lì presente, ma il frinire&lt;br /&gt;delle loro ali già riprende.&lt;br /&gt;Sapersi mutazione costante,&lt;br /&gt;oltre la divisione delle caste,&lt;br /&gt;anche se il mondo, orfano del sublime,&lt;br /&gt;vede ogni cosa senza la sua fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disegna sul foglio una sfera,&lt;br /&gt;prova ad intaccarne la forma,&lt;br /&gt;perde sangue la materia,&lt;br /&gt;quest’atomo spera&lt;br /&gt;in una fusione che non s’avvera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dio tace.&lt;br /&gt;Saperlo assente è la prova vincente!&lt;br /&gt;Niente mi costringe ad educare&lt;br /&gt;questa pioggia sottile, saperla già salva&lt;br /&gt;dal pantano delle strade&lt;br /&gt;e la cenere che minaccia di fossilizzare&lt;br /&gt;in un calco eterno il lupanare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso sento crescere la materia&lt;br /&gt;sotto la punta della penna a sfera,&lt;br /&gt;sento la parola graffiare la pergamena,&lt;br /&gt;la semiosi concreta che ridesta.&lt;br /&gt;Perché non c’è un uscire dalla vita&lt;br /&gt;che non sia pure un entrare&lt;br /&gt;nella piega mortale del clinamen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intorno è un tamburellare di strade.&lt;br /&gt;C’è una sola voce che sale.&lt;br /&gt;Il polipo verace pende dalle canne,&lt;br /&gt;la sua ventosa sembra portare&lt;br /&gt;sulla terra ferma il litorale.&lt;br /&gt;La battigia tocca le case.&lt;br /&gt;Un altro mercante vende uova fresche.&lt;br /&gt;Il nucleo è sospeso nel suo albume.&lt;br /&gt;L’analogia ci pervade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gallina, carne, lubrificazione&lt;br /&gt;della vagina che attrae&lt;br /&gt;il pene in erezione su fino alle ovaie&lt;br /&gt;il seme sale, l’utero paziente attende…&lt;br /&gt;(il gallo nasce non dall’uovo&lt;br /&gt;non dalla gallina, ma dal piacere,&lt;br /&gt;da un momento di sospensione).&lt;br /&gt;Venerea influenza della specie&lt;br /&gt;la ferita genera latte e urina,&lt;br /&gt;infetta la nostra anima latina.&lt;br /&gt;Bellezza, certezza della vita estrema,&lt;br /&gt;salire di schiena al tempio della dea,&lt;br /&gt;la Venere etrusca, padrona della fiera,&lt;br /&gt;non regala una sola misura,&lt;br /&gt;ad ogni corpo affida la sua caduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Memmio, mio figlio,&lt;br /&gt;mio unico allievo,&lt;br /&gt;mio solo consiglio,&lt;br /&gt;prima degli altri l’hai capito,&lt;br /&gt;solo tuo il messaggio,&lt;br /&gt;nella casa del maestro&lt;br /&gt;hai distrutto il peripato,&lt;br /&gt;il giardino sterminato&lt;br /&gt;dalla tua giovane mano.&lt;br /&gt;Non vedrai le loro chiacchiere&lt;br /&gt;crescerti nel petto,&lt;br /&gt;come larve di mosche&lt;br /&gt;invecchiare il tuo aspetto.&lt;br /&gt;Resterai immutato nel tempo,&lt;br /&gt;rifrazione di luce, un solo spettro.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Una&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;è la regola,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ma varia la misura,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;tornano i corpi verso la fonte,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;poi se ne allontanano per repulsione,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;così gli astri, così la luce, così il sole&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ripetono la rivoluzione, la regola prima della generazione&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;e anche se alla fine il vulcano mi darà ragione,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;tutto intorno sarà solo cenere e distruzione,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;io non voglio la fine d’Empedocle,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ma la vita degna d’Iperione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Perché la regola è una,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;ed unica è la fonte&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;guarda, Memmio,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;il sole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vincenzo Frungillo&lt;/strong&gt; nasce nel 1973 a Napoli. Nel 2002 ha pubblicato il suo primo libro di versi Fanciulli sulla via maestra (Palomar, Bari). Nel 2007 è stato finalista del Premio Delfini con Ogni cinque bracciate. Un estratto. Nel 2009 pubblica Ogni cinque bracciate. Poema in cinque canti, (Le Lettere, collana Fuori Formato, con una prefazione di Elio Pagliarani e una postfazione di Milo De Angelis). Un piccolo estratto del libro è stato tradotto in Germania, una parte più ampia è in corso di traduzione negli Stati Uniti. Nel 2011 è tra gli autori di La fisica delle cose. Dieci riscritture da Lucrezio (Perrone). Parte del primo capitolo del romanzo inedito Il genio degli avanzi verrà pubblicato in dicembre per La Libellula. Rivista di italianistica. E’ redattore di Puntocritico e Absoluteville.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8242312162121536393?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8242312162121536393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8242312162121536393&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8242312162121536393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8242312162121536393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/12/vincenzo-frungillo-da-nazione-indiana.html' title='Vincenzo Frungillo da Nazione Indiana per XI Quaderno di poesia contemporanea'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Og8V1hj1_e0/Tups2h3Xn_I/AAAAAAAAAIc/9bH2bEVc-PE/s72-c/atomo%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7204723184021187078</id><published>2011-12-13T16:20:00.000+01:00</published><updated>2011-12-14T21:31:47.694+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>farapoesia: Su Il margine di una città di Francesco Filia</title><content type='html'>&lt;a href="http://farapoesia.blogspot.com/2011/12/su-il-margine-di-una-citta-di-francesco.html?spref=bl"&gt;farapoesia: Su Il margine di una città di Francesco Filia&lt;/a&gt;: Il Laboratorio Edizioni, 2008 recensione di Vincenzo D ’Alessio Il poemetto Il margine di una città , scritto dal poeta Fran...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7204723184021187078?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7204723184021187078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7204723184021187078&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7204723184021187078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7204723184021187078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/12/farapoesia-su-il-margine-di-una-citta.html' title='farapoesia: Su Il margine di una città di Francesco Filia'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4951146429471098287</id><published>2011-12-09T20:37:00.003+01:00</published><updated>2011-12-18T09:29:00.129+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>Marco Simonelli da Nazione Indiana per XI Quaderno di Poesia Contemporanea</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-a1ol4oCGRxM/TuJkCTw0Y4I/AAAAAAAAAHU/bufH3-avQuI/s1600/Marco%2BSimonelli.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5684215670522536834" src="http://2.bp.blogspot.com/-a1ol4oCGRxM/TuJkCTw0Y4I/AAAAAAAAAHU/bufH3-avQuI/s400/Marco%2BSimonelli.jpg" style="float: right; height: 266px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NUOVI INQUADERNATI 6.&lt;br /&gt;MARCO SIMONELLI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pretty Picture&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sciolsero i Soft Cell nel millenovecentottantaquattro&lt;br /&gt;e questo è confermabile, lo dice wikipedia, è un fatto vero&lt;br /&gt;come è vero che il synth-pop negli anni ‘80 contendeva&lt;br /&gt;le vette d’ hit-parade ad internazionali megalomani melodici&lt;br /&gt;ed è vero come è vera la tequila, il lemon soda, il tuo bicchiere&lt;br /&gt;uno schermo di ghiaccio, di bottiglia da cui mi vedi a tratti&lt;br /&gt;come dietro al vetro zigrinato di una doccia con qualcuno –&lt;br /&gt;ed è vero come è vero che accendo una sigaretta dietro l’altra&lt;br /&gt;solamente quando percepisco nell’ambiente un’insolita tensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è vero come è vero che Marc Almond si chiede con Sex Dwarf&lt;br /&gt;se non sia carino veramente, con zuccherini e poi con spezie varie&lt;br /&gt;attirare un bambolotto, un tipo truzzo, un tizio danzereccio&lt;br /&gt;in una vita scandalosamente piena di vizio abbacinato&lt;br /&gt;come è vero che nell’ottantaquattro avevo solamente cinque anni&lt;br /&gt;e davvero pensavo che da grande in una discoteca succedessero&lt;br /&gt;le cose che un bambino non dovrebbe certamente mai vedere&lt;br /&gt;ma ero un tipo attento e interessato, divoravo conoscenze&lt;br /&gt;e inoltre ballare mi piaceva, soprattutto poi davanti ai grandi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questa non è altro che una prova schiacciante e non so bene&lt;br /&gt;se per l’accusa oppure la difesa ma rimane comunque un fatto vero,&lt;br /&gt;una foto sfocata che ti ritorna in mente come alla radio un ritornello –&lt;br /&gt;e se adesso so con sicurezza ciò che si dice in giro degli uomini bassini&lt;br /&gt;è solo perché anch’io sbiadendo m’ingiallisco e poi passo di moda&lt;br /&gt;come Marc Almond che adesso canta le canzoni di Jacques Brel&lt;br /&gt;e tuttavia rimane un fascinoso cinquantenne, e la tequila è lì&lt;br /&gt;che mi separa da te, da qualcun altro, in una discoteca di vaniglia&lt;br /&gt;dove conta solamente la presenza, qualunque cosa accada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leptocephalus brevirostris&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando, venendo dal capoluogo sfrecci lungo la Firenze-Mare&lt;br /&gt;lo vedi chiaramente azzurro nella valle dal cavalcavia;&lt;br /&gt;dopo la galleria ti salta addosso al parabrezza&lt;br /&gt;e per un attimo ci credi, che sia davvero il mare.&lt;br /&gt;Sul lago, Puccini passò la sua vecchiaia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accadde quando ancora l’epoca rampante riscopriva&lt;br /&gt;i piatti regionali con la degustazione d’un gourmet,&lt;br /&gt;cibo povero di quando la famiglia non poteva&lt;br /&gt;permettersi la carne ad ogni pasto.&lt;br /&gt;Dice l’Artusi che i cuccioli d’anguilla&lt;br /&gt;sono foglie d’oleandro trasparenti come il vetro:&lt;br /&gt;la borsa spermatica del maschio è simile all’ovario della femmina&lt;br /&gt;e migrano nei laghi per una metamorfosi.&lt;br /&gt;Aspirano l’h anche quaggiù, le chiamano le ciehe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da giorni ne parlavano, gli adulti,&lt;br /&gt;scambiandosi al telefono un codice segreto;&lt;br /&gt;ce l’avrebbe fatta, dunque, il pesciaiolo – quel pirata -&lt;br /&gt;a procurare l’illegale bottino d’ambizione&lt;br /&gt;e poco male se quel fiero pasto costava allora&lt;br /&gt;poco meno d’un milione: le anguille appena nate&lt;br /&gt;sono prelibate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mio padre sul cancello coi contanti&lt;br /&gt;aspettava il pusher pesciaiolo&lt;br /&gt;con l’ansia d’un drogato in astinenza.&lt;br /&gt;In un sacchetto d’acqua, brulicanti,&lt;br /&gt;molli e trasparenti s’agitavano a migliaia – girini ancora vivi -&lt;br /&gt;guidate da un interno istinto inutile oramai,&lt;br /&gt;proprio come spermatiche creature che già sanno&lt;br /&gt;dove andare per trasformarsi in altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul setaccio schizzarono frenetiche,&lt;br /&gt;inquieti murenoidi all’oscuro della situazione.&lt;br /&gt;Mia madre versò una goccia d’acqua&lt;br /&gt;sull’enorme padella prestata da un’amica:&lt;br /&gt;sfrigolando evaporò dopo un momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sui crostini fatte pappa, nella pasta lunga come condimento&lt;br /&gt;insieme a poca scorza dell’arancia e poi limone:&lt;br /&gt;durante la cottura quell’agonia dell’olio caldo le tramuta,&lt;br /&gt;sbiancandole le allunga e a colpo d’occhio non sapresti&lt;br /&gt;distinguere le larve da un piatto di bavette.&lt;br /&gt;Tranne forse per quegli occhi, minuscoli puntini&lt;br /&gt;ad un’ estremità dello spaghetto, neri come&lt;br /&gt;se la luce in un istante fosse implosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era pepe ma uno sguardo&lt;br /&gt;che non implora più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spiaggia libera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viale dei Tigli, la variante Aurelia srotola la strada: siamo nello sciame,&lt;br /&gt;magliette, ciabatte, stampate fantasie multicolori, un fluorescente&lt;br /&gt;succhiare di Calippo per la strada; domenica, c’è il sole, tutti quanti&lt;br /&gt;quantificano all’aria la pelle nuda ancora da ustionare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passeremo svoltando la pineta, sicuri di trovarti ancora lì.&lt;br /&gt;Il tuo tipo è uno che respira: una faccia da schiaffi, tatuato,&lt;br /&gt;efebico oppure ipertricotico, lo strepitoso fascino&lt;br /&gt;dell’ultracinquantenne in piena forma. E dopo le dune l’orizzonte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei fissa in una fascia Gucci bianca intera, sei Liz Taylor,&lt;br /&gt;la Circe più abbronzata e bionda tinta della costa.&lt;br /&gt;Anna, minaccia ancora la nostra ingenuità. Hai quarant’anni.&lt;br /&gt;Distesa sul tuo telo rosa fuxia circòndati di giovani,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;più giovane tu di quella giovane che vinse l’anno scorso&lt;br /&gt;lo sponsorizzato concorso di Miss Trans.&lt;br /&gt;Stenderemo intorno al tuo gli asciugamani, riprenderai la storia&lt;br /&gt;di un autunno che chirurgicamente tu non senti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ricevi a casa adesso, eppure nei dintorni ci passi volentieri,&lt;br /&gt;saluti le tue amiche, ci racconti di un’età lontana quando eri&lt;br /&gt;a Livorno ragazzino e non ancora Towanda la Guerriera.&lt;br /&gt;E poi siliconati impianti e mai avvenute evirazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando dalla base americana sfrecciavano le reclute&lt;br /&gt;i rangers, per te tutti marines: tutta salute all’epoca del dollaro!&lt;br /&gt;Limpidi guanti: l’Aurelia a Migliarino, Marina di Vecchiano.&lt;br /&gt;Avevi una roulotte. Passavi avanti a tutte per un salario serio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso puoi permetterti di scegliere: estrogeni, lunga transizione –&lt;br /&gt;l’hai letto sul tuo corpo che l’uomo da solo si spaventa.&lt;br /&gt;I tuoi contanti dentro al portafoglio proteggono il domani&lt;br /&gt;dall’incerto precariato. L’hai sudato, questo apprendistato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli uomini sono come dei gattini, non devi accarezzarli contropelo&lt;br /&gt;si rischia il graffio, un taglio involontario e curati di te&lt;br /&gt;e solo dopo curati di loro: passa i polpastrelli dietro al collo,&lt;br /&gt;le loro fusa spasmi, un lamentarsi al caldo del sudore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mezzogiorno pranzi col ghiacciolo, dagli ambulanti compri&lt;br /&gt;braccialetti di filo colorato, ad ogni nodo un desiderio:&lt;br /&gt;gli amici, dimagrire, i conoscenti: pochi ma leali.&lt;br /&gt;Verrai da noi a cena. Arriverai col sugo per la pasta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’una un’altra lucky strike, assisti alla sfilata:&lt;br /&gt;abbronzàti si scrutano bagnandosi i piedi alla battigia,&lt;br /&gt;l’incendio dei costumi. Sono mimmi&lt;br /&gt;nei giorni di vacanza, non sai se in salvo o in saldo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando l’hai rivisto non fai che ripensarci.&lt;br /&gt;Ricordi come pianse quando seppe; il suo corpo tremava,&lt;br /&gt;scoraggiato ti disse che eri bella come una regina.&lt;br /&gt;Si guardava peloso il ventre piatto. Gli estrogeni erano impossibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La resina s’appiccica sui corpi, è stato come un pianto.&lt;br /&gt;Li vedi ritornare, riconsideri il sorriso, il pomeriggio&lt;br /&gt;scroscia in chiacchiericcio, sei raggiante, la tua socialità&lt;br /&gt;dimentica imprevisti e probabili armatori vedovi da poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’amore equo e solidale lo impareremo dopo.&lt;br /&gt;Diana cacciatrice: sei come Salomè con il battista,&lt;br /&gt;l’esperienza ti ha insegnato a fischiare agli stalloni&lt;br /&gt;come fossi un camionista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso ti slanci, una corsa di cerbiatto e spruzzi il mare&lt;br /&gt;le onde che affronti in pieno petto ti spostano il costume,&lt;br /&gt;mostri il seno e per pudore abbassiamo tutti gli occhi,&lt;br /&gt;e tu ci guardi come quelli che restano all’asciutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARCO SIMONELLI è nato nel 1979 a Firenze, dove vive. Lavora come traduttore. Ha pubblicato Memorie di un casamento ferroviere del ‘66 (Florence Art, 1998), Sesto Sebastian – Trittico per scampata peste (Lietocolle, 2004), Palinsesti (Zona, 2007) e Will – 24 sonetti (d’If, 2009). Per Black Sun Productions ha scritto i testi di Hotel Oriente (anarcocks.com, 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4951146429471098287?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4951146429471098287/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4951146429471098287&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4951146429471098287'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4951146429471098287'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/12/marco-simonelli-da-nazione-indiana-per.html' title='Marco Simonelli da Nazione Indiana per XI Quaderno di Poesia Contemporanea'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-a1ol4oCGRxM/TuJkCTw0Y4I/AAAAAAAAAHU/bufH3-avQuI/s72-c/Marco%2BSimonelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3182655613647884543</id><published>2011-11-24T22:11:00.006+01:00</published><updated>2011-11-24T22:17:30.790+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>Il privato, l’adolescenza infinita e il monetarismo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-5GjhqhLUqSQ/Ts6ztR9DG6I/AAAAAAAAAIU/rcejh63ICmo/s1600/collant%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5678673770655718306" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 262px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-5GjhqhLUqSQ/Ts6ztR9DG6I/AAAAAAAAAIU/rcejh63ICmo/s320/collant%255B1%255D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;eri bella come il pareggio di bilancio e la scuola di chicago&lt;br /&gt;come il lining dello slam eri un quilt stretto e scioccavi l’outer&lt;br /&gt;dicevi pazzesco e chiedevi conferma delle marche&lt;br /&gt;eri monetarista e antinflazionista&lt;br /&gt;per nulla persuasa dal pensiero sociale e dalla spesa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;io mangiavo wurstel crudi su una fetta di pane raffermo come una bestia&lt;br /&gt;ma dentro di me c’era lo smooth verde e la sommatoria dei natali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tu sapevi governare il conflitto sociale e anticipavi il prezzo di mercato&lt;br /&gt;il prezzo è sempre giusto dicevi, cioè non è mai sbagliato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e io chiedevo l’aiuto dello stato&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Sergio Soda Star&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3182655613647884543?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3182655613647884543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3182655613647884543&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3182655613647884543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3182655613647884543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/11/il-privato-ladolescenza-infinita-e-il.html' title='Il privato, l’adolescenza infinita e il monetarismo'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-5GjhqhLUqSQ/Ts6ztR9DG6I/AAAAAAAAAIU/rcejh63ICmo/s72-c/collant%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8148998169896339006</id><published>2011-11-14T15:01:00.008+01:00</published><updated>2011-11-28T16:04:05.957+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Il vortice dell'essere. Recensione a "La fisica delle cose"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WQ2YR0StImw/TsEgJ9QfHYI/AAAAAAAAAHw/jVDrU-CWafY/s1600/lucrezio-sito-grande%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674852360898157954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 203px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-WQ2YR0StImw/TsEgJ9QfHYI/AAAAAAAAAHw/jVDrU-CWafY/s320/lucrezio-sito-grande%255B1%255D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dieci riletture da Lucrezio, questo è il sottotitolo dell’antologia &lt;strong&gt;La fisica delle cose&lt;/strong&gt;, a cura di &lt;em&gt;Gianfranco Alfano, Giulio Perrone editore, 2011&lt;/em&gt;. Le riletture sono state affidate a dieci poeti contemporanei, tutti nati tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta: &lt;em&gt;Andrea Inglese, Letizia Leone, Laura Pugno, Giulio Marzaioli, Vincenzo Frungillo, Andrea Raos, Vito M. Bonito, Sara Davidovics, Giovanna Marmo ed Elisa Biagini.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Perché Lucrezio? Come spiega il curatore nella bella e interessantissima nota introduttiva, “per realizzare questo piccolo libro di omaggio a colui che, come ha scritto Milo De Angelis, ha fissato il suo sguardo sul &lt;em&gt;vortice perenne&lt;/em&gt;.” Lucrezio è colui il quale, sulla scorta della filosofia greca, ha posto la poesia in dialogo essenziale con il pensiero, ossia con quell’interrogarsi originario sul principio di tutte le cose e sul rapporto che questo principio ha con la vita dei mortali. Forse il fascino del poema lucreziano è dato dalla potenza con cui i versi si mettono in rapporto con l’inquietudine originaria che conduce l’uomo, con le angosce che accompagnano il suo stare al mondo e che solo il pensiero e, in questo caso, il pensiero poetante può curare o lenire. L’inattualità, nel senso nietzschiano, di Lucrezio, ossia di porre domande che sono al fondo dei nostri interrogativi, ma che il corso ordinario dell’esistenza copre, ci parla, parla a poeti del ventunesimo secolo, che in maniera diversa approdano al &lt;em&gt;De rerum natura&lt;/em&gt; e ne traggono frammenti di luce da declinare, oltre che secondo le personali poetiche, anche secondo le inquietudini della nostra epoca. L’ipotesi che azzardo su quest’aspetto è che da un lato Lucrezio permette un accesso al numinoso, ovvero alla percezione del divino come qualcosa di incomprensibile, estraneo, radicalmente diverso e superiore, non definibile razionalmente, e, dall’altro, sottolineando il vortice perenne della natura, affonda in una ferita aperta della nostra contemporaneità, ossia come pensare il divenire, il procedere incessante delle cose, la loro “liquidità” per riprendere la suggestione del curatore nella sua prefazione, la distruzione che sempre incombe su di noi. Tale dilemma si è fatto ancor più pressante da quando gli atomi da ipotesi mentale sono diventati ciò che può causare con la loro divisibilità la devastazione più immane, culmine estremo di quella manipolazione tecnica di tutta la realtà, che rende tutto trasformabile e quindi essenzialmente transitorio, istantaneo come i bits informatici. Per quest’ultimo aspetto si vedano, in particolare, i testi di &lt;em&gt;Inglese&lt;/em&gt;, ma non solo, che analizzano il movimento della merce, anche umana, e le informazioni ad essa legate come l’elemento atomico della società contemporanea, che ha la sua essenza nel trasformarsi e nel muoversi incessantemente. Per quel che riguarda la prima ipotesi potremmo aggiungere che, se il rapporto con il numinoso apre la dimensione del sacro, per dirla con Rudolf Otto, ripensare poeticamente Lucrezio, poeta che cerca sulla scorta di Epicuro di liberare gli uomini dalla paura degli dèi e di aprire una dimensione del sacro come immanenza radicale, dà la possibilità di accedere a quest’esperienza originaria da un’epoca, la nostra, in cui gli dèi della tradizione sono fuggiti e i nuovi hanno già da tempo tradito le attese mostrandosi con il loro volto luciferino e di declinare tale esperienza del divino e del numinoso, non in senso religioso o mistico ma in senso poetico filosofico ossia di autentica ricerca (&lt;em&gt;sképsis&lt;/em&gt;) razionale sull’origine delle cose, senza scorciatoie misticheggianti, ma neanche senza la rinuncia allo stupore ancestrale che appartiene all’uomo e che la civiltà della tecnica sembra aver rimosso. Questo, al fondo, è il polo magnetico che, in maniera diversamente consapevole, attrae tutti gli autori del libro, ad esempio permette di ripensare l’evidenza dei fenomeni e sperimentare l’enigma del percepire nei testi di Giovanna Marmo (&lt;em&gt;Quando la mano/ schiaccia l’occhio// da sotto// tutte le cose/ mi guardano.// Da sotto&lt;/em&gt;.); il fuoco in rapporto al vuoto in Laura Pugno (&lt;em&gt;il movimento del calore ora più denso/ ora il vuoto mescolato al fuoco/ o tutto si condensa e non è luce&lt;/em&gt;); il rapporto tra il caos originario e l’ordine transitorio del mondo nei testi di Letizia Leone (&lt;em&gt;Tu che attraverserai il giorno in un granello.// Qualcosa non muta nella catastrofe/ ignota. Un solido nudo/ resistente all’erosione interna&lt;/em&gt;.); o la radice della phoné e della graphé in Sara Davidovics (ed &lt;em&gt;iam cui rum dia rum/ li aint et am is tia&lt;/em&gt;); l’individualità in rapporto al tutto e all’eterno in Andrea Raos (&lt;em&gt;Unire eterno a mortale,/ pensare che possano insieme sentire, patirsi l’un l’altro,/ è devianza&lt;/em&gt;.); la morte e il nulla nelle poesie di Vito M. Bonito (&lt;em&gt;arrivare a domani/ è niente// foscula anime animulae/ nihil nihil/ freddissimo nihil&lt;/em&gt;); i limiti dell’argomentare in rapporto all’origine dei fenomeni in Giulio Marzaioli (&lt;em&gt;essendo, insomma, evidente che le particelle di ciascun corpo sono prodotte dalla natura e non dalla mano di uno soltanto, puoi dubitare ancora che queste volino ognuna diversa dall’altra?&lt;/em&gt;); la nostalgia dell’elementare e del previtale in alcuni passi di Andrea Inglese (&lt;em&gt;avrei voluto essere una parte semplice, un seme o una particella primordiale, un chiodo nel cosmo, impenetrabile e duro, una cosa elementare&lt;/em&gt;); il nesso tra parola e silenzio in Elisa Biagini, per quel che si può desumere dal suo esiguo contributo (&lt;em&gt;corde allentate/ e la freccia non/ parte, la voce/ resta in sé,/ la punta di/ parola&lt;/em&gt;.); il rapporto della parola poetica e di colui che se ne fa carico con il destino individuale e il Tutto nel poemetto di Vincenzo Frungillo ispirato alla fine di Lucrezio (&lt;em&gt;io non voglio la fine d’Empedocle,/ ma la vita degna d’Iperione./ Perché la regola è una,/ ed unica la fonte/ guarda, Memmio,/ il sole&lt;/em&gt;.). Vorrei terminare queste brevi note soffermandomi proprio su due versi di Frungillo: “&lt;em&gt;Finire non è uscire dalla vita/ ma restare per sempre nella sua scena madre”&lt;/em&gt; ; il “per sempre” in rapporto al finire, alla morte è qui il modo in cui noi contemporanei cerchiamo di riaccostarci, per rispondere all’angoscia del nulla che ci stringe la gola, all’origine del pensiero greco di cui noi siamo lontani, ma non troppo, discendenti. In altri termini la questione di fondo è se il finire è l’annullamento radicale o è un permanere nell’essere. Rispondere a questa domanda, essenziale sia per il filosofo che pensa l’essere sia per il poeta che dice il sacro, per riprendere l’espressione heideggeriana, sia per l’uomo di tutti i giorni che anche il filosofo e il poeta sono, è ciò che ci accomuna a Lucrezio, ad Epicuro, a Democrito e risalendo ancora più su a Parmenide, Eraclito (non a caso citato in un verso della Leone) e Anassimandro, fino alla porta che apre i sentieri del giorno e della notte e che ha aperto e tutt’ora apre i sentieri del nostro destino, ossia l’origine della natura e il suo incessante manifestarsi. &lt;em&gt;Nam cum suspicimus magni caelestia mundi/ templa super stellisque micantibus aethera fixum,/ et venit in mentem solis luna eque viarum,/tunc aliis oppressa malis in pectora cura/ illa quoque expergefactum caput erigere infit.&lt;/em&gt; De rerum natura&lt;em&gt;. 1204 – 1208, libro V .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Francesco Filia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8148998169896339006?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8148998169896339006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8148998169896339006&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8148998169896339006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8148998169896339006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/11/il-vortice-dellessere-recensione-la.html' title='Il vortice dell&apos;essere. Recensione a &quot;La fisica delle cose&quot;'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WQ2YR0StImw/TsEgJ9QfHYI/AAAAAAAAAHw/jVDrU-CWafY/s72-c/lucrezio-sito-grande%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6785901186123845037</id><published>2011-11-05T17:47:00.003+01:00</published><updated>2011-11-05T17:56:42.993+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>La fisica delle cose</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-tQT-pz0DbyI/TrVquMdGJJI/AAAAAAAAAHc/VyLVGVvBzeQ/s1600/lucrezio-sito-grande%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5671556647592797330" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 203px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-tQT-pz0DbyI/TrVquMdGJJI/AAAAAAAAAHc/VyLVGVvBzeQ/s320/lucrezio-sito-grande%255B1%255D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;La Feltrinelli&lt;br /&gt;Napoli, via san Tommaso d’Aquino 70/76&lt;br /&gt;Mercoledì 9 novembre ore 18.00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Daniele Claudi e Gabriele Frasca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fisica delle cose. Dieci riscritture da Lucrezio&lt;br /&gt;a cura di Giancarlo Alfano(Perrone editore, collana Innumeri)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Letture di Sara Davidovics, Vincenzo Frungillo,&lt;br /&gt;Letizia Leone, Giovanna Marmo e Giulio Marzaioli&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6785901186123845037?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6785901186123845037/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6785901186123845037&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6785901186123845037'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6785901186123845037'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/11/la-fisica-delle-cose.html' title='La fisica delle cose'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-tQT-pz0DbyI/TrVquMdGJJI/AAAAAAAAAHc/VyLVGVvBzeQ/s72-c/lucrezio-sito-grande%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8309808940097548967</id><published>2011-10-31T14:35:00.005+01:00</published><updated>2011-12-15T20:43:45.607+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>XI Quaderno di Poesia Contemporanea da Franco Buffoni (Nazione Indiana)</title><content type='html'>NUOVI INQUADERNATI 1.&lt;br /&gt;AZZURRA D’AGOSTINO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo inverno indifendibile&lt;br /&gt;questo lungo inverno e chi lo abita&lt;br /&gt;si confondono nel niente della neve&lt;br /&gt;o sui segni che il tronco della betulla&lt;br /&gt;mostra nella luce più corta dell’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È l’estrema notte, l’aspra notte impronunciabile&lt;br /&gt;impigliata nei ricami del gelo che decifriamo&lt;br /&gt;a stento. Il sambuco e l’agrifoglio, vedili, come sfondano&lt;br /&gt;di verde il vetro della nebbia il segreto del sopportare&lt;br /&gt;anzi: del portare l’austerità del freddo a linfe morbide&lt;br /&gt;trasformando quel poco d’alba in frutti carnosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanta sete tra i nostri simili, che lunga malattia&lt;br /&gt;ci affligge – questo è chiaro nel vedere come sta&lt;br /&gt;composta la zolla riversa, il passero arruffato annodato&lt;br /&gt;al ramo spoglio, il vaglio delle ore che fa il gatto alla finestra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come molto più grande sembra la montagna&lt;br /&gt;con l’accenno di neve che appena, sulle coste,&lt;br /&gt;la rivela. Uno scoglio immenso solo di poco&lt;br /&gt;invecchiato, un broglio di nuvole intorno, l’inverno&lt;br /&gt;che scivola nel buco della bocca fino al cuore&lt;br /&gt;ma non lo gela. Non si è al sicuro lo stesso qui&lt;br /&gt;da noi, anche se resta casa la casa e albero l’albero&lt;br /&gt;anche se distinguiamo ancora i confini delle cose&lt;br /&gt;il secco delle rose dal ginepro aspro e dal fango.&lt;br /&gt;A pensarci, niente è un sollievo: non lo è il bianco&lt;br /&gt;né la luce, né il cielo che rispunta chiaro e poi s’allunga.&lt;br /&gt;Quanta bellezza in questo silenzio, che solitudine&lt;br /&gt;immensa nella distanza, nella remotissima presenza&lt;br /&gt;che fa di noi un altro qualunque e non lo consola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si sposta l’ombra che dev’esserci di luna che l’albero torto sembra&lt;br /&gt;che la insegua mentre di notte sento le ghiande&lt;br /&gt;cadere sul tetto di lamiera quasi uno sgocciolare&lt;br /&gt;dei suoi pensieri, un lasciarsi andare nel mondo così&lt;br /&gt;in un silenzio che non lo sente nessuno ed è bello&lt;br /&gt;credere di entrare io nel buio della sua solitudine&lt;br /&gt;o lui nel segreto della mia, tre rimbalzi e via,&lt;br /&gt;dall’albero il frutto è in terra passando per le pieghe&lt;br /&gt;del mio orecchio fino al cuore, essere in due&lt;br /&gt;e sapersi come uno, il volo breve che parla di stagioni,&lt;br /&gt;tempi, conoscere il seccarsi nell’umido della linfa,&lt;br /&gt;l’indovinare il destino, essere vivi quando essere vivi&lt;br /&gt;è capirsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Appennino e la primavera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che ha smesso di piovere&lt;br /&gt;anche noi siamo soli. Il temporale&lt;br /&gt;lascia resti potenti: frane, piene,&lt;br /&gt;alberi divelti, crolli, fango, gemme.&lt;br /&gt;Ha sede nel sistema nervoso centrale,&lt;br /&gt;dicono, l’odore dei boschi e le rondini&lt;br /&gt;così distinguono la salsedine dai pini&lt;br /&gt;dalle polveri africane. Diecimila chilometri&lt;br /&gt;per tornare qui, ancora, gruppi piccoli&lt;br /&gt;su cui buttare uno sguardo distratto.&lt;br /&gt;Più sotto si inciampa in qualche albero&lt;br /&gt;in fiore, in animali che alla luce dei fari&lt;br /&gt;pestano cogli zoccoli l’asfalto solo un salto&lt;br /&gt;e via, risucchiati da campi che sappiamo&lt;br /&gt;appena misurare. Aironi che vanno o restano,&lt;br /&gt;e anche i pesci che muoiono o vivono, istrici,&lt;br /&gt;lupi, le malattie delle querce, delle api.&lt;br /&gt;Dall’altra valle un cane abbaia&lt;br /&gt;la nebbia scopre i sassi, un grumo di case&lt;br /&gt;un campanile, una curva, un’erba rampicante&lt;br /&gt;una goccia sulle foglie che scivola e poi cade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sta per arrivare la stagione dei canti notturni.&lt;br /&gt;Di là, dietro, c’è un pino dove si nascondono gli uccelli&lt;br /&gt;e nel buio costruiscono cattedrali nell’aria. Quasi&lt;br /&gt;non lo si crede vero. Avevamo anche pensato cose&lt;br /&gt;irreali, l’idea dei nemici, una rivolta confusa, astratta.&lt;br /&gt;Uniformi che non conosciamo, parole d’ordine&lt;br /&gt;irrequiete, calcoli. Ma questo non ci riguarda davvero.&lt;br /&gt;La foglia descrive l’aria, un peso enorme che leggi&lt;br /&gt;spiegano con esattezza. L’aria parla del buio&lt;br /&gt;dove sta la radice, un nero di terra che fa con la luce&lt;br /&gt;boschi, spianate d’ossigeno che crediamo per noi.&lt;br /&gt;Sempre amavamo l’idea di avere tutto. Di saperlo.&lt;br /&gt;Ma sulla terra frana un cielo di polveri, i dispersi&lt;br /&gt;non li amiamo per davvero, ci punge la colpa, ma solo&lt;br /&gt;davanti al cane che ci chiama, a volte, ci pieghiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lago di Suviana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una passeggiata poco prima di buio, fiori che non si sfanno&lt;br /&gt;nella pineta scricchiolante e un bacino&lt;br /&gt;d’acqua scura dove tremola il doppio del mondo.&lt;br /&gt;Nei tuffi del cane, nei bastoni levati per gioco,&lt;br /&gt;gente coi piedi a bagno, pescatori,&lt;br /&gt;un ragazzino nel silenzio delle fronde.&lt;br /&gt;Così è questo, l’altro volto del male&lt;br /&gt;un tempo breve, un sollievo elementare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Azzurra D’Agostino ha pubblicato le raccolte poetiche D’in nci’un là (I Quaderni del Battello Ebbro, 2003), Con ordine (Lietocolle, 2005); D’aria sottile (Transeuropa, 2011). Suoi racconti e interventi critici sono stati pubblicati su varie riviste e antologie (tra cui Nuovi Argomenti vol. 51 – Mondadori, Almanacco dello specchio 2009 – Mondadori, Bloggirls – Mondadori, Best off 2006 – minimum fax e In un gorgo di fedeltà, interviste a venti poeti italiani- Il ponte del sale). È giornalista pubblicista e scrive per il teatro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8309808940097548967?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8309808940097548967/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8309808940097548967&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8309808940097548967'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8309808940097548967'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/10/xi-quaderno-da-franco-buffoni-nazione.html' title='XI Quaderno di Poesia Contemporanea da Franco Buffoni (Nazione Indiana)'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-5952299960775024722</id><published>2011-10-14T17:12:00.006+02:00</published><updated>2011-10-14T19:49:25.961+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Il margine di una città</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-0PGbExGpN2Y/TphSXTfCS4I/AAAAAAAAAHQ/6RSQOFsvg1k/s1600/copertina%2Bil%2Bmargine.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5663367091739315074" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 302px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-0PGbExGpN2Y/TphSXTfCS4I/AAAAAAAAAHQ/6RSQOFsvg1k/s320/copertina%2Bil%2Bmargine.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prefazione di Raffaele Piazza a &lt;strong&gt;Il margine di una città&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;(Gallarate marzo 2004 – Napoli ottobre 2007) , Il Laboratorio, 2008.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Originale a livello formale e affascinante a livello di contenuti, questo poemetto di &lt;strong&gt;Francesco Filia&lt;/strong&gt;, composto da cinquantacinque brevi frammenti ed un postscriptum finale. I segmenti di cui è composto il poemetto sono caratterizzati da una forte coesione e da un grande armonia nell’insieme, e possono essere letti simili a tessere di un mosaico ben articolato e strutturato nella sua concezione e fortemente unitario. Come dice lo stesso autore l’opera ha un andamento circolare e il p.s. finale è rivolto al Francesco che apre il primo verso del primo frammento. Del resto l’insieme è caratterizzato da un’architettura complessa e curata nei minimi particolari: non a caso il poeta ha lavorato alla composizione per più di tre anni ottenendo così il massimo della compiutezza, a dimostrazione di una matura coscienza letteraria. Il genere del poemetto, nella poesia italiana contemporanea, non è molto praticato: nella miriade di opere poetiche date alle stampe dai moltissimi poeti ci si trova davanti soprattutto a raccolte di poesia più che a poemetti; tuttavia non mancano autori illustri della poesia italiana postmoderna, che hanno scritto notevoli poemi e poemetti: per esempio Mario Luzi, con Viaggio celeste e terrestre di Simone Martini, Maria Luisa Spaziani con Giovanna D’Arco, Franco Loi con L’Anghèl e Ottiero Ottieri con L’infermiera di Pisa. Ciò dimostra che il genere è ancora vivo e che può essere praticato con ottimi esiti anche da giovani autori come Filia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il filo rosso che lega tra loro le parti dell’opera è da individuare nella ricerca di un senso della vita nel tempo e nello spazio, vissuti con estrema tensione dall’Autore. Il contesto in cui l’io poetante (del tutto antilirico) si trova è quello urbano, ambiente che Filia osserva in modo capillare, cercando in tutti i modi di armonizzarsi con esso, interiorizzando la realtà che lo circonda, spazio materiale, fatto di strade, cemento, acciaio, vicoli, silos, lampioni, mentre poco spazio viene lasciato ad elementi naturalistici, tranne qualche squarcio di cielo. Come pure sono assai rare le figure di persone che s’inseriscono nel contesto, per usare una metafora teatrale, nello spazio scenico: viene menzionato nel primo frammento un migliore amico, ma, per il resto, l’io poetante è fortemente autocentrato nelle sue riflessioni. Lo stile del tessuto linguistico è molto rarefatto, in una scrittura complessa, fortemente densa a livello metaforico e semantico. Il poeta vive la sua tensione con ciò che lo circonda con un forte senso della corporeità:&lt;em&gt; “…/Ogni cosa è già accaduta e le gambe hanno messo radici/ su questo muro. Ora non posso più scendere, posso/ solo spaccarmi.//”&lt;/em&gt; leggiamo nel terzo frammento. Tutto è in bilico tra gioia e dolore, e c’è salvezza proprio nel pronunciare la parola poetica. La scrittura è tesa, scattante e icastica e molto ben sorvegliata e c’è una consapevolezza dei limiti del cronotopo. Dal baratro del thanatos si riesce a emergere, fino alla luce con un felice esercizio di conoscenza: &lt;em&gt;“/… eppure qualcosa regge nella voragine./ Ora ricordo tutto! L’intermezzo che ci vide/ nella stanza la luce che ci illuminò/ il libro sul tavolo la disciplina/ della notte: quello sfogliare le pagine/ e guardare dalla finestra esterrefatti./ L’attimo in cui fummo mortali.//”&lt;/em&gt; (IX frammento). Proprio la disciplina che il poeta nomina esprime che si può mettere ordine nella vita che qui coincide, in un felice connubio, con la poesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’idea di margine nel poemetto è intesa come marginalità, ma anche come delimitazione, finitezza e compiutezza di un’esistenza che cerca e, talvolta, trova la sua forma; il margine è anche il territorio tra detto e non detto in uno scavo in se stesso, da parte dell’Autore, da cui sgorga la parola poetica. La salvezza si può trovare nonostante la precarietà della vita umana e il poeta, nel suo poiein, a volte riflette sulla parola stessa, in un gioco ben riuscito: &lt;em&gt;“/Resta una retta che separa le parole da questo tempo/ e poi un altro tempo che le contenga. Ritorna/ come una fitta nelle tempie lo spezzarsi dei rami/ sotto la tempesta, l’esattezza di un soffio di vento/ che ci trapassa e ci rende felici/ finiti//”&lt;/em&gt; (XIX frammento). Il poeta interiorizza la città che è calata inevitabilmente nel tempo: &lt;em&gt;“/Città perlustrata mese per mese, metro/ per metro, anno per anno/ tra sentinelle, pali della luce e orme/ disciolte al sole. S’incontrano/ pensieri e labbra, parole ripetute all’infinito./ Non avremo paura di scandire i nostri nomi.//&lt;/em&gt;”( XXXI frammento). E’ tutto un vagare, un viaggio percepito con i sensi ed interiorizzato dall’Autore che cerca di comunicare con se stesso e, a volte, con un tu presunto. Fondamentale e veramente alto il frammento non numerato che chiude il lavoro di Filia, il postscriptum: “/&lt;em&gt;Non so se puoi ascoltarmi…/ ma la nettezza della luce su queste mura/ il respiro lento del giardino lo stacco/ del salto dopo la rincorsa danno i brividi. / E’ questo che volevo dirti da trent’anni o giù di lì/ ma poi le parole non sempre bastano a definire/ il margine di un’esistenza, il rigore/ del mio e del tuo nome pronunciato…//”&lt;/em&gt;. Qui il poeta si rivolge ad un “tu” non precisato in un’atmosfera di sospensione e malia e l’io poetante si chiede se il suo interlocutore potrà ascoltarlo in un’ambientazione di luci e brividi, di accensioni veramente notevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Connessa con il testo è la serie a tecnica mista (collage e acrilico su carta) L’approdo del pittore Pasquale Coppola in cui, l’autore, prendendo spunto dal fenomeno delle migrazioni, esprime il senso angoscioso e irrisolto del viaggiare dell’uomo come metafora dell’esistenza. L’artista, come in precedenti opere, utilizza vari registri espressivi, arrivando a fonderli in un tutt’uno che mostra in maniera mirabile la condizione umana, il caos ad essa connaturato, con accenti di commosso lirismo.&lt;br /&gt;I lavori bene s’intonano con il risultato finale dell’opera, pur essendone indipendenti. Essi muovono da una matrice espressionista e, al di là della figurazione, sono caratterizzati da un acceso cromatismo e da una costante sensibilità alla materia e al segno. L’elemento figurativo degli occhi che scrutano una realtà tragica di uomini, donne in balia degli eventi, realtà del resto guardata, contemplata anche dal poeta con la sua opera, lascia un’impronta fortemente drammatica ma nello stesso tempo esprime con forza la speranza della luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Raffaele Piazza&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-5952299960775024722?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/5952299960775024722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=5952299960775024722&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5952299960775024722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5952299960775024722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/10/il-marfine-di-una-citta.html' title='Il margine di una città'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-0PGbExGpN2Y/TphSXTfCS4I/AAAAAAAAAHQ/6RSQOFsvg1k/s72-c/copertina%2Bil%2Bmargine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4332397024294946142</id><published>2011-10-07T17:29:00.005+02:00</published><updated>2011-10-07T17:45:03.940+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Fanciulli sulla via maestra</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-SGTu4xMbjxg/To8c9vpInkI/AAAAAAAAAHI/QoCId0KWv4A/s1600/168%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5660775103714598466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 284px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-SGTu4xMbjxg/To8c9vpInkI/AAAAAAAAAHI/QoCId0KWv4A/s320/168%255B1%255D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Ripubblico questa recensione scritta nel 2003 e comparsa per la prima volta sul sito Poiein)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La raccolta di &lt;strong&gt;Vincenzo M. Frungillo&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;"Fanciulli sulla via maestra"&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (Palomar, 2002) fa sorgere una domanda sin dalla copertina, infatti in essa è presente la foto di un ragazzo in primo piano con il viso sporco, come di chi è appena uscito da un'avventura tipica dell'età preadolescenziale, e sullo sfondo una serie di manichini rotti gettati tutt'intorno. Perché questa foto di un solo ragazzo e non di più fanciulli come invece il titolo suggerisce? Forse la risposta a questa domanda potrà essere data solo dopo un’attenta lettura del libro, perché ne rappresenta uno dei nodi centrali.&lt;br /&gt;Il libro è strutturato in due parti, la prima che comprende poesie dal 1994 al 2001, la seconda che è composta testi del 2000 e del 2001 ed è intitolata "Poesie civili per la città spaziale". La prima parte è quella che comprende la maggior parte dei testi ed è articolata a sua volta in 4 sezioni (&lt;em&gt;Fanciulli sulla via maestra, Piccoli riti di Ventotene, Il giorno della nostra defezione ed Epica del bianco&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;La caratteristica della maggior parte dei versi di questo libro è che non fuggono dalla pagina, anzi, con la loro cadenza epica, conferita da un dettato del verso prevalentemente lungo e disteso e dall'uso parco dell'enjambement, invitano il lettore a soffermarsi su di essi e a riconoscere lo spazio che intendono aprire. Apertura e riconoscimento sono due termini tra i quali oscillano quasi tutte le poesie di questa raccolta; e l'oscillazione è il modo in cui il movimento si manifesta in questi versi ed implica, a sua volta, una connotazione etica nella misura dell'oscillazione stessa (&lt;em&gt;Riconoscere la misura delle onde…/ quelle del mare…quelle del mare…/ …del vostro oscillare…&lt;/em&gt;"Etica del bianco"); il senso della misura, inoltre, può essere dato, in alcune di queste poesie, da un gesto agonico che saggia le possibilità del corpo (&lt;em&gt;Affonda il braccio nella vasca/ per saggiare il tutto pieno/ e il senso della misura.&lt;/em&gt; "La bracciata di Daniela").&lt;br /&gt;L'apertura alla quale prima si è accennato può essere intesa come l'apriori dal quale parte la poesia, la sua condizione di possibilità (&lt;em&gt;Ogni granello, ogni grano duro sotto il polpastrello/ è necessario per chiudere il cerchio,/ e noi lo teniamo ancora aperto&lt;/em&gt;. "Riverberi") ed è dalla presa di coscienza di ciò che nasce il dramma (&lt;em&gt;noi siamo ciò che non abbiamo scelto!&lt;/em&gt; "Tutti i bersagli hanno colpito nel segno") che la poesia tenta di ricomporre (&lt;em&gt;anche attraverso la figura di una donna Tutto questo è ancora da sopportare:/ il suo silenzio come un parto,/ tanta fragilità trattenuta in un solo corpo,/ questo dramma ricomposto.&lt;/em&gt; "Acquamorta"), ma dalla presa di coscienza nasce anche la dignità di chi sa che non si può vivere senza accettare la sfida che ogni esistenza è (&lt;em&gt;Noi siamo nell'aria;/ e ogni parola è carezza/ alla serietà di queste mura./ Non importa chi di noi abbia accettato la sfida.&lt;/em&gt; "Non importa chi di noi ha accettato la sfida"). Proprio lo sforzo, che chi scrive compie per corrispondere all'apertura in cui ogni esistenza insiste (&lt;em&gt;Che questo collasso non vi rapisca mai del tutto/ questo è ciò che sopporta il mio verso,/ come una cucitura, una molla tesa/ per lo spazio che dilata&lt;/em&gt;. "Riverberi"), impone un imperativo etico: il riconoscimento del luogo, anche storico, che ci è consegnato. Tale riconoscimento può avvenire solo attraverso un'opera di orientamento nello spazio, una topografia, che ordini la materia grezza di una vita &lt;em&gt;(…la mia poesia è una passeggiata muta/ sottratta alle offese di questa strada;/ la mia poesia è come una danza;/ ad ogni passo indietro uno che avanza,/ e adesso che è intatta…la conservo come una mappa.&lt;/em&gt; "Sanguina l'ennesima fratellanza"). Questa topografia, che diventa a sua volta topologia, ha dei luoghi geografici ben precisi: Napoli ed i suoi quartieri, l'Arenaccia, il teatro delle avventure infantili e dei suoi drammi (&lt;em&gt;Era la pietra netta e dura -buona per la guainella-/ ricavata dalla polvere di cenere/ ammassata nelle parti fonde del quartiere.&lt;/em&gt; "Non si sevizia un paperino"); il centro storico, delimitato dalle porte che racchiudevano la città antica, come luogo in cui, forse, finalmente avviene il riconoscimento tra la città e chi la abita (&lt;em&gt;La città ora t'assomiglia,/ s'inscrive nel tuo corpo la collina,/ l'aria trattenuta e poi restituita,/ t'assomiglia questa salita/ e il ritmo di queste mura &lt;/em&gt;"La città spaziale"); i Campi Flegrei, non più città e non ancora paese, dove il passato remoto ritorna minaccioso (&lt;em&gt;Che destino amaro/ abitare queste spiagge deserte/ allungate sotto il sole,/ minacciose,&lt;/em&gt;), ma anche luogo dove viene scandita la sintassi dell'amore (&lt;em&gt;Lei è orfana degli angoli di pietra rosa/ delle anfore mai dichiarate, lei è orfana dell'anfiteatro Flavio/ che ha colto l'eco del primo bacio,/ di un amore che sperava già consumato.&lt;/em&gt; "Acquamorta"; &lt;em&gt;L'occhio ha stretto un patto/ con l'altro occhio e qualcuno/ ne è rimasto escluso./ Tutti, proprio tutti, avrebbero giurato/ che saremmo finiti insieme,/ tutti dicevano che avevamo lo stesso sguardo.&lt;/em&gt; "Filiazione"). In questa topografia non manca certo lo spazio del viaggio agli estremi opposti, il nord come dimensione dell'esilio (&lt;em&gt;Cerca l'esilio l'uomo a nord del mondo&lt;/em&gt; "In memoria di Joseph Brodsky"; &lt;em&gt;Fitta la ronda del distacco in gocce di piovasco/ sui traffici del nord, &lt;/em&gt;"Poesie del distacco"), che però è indice di un esilio ben più ampio, quello del mondo, che ha connotazioni anche psicologiche, l'impossibilità di sperimentare il tragico (&lt;em&gt;Esauriti tutti i dolori superflui/ ci resta solo quello necessario./ Sotto forma di perdono, così esiliato il mondo, sa di distico alleggerito./&lt;/em&gt; "Non importa chi di noi ha accettato la sfida". &lt;em&gt;morire tragicamente!, ripete tra sé e sé,/ poi s'interrompe per sentire il suo battito calare/ (l'ha già fatto altre volte)/ lei, senza eccessivo movimento,/ caccia una gomma dalla borsa e inizia a masticare.&lt;/em&gt; "Movimento"); il sud come luogo in cui il paesaggio si cristallizza in forme pre-vitali e il movimento ritorna da dove è venuto, all'inerte, che ha in questo caso il colore del bianco (&lt;em&gt;Al centro/ del nostro sforzo inerme/ con tutto l'arco d'un movimento/ siamo uniti in cromatico ventaglio/ da me a loro da loro a questo bianco;&lt;/em&gt; "Chott el-Jerid"); infine il viaggio alla volta dell'isola come luogo di un impossibile Eden (&lt;em&gt;ho disposto tutto, ogni singolo gesto,/ ai piedi del tuo letto/ e tu riapparivi ogni sera/ per cancellare anche me/ l'ultimo oggetto.&lt;/em&gt; "Piccoli riti di Ventotene").&lt;br /&gt;E' tra queste coordinate geografiche che si innesta la dimensione epica della poesia di Frungillo, il far parte di un per noi, di una koinè, una delle ennesime che si ripetono ogni volta nel tempo, ma questo ripetersi non gli toglie certo drammaticità (Sanguina l'ennesima fratellanza) perché è sì uguale alle precedenti nella struttura, come anche le parole dei poeti che le hanno cantate (&lt;em&gt;I poeti hanno dato voce ad altri poeti,/ si sono passati le parole di bocca in bocca/ ma lei l'hanno lasciata sola/ su chilometri e chilometri di terra morta; &lt;/em&gt;"Acquamorta"), ma diversa perché i nomi cambiano e ci sono altre solitudini da dire, che aprono un destino che non può essere intercambiabile, perché ogni nome chiama in causa proprio te e non un altro. E' per tale ragione che queste poesie esigono un'eticità anche dal lettore, infatti il compito di chi legge non è tentare un impossibile coinvolgimento simpatetico, ma è quello di constatare un distanza tra chi legge, appunto, e le pagine di questo libro, che non ammicca al pubblico, ma salva nomi (Daniela, Sergio, Duccio, Francesco, Massimo, Alfonso, F.P. e suo padre) ed eventi limite (&lt;em&gt;Nella solita vergognosa estate,/ così esposti a questo niente,/ è ora evidente che nessuno può essere innocente. "Ogni perla ha un suo peso"; Sono poche le cose che ancora fanno paura,/ si riconoscono nell'imbarazzo delle menti/ mai disposte al dialogo con le ombre. "Si muore."&lt;/em&gt; "Sanguina l'ennesima fratellanza") dal tempo che devasta ogni cosa e che, però, ritorna puntualmente nella memoria di chi scrive, non per consolare, ma per ostentare un'assenza irrimediabile (&lt;em&gt;La verità più spietata/ è che mai niente realmente si consuma/ e che tutto il tempo che m'allontana/ riporta i volti a flotte/ che, con la risacca del bel giorno,/ toccano con sempre maggiore precisione/ il cuore.&lt;/em&gt; "L'estate di San Martino"). L'assenza è data dalla mancanza di una memoria capace di riannodare il filo che tiene insieme la vita dell'individuo e dell'epoca a cui quest'ultimo appartiene (&lt;em&gt;La ferita che traccia netta la gamba/ non segna l'angoscia/ ma qualcosa che, seppur nuovo,/ è privo di memoria&lt;/em&gt;) e al poeta, quindi, non resta che testimoniare questa condizione &lt;em&gt;(-la mia testa come spia/ di un'assenza che non riposa-&lt;/em&gt; "La ferita") e tentare di insediarsi, attraverso un procedimento di sottrazione (&lt;em&gt;Chi pensava per inni e colori forti,/ per slanci e grandi salti,/ si rimisura al richiamo che vien di notte.&lt;/em&gt; "Ci hanno scoperti Bianca"), in un’eticità più essenziale, simboleggiata dal colore bianco, sintesi di tutti i colori dell'iride (&lt;em&gt;La solitudine ha un suo colore,/ ed è un bene, saperlo alternare/ in faccia a questo mare.&lt;/em&gt; "Etica del bianco"), che ha la dimensione di una solitudine essenziale ma, in quanto autenticamente esperita, salvifica &lt;em&gt;(…"non farlo, Enzo, non farlo/ non puoi abbandonare/ la solitudine di una giovinezza in levare/ per seguire una solitudine ancora maggiore"&lt;/em&gt;. "Poesie del distacco").Il compito che si propone il poeta è, quindi, quello di dire una parola che possa essere il luogo di una salvezza individuale, di chi scrive, e collettiva, la fratellanza a cui si è appartenuti (&lt;em&gt;Vorrei servire questi corpi/ così simili ai loro nomi/ e sapere che se li chiamo/ con una fibra tesa di dolore/ possano un giorno rispondere:/ siamo a portata della tua voce.&lt;/em&gt; "Riverberi") ma ormai dispersa tra le necessità del vivere (&lt;em&gt;La spoliazione della giovinezza/ è una condanna alla vita/ (…) Di cosa gioiranno ora/ nei loro uffici di plexiglas,/ e cosa racconteranno/ a chi siede accanto/ in un posto mediamente pagato/ dalla telefonia mobile di Stato.&lt;/em&gt; "Poesie del distacco"). Questo è il compito che tocca al superstite dell'epopea giovanile (&lt;em&gt;colui che non fu avvertito in tempo che la giovinezza sarebbe finita: Sotto la cupola della mano/ si piega lo stelo di un dito./ Hai aderito./ Era solo un gioco,/ nascondersi al mondo,/ ma nessuno ti ha avvertito.&lt;/em&gt; "Scherzi di bambini"), che con il viso ancora sporco e le ferite sul corpo testimonia l'attimo in cui tutto è avvenuto e con i suoi versi procura spazio alla materia, lenisce le ferite con la garza delle parole che sono, le parole, la speranza di un grembo, dove possa distendersi il piano piatto di questo mondo. O, per richiamare ancora il ragazzo in copertina, la speranza che l'angelo della storia volga il suo sguardo su questa frazione di tempo irrimediabilmente già passata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Filia&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4332397024294946142?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4332397024294946142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4332397024294946142&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4332397024294946142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4332397024294946142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/10/ripubblico-questa-recensione-scritta.html' title='Fanciulli sulla via maestra'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-SGTu4xMbjxg/To8c9vpInkI/AAAAAAAAAHI/QoCId0KWv4A/s72-c/168%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6342175711516012534</id><published>2011-10-01T21:45:00.004+02:00</published><updated>2011-11-15T20:38:50.918+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Novembre</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9hRldrlZjB0/ToduNwJhqgI/AAAAAAAAAGg/hasBJYEsbZw/s1600/cipriano_cover_fronte_alta%255B2%255D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5658612639356529154" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 213px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-9hRldrlZjB0/ToduNwJhqgI/AAAAAAAAAGg/hasBJYEsbZw/s320/cipriano_cover_fronte_alta%255B2%255D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Leggo con ritardo il poema di &lt;strong&gt;Domenico Cipriano&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Novembre&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; – Transeuropa (2010), opera ispirata dal terremoto che sconvolse l’Irpinia e altre zone del sud Italia il 23 novembre del 1980. Questi appunti non vogliono essere una recensione, già altri prima di me hanno recensito egregiamente questo libro e poi sarei fuori tempo massimo visto che la pubblicazione è avvenuta un anno fa, ma le mie vogliono essere le annotazioni di suggestioni che le poesie hanno suscitato in me, anch’io bambino, come l’autore, all’epoca del sisma che si avvertì potentemente anche nella città di Napoli dove vivo.&lt;br /&gt;Dirò subito che questo è un libro che molti di noi “attendevano”, un libro che restituisse il senso di quell’evento a noi che lo subimmo da bambini. E proprio la cifra dell’infanzia mi sembra la chiave d’accesso privilegiata a questi testi. Il terremoto del novembre del 1980 - oltre a essere stato l’evento che ha sconvolto intere popolazioni del sud lasciando su di loro ferite ancora aperte e da questo punto di vista l’opera di Cipriano è epica perché “dice” il sentire di un popolo - è stato per un’intera generazione, che all’epoca era bambina o appena adolescente, un evento paradigmatico, uno spartiacque assoluto tra un prima di tranquilla bambagia familiare e un dopo che non sarebbe stato più lo stesso &lt;em&gt;“stasera ceniamo con la morte, così ogni notte/ ci riuniamo e guardiamo le pietre ancora scosse/ la terra senza volto arresa”.&lt;/em&gt; Un evento mitico, dunque, nel senso antico del termine, al tempo stesso “cosa” e “parola” di cui continuare a narrare in maniera ossessiva e rituale (i numeri delle date, delle ore, dei minuti, di cui parla l’autore nella nota), liturgia che ci mantiene in rapporto appunto con il mito fondativo di un’intera generazione e con coloro che ne sono stati sommersi dalle macerie &lt;em&gt;“..altrove erano i corpi senza vita”.&lt;/em&gt; E qui sta il paradosso, ciò che ha caratterizzato, fondato per sempre una generazione di campani e lucani è una catastrofe, un evento in cui la terra non fonda, non nutre, non è madre, ma distrugge e uccide con forza matrigna, inghiotte ogni cosa in una voragine abissale; come dice in maniera mirabile il nostro autore nel primo frammento di cui nel dettato si sente, anche attraverso le allitterazioni, il ritmo percussivo &lt;em&gt;“…è fuoco/ la terra del dopo risucchia di poco le crepe: la terra che trema/ riempie memoria. Ti stana, si affrange, ti strema, è padrona&lt;/em&gt;.” La terra qui si manifesta come un mostro ctonio che in un corpo a corpo con gli uomini stessi e i suoi manufatti li abbatte, li devasta &lt;em&gt;“..si mostra così la forza/ della terra attaccando i progetti realizzati/ rendendo instabili i traguardi idealizzati”.&lt;/em&gt; E del bambino che ha vissuto quell’evento ( &lt;em&gt;qualcuno mi diceva di dormire, ora che/ nel lampo dei miei 10 (dieci) anni affrontavo/ le paure&lt;/em&gt;.) è la meraviglia nel senso dell’etimologia greca, thaumázein, lo sgomento che nasce dallo thaûma, dal colpo degli elementi che si manifestano nella loro originarietà terrificante. Di quello sgomento originario Cipriano conserva lo sguardo “&lt;em&gt;solo i bambini riconoscono i gesti degli affetti/ il gioco nel vivere insieme in un non-luogo.”&lt;/em&gt;, sguardo indagatore e attonito che si fa parola e illumina con luce vera e spietata anche i gesti del dopo, gesti a volte eroici, a volte quotidiani e compassionevoli, altre volte meschini e criminali ma comunque indelebili nella memoria di chi è rimasto e nelle pietre dei paesi devastati, dei paesi ricostruiti e traditi &lt;em&gt;“sciacalli sui resti delle case, tra i morti/ e le pietre, ma nel freddo si nutrono/ aiuti improvvisati, attrezzati con la forza/ della stessa notte”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Infine la parola non serve solo a ricordare -attraverso una memoria offesa e affaticata dal dolore che spezza il dettato (si vedano i frequenti enjambement) pur controllatissimo, per mostrarne tutta la straziante veridicità – perché la visione originaria che scaturisce dall’evento del terremoto e dà forza alla parola, fa sì che le cose non siano più quelle che sembravano essere prima, ma siano liberate dal peso del passato, da ciò che pur rimanendo incancellabile deve essere visto nella luce di un futuro, di una vita che su fondamenta diverse e più labili deve continuare ad abitare la stessa terra &lt;em&gt;“la morte ha soggiornato per anni/ ora le nostre case hanno bisogno/ di respiri, abbandonate come sono/ al silenzio. Abbiamo traslocato/ i nostri corpi e lasciato solo/ le crepe nude delle rughe/ a vegliare sulla piazza”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Filia&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6342175711516012534?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6342175711516012534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6342175711516012534&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6342175711516012534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6342175711516012534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/10/novembre.html' title='Novembre'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9hRldrlZjB0/ToduNwJhqgI/AAAAAAAAAGg/hasBJYEsbZw/s72-c/cipriano_cover_fronte_alta%255B2%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-464715730610750571</id><published>2011-09-20T16:14:00.000+02:00</published><updated>2011-09-20T16:15:30.531+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Le strade della poesia</title><content type='html'>&lt;a href="http://piccolipaesi.wordpress.com/2011/09/19/stradepoesia-24-25-settembre/"&gt;http://piccolipaesi.wordpress.com/2011/09/19/stradepoesia-24-25-settembre/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-464715730610750571?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/464715730610750571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=464715730610750571&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/464715730610750571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/464715730610750571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/09/le-strade-della-poesia.html' title='Le strade della poesia'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4445083991393023278</id><published>2011-09-08T10:53:00.001+02:00</published><updated>2011-09-08T10:55:15.583+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Presentazione di La fisica delle cose a Milano</title><content type='html'>Lucrezio riscritto&lt;br /&gt; Martedì  13 settembre 2011, alle ore 21&lt;br /&gt;presso la Libreria Popolare (via Tadino 18, Milano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presentazione di:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fisica delle cose. Dieci riscritture da Lucrezio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a cura di Giancarlo Alfano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;con testi di Andrea Inglese, Letizia Leone, Laura Pugno, Giulio Marzaioli, Vincenzo Frungillo, Andrea Raos, Vito M. Bonito, Sara Davidovics&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giulio Perrone Editore (2011)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partecipano alla serata:  Giancarlo Alfano, Andrea Inglese, Vincenzo Frungillo, Italo Testa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4445083991393023278?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4445083991393023278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4445083991393023278&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4445083991393023278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4445083991393023278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/09/presentazione-di-la-fisica-delle-cose.html' title='Presentazione di La fisica delle cose a Milano'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-5114193382234949651</id><published>2011-08-19T13:08:00.004+02:00</published><updated>2011-12-15T20:46:26.555+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>Per Giuliano Mesa, scomparso il 16 agosto scorso</title><content type='html'>è come se andarsene non fosse che questo,&lt;br /&gt;questo restare e fare ancora un gesto&lt;br /&gt;(è come se dirlo fosse soltanto vero,&lt;br /&gt;e non più vero, ancora, del non dirlo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e poi quello che manca mancherà&lt;br /&gt;e ciò che è è ciò che ormai è stato&lt;br /&gt;(e parlane, mio amore, dinne ancora,&lt;br /&gt;fa che sia vero ancora)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(pensa ad un giorno, pensando ancora&lt;br /&gt;a chiudermi gli occhi, finché c’è luce,&lt;br /&gt;a premere ancora, sulla tempia, il nervo che pulsa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(pensa che vuoi pensare,&lt;br /&gt;fino a quel buio,&lt;br /&gt;fino alla luce, infine, che scompare)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8 -v3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ed è quest'ombra&lt;br /&gt;sul tuo volto,&lt;br /&gt;questa piega-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un segno che ti segna&lt;br /&gt;come se fossi tu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(sei tu,&lt;br /&gt;l'ombra di te&lt;br /&gt;che sai di essere-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il tuo sapere il mai&lt;br /&gt;che mai sarà)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Quattro quaderni, Giuliano Mesa, edizioni Zona, 2000&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-5114193382234949651?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/5114193382234949651/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=5114193382234949651&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5114193382234949651'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5114193382234949651'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/08/per-giuliano-mesa-scomparso-il-16.html' title='Per Giuliano Mesa, scomparso il 16 agosto scorso'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8998782636514229913</id><published>2011-08-04T21:32:00.001+02:00</published><updated>2011-12-18T07:56:35.278+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filìa'/><title type='text'>Gli anni sottratti</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-313CaCxZtxk/Tjr0TyDfTlI/AAAAAAAAAGY/mWFo1A0mmzc/s1600/2njvyq0np7%255B1%255D.png"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637086504298696274" src="http://3.bp.blogspot.com/-313CaCxZtxk/Tjr0TyDfTlI/AAAAAAAAAGY/mWFo1A0mmzc/s320/2njvyq0np7%255B1%255D.png" style="cursor: hand; display: block; height: 320px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 240px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;“Racconta , con parole tue, gli eventi&lt;br /&gt;Più significativi della tua vita”. Questo&lt;br /&gt;È il tema da svolgere, tra il dolore&lt;br /&gt;Di un’erezione e una macchia d’inchiostro&lt;br /&gt;Sul maglione. “Luoghi comuni e banalità”.&lt;br /&gt;Questo è stato il responso. Solo ora, però,&lt;br /&gt;Sono stato sognato dai miei ricordi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8998782636514229913?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8998782636514229913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8998782636514229913&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8998782636514229913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8998782636514229913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/08/gli-anni-sottratti.html' title='Gli anni sottratti'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-313CaCxZtxk/Tjr0TyDfTlI/AAAAAAAAAGY/mWFo1A0mmzc/s72-c/2njvyq0np7%255B1%255D.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6020091083466462052</id><published>2011-07-05T10:43:00.005+02:00</published><updated>2011-12-15T20:47:04.210+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>Poesie della fame e della sete</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il rullo dello stomaco&lt;br /&gt;gira a vuoto la tua assenza.&lt;br /&gt;C’è un piatto nel lavello da lavare&lt;br /&gt;la poca pasta del giorno prima&lt;br /&gt;il sugo è una crosta buona&lt;br /&gt;sul fondo del tegame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se prendi fiato ora&lt;br /&gt;puoi sentirmi entrare&lt;br /&gt;come una folata grossa&lt;br /&gt;un tuorlo d’aria&lt;br /&gt;che dal cielo si stacca&lt;br /&gt;e a raccoglierlo&lt;br /&gt;silenzioso è un fiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ciuffo che siamo&lt;br /&gt;d’erba agli angoli&lt;br /&gt;inerpicata&lt;br /&gt;il vento indietro inviato&lt;br /&gt;dai passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venisse ora&lt;br /&gt;la torsione di un braccio&lt;br /&gt;un tocco, un riparo,&lt;br /&gt;l’impugnatura&lt;br /&gt;sicura d’una mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Alla Compagnia&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non so&lt;br /&gt;e a malapena vedo&lt;br /&gt;tu mi stai a cerotto sul palmo&lt;br /&gt;della mano screpolata dal vento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vai giù, ancor più a fondo,&lt;br /&gt;vedi che avevo sbucciati&lt;br /&gt;pure i gomiti e le ginocchia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si cade, io so,&lt;br /&gt;perché qualcuno ci prenda&lt;br /&gt;ci porti a spalla e ci infili&lt;br /&gt;nel sole la testa&lt;br /&gt;che affetti la luna&lt;br /&gt;ma senza ferirla&lt;br /&gt;dolcemente, ridendo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;a R.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Non mi bastano le spighe&lt;br /&gt;svettanti d’agosto&lt;br /&gt;neppure il miele&lt;br /&gt;colato dagli occhi&lt;br /&gt;di un bimbo, mi salva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posso solo affidarmi al niente&lt;br /&gt;al tutto di un volto&lt;br /&gt;che piange il mio nome.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da Quattro giovin/astri, Kolibris, Bologna 2010)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Francesco Iannone&lt;/strong&gt; (1985) è nato a Salerno, dove vive. Laureato in Scienze dei beni culturali, è nella redazione di Unisound: la web radio dell’Università di Salerno DABAZ (da Bellavista a Zivago), dedicato alla poesia. Ha vinto la sezione “Giovani” dell’ottava edizione del premio poesia “Sant’Anastasia”.Suoi testi sono inclusi nell’antologia Al di là del labirinto, a cura di Antonio Spagnuolo, L’arca felice e in Quattro giovin/astri, Kolibris, Bologna 2010 a cura di Chiara De Luca. Ha pubblicato la raccolta poetica Poesie della fame e della sete, Ladolfi Editore, 2011.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6020091083466462052?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6020091083466462052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6020091083466462052&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6020091083466462052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6020091083466462052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/07/il-ciuffo-che-siamo.html' title='Poesie della fame e della sete'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3906437424302941277</id><published>2011-06-28T14:08:00.002+02:00</published><updated>2011-12-18T07:57:01.063+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filìa'/><title type='text'>Rogo</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LJKB5vI_CGo/TgnE7UImo8I/AAAAAAAAAGQ/TAq3YEaZBQM/s1600/20110624_5876_rr2%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623242133044896706" src="http://3.bp.blogspot.com/-LJKB5vI_CGo/TgnE7UImo8I/AAAAAAAAAGQ/TAq3YEaZBQM/s320/20110624_5876_rr2%255B1%255D.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 214px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(La neve, XII frammento, Napoli 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La folla, i corpi ondeggiano nel riverbero&lt;br /&gt;di questa strada. L’aria la polvere li assedia, li soffoca.&lt;br /&gt;Il cielo e il mare si fondono, colano densi coprendo&lt;br /&gt;ogni cosa: questi palazzi radicati nel vuoto l’acre&lt;br /&gt;sentore della nostra fine imminente il suono ossessivo&lt;br /&gt;di un allarme i portoni e le piazze gremiti di visi&lt;br /&gt;di occhi.&lt;br /&gt;Non è un gioco! È una questione di vita, di morte.&lt;br /&gt;C’è il sangue che pulsa c’è il sudore che copre la pelle.&lt;br /&gt;Il nostro respiro che cerca lo spiraglio per sopravvivere.&lt;br /&gt;Questa è la crepa dei nostri giorni. I tempi morti&lt;br /&gt;tra un gemito e l’altro, ci lasciano così, attoniti&lt;br /&gt;e senz’appiglio. La luce dell’alba scopre ogni cosa&lt;br /&gt;e le restituisce – queste mura i marciapiedi il tuo volto –&lt;br /&gt;nude e senza protezione, inermi ed esposte all’incombere&lt;br /&gt;del mondo, di questa città gettata tra il mare e un incubo&lt;br /&gt;appena iniziato, il cerchio spezzato di queste colline.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3906437424302941277?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3906437424302941277/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3906437424302941277&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3906437424302941277'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3906437424302941277'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/06/roghi.html' title='Rogo'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LJKB5vI_CGo/TgnE7UImo8I/AAAAAAAAAGQ/TAq3YEaZBQM/s72-c/20110624_5876_rr2%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7009445982056096254</id><published>2011-06-24T17:21:00.005+02:00</published><updated>2011-12-15T21:06:10.533+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>La fisica delle cose</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-8Tg2Ea4NYys/TgSrmxnaGNI/AAAAAAAAAHM/b5nYjykT9vQ/s1600/886004183.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 268px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-8Tg2Ea4NYys/TgSrmxnaGNI/AAAAAAAAAHM/b5nYjykT9vQ/s400/886004183.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621806917507225810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato pubblicato in giugno, dalla casa editrice Perrone di Roma, il libro La Fisica delle cose. Dieci riscritture da Lucrezio. Si tratta di una rilettura poetica del grande poeta latino approntata a partire da singoli versi o da singoli capitoli del De rerum natura. Gli autori sono Andrea Inglese, Giovanna Marmo, Elisa Biagini, Andrea Raos, Giulio Marzaiolo, Vincenzo Frungillo, Letizia Leone, Vito Bonito, Sara Davidovics. La cura del volume è di Giancarlo Alfano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il processo conoscitivo ci fa comprendere che non vi è un disegno secondo il quale tutto venga&lt;br /&gt;disponendosi, e che dunque non vi è una ragione superiore, un dio; il movimento incessante delle&lt;br /&gt;cose ha ragione in sé stesso, al di là anche degli individui. Vige il sistema, non la pedina; la Natura,&lt;br /&gt;non la mia singola esistenza. Venere, cui il poema è dedicato, moltiplica gli esseri viventi&lt;br /&gt;(animantes) per cielo, in mare e sulla terra, ma non mira al soddisfacimento del singolo.&lt;br /&gt;Esattamente come Darwin. E poi come Freud. O, prima, Leopardi. Il modello naturale del mondo&lt;br /&gt;diventa una teoria del piacere (si veda la fine del libro quarto), che si volge in etica. Tutto, infine, si&lt;br /&gt;esprime in un’estetica che supporta lo stesso processo gnoseologico."&lt;br /&gt;(Dalla prefazione di G. Alfano)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7009445982056096254?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7009445982056096254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7009445982056096254&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7009445982056096254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7009445982056096254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/06/la-fisica-delle-cose.html' title='La fisica delle cose'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-8Tg2Ea4NYys/TgSrmxnaGNI/AAAAAAAAAHM/b5nYjykT9vQ/s72-c/886004183.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-5266900189883390672</id><published>2011-06-20T16:27:00.002+02:00</published><updated>2011-12-14T21:32:42.180+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>da Gli enervati di Jumièges, peQuod 2007 Roberta Bertozzi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-paUmFG9zZgc/Tf9aCknDDbI/AAAAAAAAAHE/0OpD39EEy2Y/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5620309860215360946" src="http://3.bp.blogspot.com/-paUmFG9zZgc/Tf9aCknDDbI/AAAAAAAAAHE/0OpD39EEy2Y/s400/images.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; float: right; height: 170px; margin: 0 0 10px 10px; width: 160px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(II. in utero)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Se ti fermi devi ricominciare&lt;br /&gt;dall’inizio… dai qua!»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escoriazione – procurarsi da soli&lt;br /&gt;sbrigativo per evitare arrivi&lt;br /&gt;qualcosa di peggiore – forato buio popolato&lt;br /&gt;di animelle cervicali&lt;br /&gt;battere sul tempo e più boccettina adesso&lt;br /&gt;e nicotina abboccare&lt;br /&gt;per disinfettare l’orlo, per tirarlo a combacio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«mi sembra che oggi va meglio…»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poi ricominciamo – le scalfitture,&lt;br /&gt;la pelle sottopelle più abrasiva&lt;br /&gt;e spremere adagio dalla&lt;br /&gt;l’umore spento, scuotere prima di ogni uso lisciarsi&lt;br /&gt;colla lucida urina&lt;br /&gt;e lento sbiancare in nuova, siberiana&lt;br /&gt;sacca d’utero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la safety first – assumere&lt;br /&gt;i precetti per cui opera&lt;br /&gt;la salubrificazione – mia, tua.&lt;br /&gt;Metti il tampone, inghiotti&lt;br /&gt;(la tua lingua fuoriuscire per altre dentellature vedo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poi ad anni alterni il corpo fare duro di abbandono&lt;br /&gt;e attendere pazienti, «sta fermo ti ho detto…&lt;br /&gt;così…»&lt;br /&gt;per la somministrazione del perdono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alba, la stanza ossigenata&lt;br /&gt;(cerchi un punto d’appoggio per lo sguardo&lt;br /&gt;ti abbracci all’edificio): quando al blocco il contatore&lt;br /&gt;ci rinumera nelle file&lt;br /&gt;e il soprannumerario inciampa per la rampa&lt;br /&gt;delle scale – non volendo&lt;br /&gt;cosa gli va negli occhi, cosa gli fa – corpuscolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi solo lo scorrere – sostenerlo sul binario&lt;br /&gt;come lievito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quieto panico nelle compagnie civili.&lt;br /&gt;Le acque che le bagneranno&lt;br /&gt;alla turnazione. Gli operosi allungano la bocca&lt;br /&gt;alla dispensatrice madre ovaiola&lt;br /&gt;perché essa provvede per tutti, tutti&lt;br /&gt;slatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Quando sognavo facevo quello che mi pare… ero&lt;br /&gt;bello e fortissimo…&lt;br /&gt;poi me ne sono accorto e ho avuto come paura…»&lt;br /&gt;(allunghi una gamba o tenti&lt;br /&gt;di scalciarla al fondo, mezzafuori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se al deposito precipitano fiacchi&lt;br /&gt;sulla panca del lavoro, noi ne – sentiamo solo&lt;br /&gt;il tonfo-morto di schianto&lt;br /&gt;giù dalle scrivanie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;all’assolo del marciapiede&lt;br /&gt;dove qualcuno piange senza audio&lt;br /&gt;e io sì, avrei dovuto&lt;br /&gt;lasciare l’elemosina, un vulnerabile&lt;br /&gt;sempre bisogna che qualcosa&lt;br /&gt;dare che sublima la perfezione, al saldo&lt;br /&gt;di una qualunque vetrina di sofferenza, quando lo sguardo&lt;br /&gt;cade.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque di nuovo al principio, all’innesto,&lt;br /&gt;se ti fermi devi ricominciare&lt;br /&gt;la tua creatura – di nuovo piegati verso&lt;br /&gt;di me, di dentro noi, e più crescevamo e non&lt;br /&gt;per il cappio della costola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei un figlio di nuovo ficcato&lt;br /&gt;nella nutrizione – il re del rock and roll&lt;br /&gt;e riprendi a ovulare arrossato&lt;br /&gt;dalle scosse dell’amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un figlio, due, appesi al chiodo&lt;br /&gt;trapassato della foto, da dove scappano&lt;br /&gt;nella frizione generosa degli inizi e sei&lt;br /&gt;chi lo svertebra questo dio minore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questo&lt;br /&gt;per altra giustizia sommaria – immagino&lt;br /&gt;rimettere nella cellula il suo generativo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sangue sillabico e altro nuovo&lt;br /&gt;sangue e ancora procurarsi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;scorte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(IX. la notte)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È notte lirica, altissima.&lt;br /&gt;Tutti i bravi borghesi di Baviera&lt;br /&gt;hanno la mano placida sul membro.&lt;br /&gt;Qualcosa ancora in stato di panico&lt;br /&gt;ulcera la frontiera con le pinze, con&lt;br /&gt;un piccolo coltello a serramanico.&lt;br /&gt;Tutti i bravi borghesi di Baviera&lt;br /&gt;hanno avuto il loro pane quotidiano&lt;br /&gt;e il loro sangue si fa svelto – viola.&lt;br /&gt;È notte lirica, danubiana.&lt;br /&gt;E se il pazzo grida nel reparto è solo&lt;br /&gt;per continuare il suo cantiere –&lt;br /&gt;dare fiato al cadavere&lt;br /&gt;del caro estinto Novecento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È notte di grazia,&lt;br /&gt;e la pastina è nel piatto del bambino&lt;br /&gt;le labbra serrate della gente in pace&lt;br /&gt;mentre una nuvola di borotalco&lt;br /&gt;sbuffa dall’inceneritore&lt;br /&gt;sottovoce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È notte, ma torna&lt;br /&gt;quel brusio, quella sgualcitura del silenzio,&lt;br /&gt;la fiumana che si trascina la rotativa&lt;br /&gt;nel respiro, nei muscoli che bruciano,&lt;br /&gt;nel tubo di condotta che incula&lt;br /&gt;un altro tubo,&lt;br /&gt;quel bisogno di continuare a fabbricare – addizionare&lt;br /&gt;adrenalina al laccio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È notte ed è notte anche sui tuoi polsi,&lt;br /&gt;sul tuo rimbalzo cardiovascolare&lt;br /&gt;e io col compasso ti traccio la vena e coll’unghia&lt;br /&gt;ti sottraggo – dai a me. E ancora. Ancora spinge&lt;br /&gt;la mia pietà sulla vena&lt;br /&gt;a farti più paralisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È notte alta, potentissima&lt;br /&gt;e il mondiale infaticabile arsenale&lt;br /&gt;mugola attraverso la parete carta-velina,&lt;br /&gt;viene a rima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“come un’ora del bisturi&lt;br /&gt;Bambino, e questa lama è benefica”&lt;br /&gt;ahi questa – lama che ti benedice&lt;br /&gt;mentre ringhia notte sulle schiene flesse.&lt;br /&gt;Pensi: se non spargeremo calce sul passato&lt;br /&gt;i muri continueranno a sudare&lt;br /&gt;la secrezione urticante dei lamenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e l’odore dei forni&lt;br /&gt;irreparabile&lt;br /&gt;l’odore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rovina è inscritta di retro alle palpebre,&lt;br /&gt;nella tenda oscurante delle palpebre&lt;br /&gt;stampata la forma della carneficina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(sentinella serale io solo che lento provo&lt;br /&gt;premendo bocca alla tua, io che adagio ti apro nel ventre)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mentre fa di tutto per piovere quest’acido&lt;br /&gt;questa allegra amnesia&lt;br /&gt;sui sopravvissuti, i – nati dopo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per cancellare ogni notte brancolando&lt;br /&gt;l’amore digrigna contro gli spettri&lt;br /&gt;il suo disgraziato caritare&lt;br /&gt;come un cane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Togliti, lasciami stare…»&lt;br /&gt;Sui fianchi addensa la via lattea dei tralicci.&lt;br /&gt;Spanciare nel mezzo e non stringere il vento.&lt;br /&gt;La luce che si spalma come colla,&lt;br /&gt;un narcotico. La garza della luce.&lt;br /&gt;Dalle rive, nelle stanze-contrafforti&lt;br /&gt;hanno i corpi sgretolati di abbandono,&lt;br /&gt;le teste a pioggia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Domani proseguiamo sulla stessa rotta&lt;br /&gt;manca poco ormai…»&lt;br /&gt;«Poco…»&lt;br /&gt;«Pochissimo, credimi.»&lt;br /&gt;«E dopo cosa facciamo?»&lt;br /&gt;«Niente, dopo siamo arrivati.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E il gas prenderà la giusta direzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(XIII. réponse)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella grande incubatrice sollevati e schiacciati&lt;br /&gt;allo sterno e con punture il rilascio&lt;br /&gt;è a piccole dosi – calcoli che si depositano e&lt;br /&gt;circolano, impongono carcerazione ai polsi,&lt;br /&gt;a tutti i più scelti arti mobili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella grande incubatrice – «Non parli,&lt;br /&gt;cos’hai?»&lt;br /&gt;arrendiamo noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi crediamo di affaticarci all’opera&lt;br /&gt;e sono solo gesta compiute&lt;br /&gt;sull’almanacco dell’infanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora per l’incavo di bocca&lt;br /&gt;passa questa increspatura di petali e fogliame&lt;br /&gt;che ci stende vinti alla bellezza,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Non insistere…»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;questa pestilenza di grazia&lt;br /&gt;e come si svertebra tutto e tutto resta&lt;br /&gt;controverso,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Se hanno deciso così non puoi farci niente…»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto il segno della costellazione di Orione&lt;br /&gt;il territorio metropolitano scintilla&lt;br /&gt;e libera esalazioni micidiali per i nostri sensi.&lt;br /&gt;Il tempo si trascorre rasentando il bersaglio – il frontespizio&lt;br /&gt;del mondo provvisorio. L’acqua, l’acqua si sfalda in ardesia!&lt;br /&gt;(ti affidi all’argano, tenti di far durare, di&lt;br /&gt;mirare alla punta del promontorio)&lt;br /&gt;Uh, uh! Ah, ah!&lt;br /&gt;L’intero delle acque miscelato,&lt;br /&gt;le carte che lo duplicano sul dorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(fissi alla lettera una data in alto a destra,&lt;br /&gt;metti in ordine la punteggiatura)&lt;br /&gt;«…bisognerebbe smettere di pensarci, di pensare…»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Bien, alors, ta rèponse?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul cartello pubblicitario: picchia e fotti.&lt;br /&gt;La volontà di un corpo tenuto in vita da una macchina&lt;br /&gt;o dal volere di un altro corpo intercessore&lt;br /&gt;che si fa corpo nel tuo. Cosa fa da leva a cosa.&lt;br /&gt;Acrobazia di carni, del prendersi per ogni verso,&lt;br /&gt;che la parola moltiplica.&lt;br /&gt;Dove comincia il riassunto e dove cominciamo noi?&lt;br /&gt;Dove si è arrotolata nella notte per fare più male,&lt;br /&gt;dove – le sue larve?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se tra terre e acque mette disarticolazione, se&lt;br /&gt;rode gli argini con slogature e se smezza&lt;br /&gt;non è in forza del nostro braccio se – la storia&lt;br /&gt;lavora altrove le sue dune.&lt;br /&gt;Luminosa la rosa del probabile – poi di nuovo un lungo coltello&lt;br /&gt;e io, sì, avrei dovuto,&lt;br /&gt;sempre bisogna che qualcosa&lt;br /&gt;venga a recinto&lt;br /&gt;equinoziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il coltello della luce pratica un’escissione – scarifica&lt;br /&gt;quel poco che teniamo in petto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tinta del mezzogiorno è un vaso&lt;br /&gt;di separazione fra noi e le rive – esonerati&lt;br /&gt;dalla palestra, dal farsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intorno le altre zattere, la melma nella cupola&lt;br /&gt;capovolta delle carene.&lt;br /&gt;Alla sbarra, a sentirne i nomi&lt;br /&gt;sale un armistizio in cuore&lt;br /&gt;come legamento d’anima alle&lt;br /&gt;loro lunghissime dita di stelo.&lt;br /&gt;E forse stanno per chiedere un tocco – un sollievo&lt;br /&gt;quando negli ascensori, alla luce insetticida&lt;br /&gt;delle aule, dei sanatori, guardano senza guardare&lt;br /&gt;chi viene, il prossimo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Please catch them burning out of&lt;br /&gt;the building. Catch them&lt;br /&gt;– flying out.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carità che dal fianco grida,&lt;br /&gt;dalla costola del seme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;… &lt;br /&gt;(XVIII. nella società dei fratelli)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho compreso – ti ho&lt;br /&gt;(è lo stare come il cecchino&lt;br /&gt;sul grilletto – immobile nell’alveo di Morfina&lt;br /&gt;mentre correvano tutti&lt;br /&gt;al loro destino di bersaglio.&lt;br /&gt;E se fosse un imbuto, il viadotto&lt;br /&gt;che all’uscita rilascia masticato il tempo&lt;br /&gt;e come un cane io seguissi le tracce:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;quello che perde ciascuno fra le pagine del libro&lt;br /&gt;aggiunge)  – allora tu:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;inietta – provoca qui&lt;br /&gt;appena la punta d’ago da cui attendo&lt;br /&gt;la cura&lt;br /&gt;oppure concedimi il nervo – per volta almeno&lt;br /&gt;lo stadio dove non c’è scampo&lt;br /&gt;con stampelle, mio compagno, al duello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;posizionami.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Cancella quello che non si deve dire,&lt;br /&gt;prima però rileggi…» (rifai il corpo&lt;br /&gt;alla statua del dovere, rialzi il capo):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro viaggio è nel fascicolo&lt;br /&gt;della pietra, nella custodia della luce&lt;br /&gt;dove il tempo viene meno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mentre è continuo&lt;br /&gt;sfogliare durezze alla selce&lt;br /&gt;ogni venatura esaminando&lt;br /&gt;perché nulla vada trascurato,&lt;br /&gt;padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel quaderno si spegne il gesto,&lt;br /&gt;nell’album del male fanno le circostanze, ovunque&lt;br /&gt;parole composte in batterie d’enunciato&lt;br /&gt;si armano – in sigle si arrestano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hanno detto è tempo di spremitura, di rimagliare&lt;br /&gt;l’archivio, di stare all’asciutto – tempo&lt;br /&gt;di fare un figlio voi, un altro precipizio della carne;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in ritiro dai vostri polsi venire&lt;br /&gt;al compromesso,&lt;br /&gt;cambieremo i nostri discorsi, vi piegherete&lt;br /&gt;come ogni Volksgenossen, vedrete sarà&lt;br /&gt;bello…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ogni cosa storna e&lt;br /&gt;non-è-più-tempo e si resta così&lt;br /&gt;di traverso,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come s’allunga l’orizzonte, come si rasserena&lt;br /&gt;di luminarie, di torce elettriche a mazzi&lt;br /&gt;come s’insera.&lt;br /&gt;Sento un crepitio di fascette d’alloro&lt;br /&gt;e di passi, di passi lo scalpitare&lt;br /&gt;che pestano e s’ingrossano&lt;br /&gt;come di cosa decisa, sulla pubblica, addominale&lt;br /&gt;piazza s’impulsano, i passi incalzano a turni e più –&lt;br /&gt;come stantuffano ora i ventricoli del mio cuore&lt;br /&gt;sento&lt;br /&gt;che è deciso ma non è esplicito&lt;br /&gt;non riesce a fluire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Ci siamo quasi… sei pronto?»&lt;br /&gt;«Se avessi il copione forse sì, ma così, adesso…»&lt;br /&gt;«Forse basta fischiare, un richiamo…»&lt;br /&gt;«… non sono sicuro che sia questo…»&lt;br /&gt;«Appoggiati a me…»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’acqua è il nostro specchio. Nella società dei fratelli&lt;br /&gt;è la paura a fare carità. A fare tutto stretto in coro all’altro&lt;br /&gt;nella spaventata fratellanza,   nel rimedio,&lt;br /&gt;padre:&lt;br /&gt;io sono dell’ulivo,&lt;br /&gt;raddoppio&lt;br /&gt;e le radici si inarcano al fusto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e storpio.&lt;br /&gt;Oh tu – abbi pietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Sei pronto?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui occorre spaccare, occorre&lt;br /&gt;mancarla del tutto&lt;br /&gt;la realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-5266900189883390672?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/5266900189883390672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=5266900189883390672&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5266900189883390672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5266900189883390672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/06/da-gli-enervati-di-jumieges-pequod-2007.html' title='da Gli enervati di Jumièges, peQuod 2007 Roberta Bertozzi'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-paUmFG9zZgc/Tf9aCknDDbI/AAAAAAAAAHE/0OpD39EEy2Y/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6521061542108845734</id><published>2011-04-11T21:47:00.003+02:00</published><updated>2011-12-15T20:47:44.712+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Passaggi di ruolo</title><content type='html'>Allora mi sono chiesto, durante le mia ennesima notte insonne, se è vero tutto questo, ossia che i ragazzi sanno e vogliono, se è vero che i genitori sanno, ma ancora non vogliono del tutto, sarebbe bastato poco perché qualcosa del genere avvenisse, che il tempo si fermasse e perdesse di senso; niente più crescita, nessuna scuola, pedagogia, nessuno più sarebbe stato un adolescente, la parola adolesco, sazietà e presunta fame, avrebbe perso di senso, così come aveva detto Rosati durante la cena; allora saremmo diventati tutti noi personaggi di un enorme romanzo popolare senza un autore, o meglio l'autore sarebbe stato quel dio che abbiamo cacciato quando ci siamo scoperti razionali, fondati sul nostro uso di ragione, e che ora rievochiamo senza preghiera, quel dio sarebbe stato il gioco dei giochi, visto sotto forma di  vanità, del nulla che si rispecchia; la sua idea d'assoluto ce le saremmo portati tutti addosso come una seconda pelle, confondendo il tutto con la parte, come illusione e dannazione. Perché alla fine dei giochi, c'è poco da dire, il corpo con la sua carne continua a morire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6521061542108845734?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6521061542108845734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6521061542108845734&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6521061542108845734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6521061542108845734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/04/passaggi-di-ruolo.html' title='Passaggi di ruolo'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7577231936975157628</id><published>2011-04-02T08:27:00.006+02:00</published><updated>2011-12-15T20:48:24.780+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>L'invenzione di Morel</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zPf4roCoThQ/TZb4SLd9G-I/AAAAAAAAAG4/5IDfos-PxB0/s1600/sopot.bmp"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-zPf4roCoThQ/TZb4SLd9G-I/AAAAAAAAAG4/5IDfos-PxB0/s400/sopot.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590928978626812898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E un giorno ci sarà un apparecchio più completo. Quel che viene pensato o sentito nella vita -o nei momenti della ripresa- sarà come un alfabeto, mediante il quale l'immagine continuerà a capire tutto (come noi, che con le lettere dell'alfabeto possiamo capire e comporre tutte le parole). La vita diventerà, così, un magazzino della morte. Ma nemmeno allora l'immagine sarà viva; oggetti essenzialmente nuovi non esisteranno per lei. Conoscerà tutto ciò che ha sentito o pensato, o le combinazioni ulteriori di ciò che ha sentito o pensato.&lt;br /&gt;Il fatto che non possiamo capire nulla fuori del tempo e dello spazio, sta forse a suggerire che la nostra vita non è sostanzialmente diversa dalla sopravvivenza che si otterrebbe con un tale apparecchio.&lt;br /&gt;Quando intelletti meno rozzi di quello di Morel si occuperanno dell'invenzione, l'uomo sceglierà un luogo appartato, piacevole, vi starà insieme con le persone che più ama e rimarrà perpetuamente in un intimo paradiso. Uno stesso giardino, se le scene da perpetuare sono prese in momenti diversi, alloggerà innumerevoli paradisi, le cui società, ignorandosi  a vicenda, funzioneranno simultaneamente, senza urti, quasi negli stessi luoghi. Saranno, purtoppo, paradisi vulnerabili, poiché le immagini non potranno vedere gli uomini, e gli uomini, se non danno ascolto a Malthus, avranno bisogno,un giorno della terra anche del più piccolo di quei paradisi e distruggeranno i suoi inermi abitanti, oppure li rinchiuderanno nella possibilità inutile delle loro macchine disinnestate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7577231936975157628?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7577231936975157628/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7577231936975157628&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7577231936975157628'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7577231936975157628'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/04/linvenzione-di-morel.html' title='L&apos;invenzione di Morel'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zPf4roCoThQ/TZb4SLd9G-I/AAAAAAAAAG4/5IDfos-PxB0/s72-c/sopot.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6390324079826760056</id><published>2011-03-18T12:19:00.001+01:00</published><updated>2011-03-18T12:21:12.092+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gli Dèi'/><title type='text'>Il Gattopardo</title><content type='html'>&lt;iframe src="http://www.youtube.com/embed/XsNjvefMz1s?fs=1" frameborder="0" width="480" height="295" allowfullscreen=""&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6390324079826760056?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6390324079826760056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6390324079826760056&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6390324079826760056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6390324079826760056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/03/il-gattopardo-gli-dei.html' title='Il Gattopardo'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/XsNjvefMz1s/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4512099483740319013</id><published>2011-02-20T10:49:00.002+01:00</published><updated>2011-12-15T20:45:02.761+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Riflessione del pavone</title><content type='html'>pensavo che per distogliere la frenesia dei maschilismi e dei femminismi di corte basterebbe concentrarsi su nuove forme. tutto questo fino ad elencare una casistica di gesti minimi in cui se si riesce si elimina lo spettro di se stessi ossia il doppio che ci guarda mentre guardiamo, perché mi sembra evidente che ognuno di noi è nato nella ripresa della macchina da presa. ebbene che sia questo un circo della vanità ridotto a ritornello o a spirale che si assottiglia , come l'occhio del pavone, mi sembra cosa nota e che ognuno boccheggi per cercare l'aria, la via d'uscita dalle rappresentazioni kitsch della sfera umana è cosa ancora più nota. e allora. sembra un tantino ipocrita che ci siano questuanti di destra o di sinistra a voler tirare per la bocca la nostra ultima risorsa. che Paese di capre e di caproni! Già basta il nostro doppio, l'idea che si abbarbica alla carne , per darci sufficiente controllo. E' lei che vuole essere eterna, mica la carne che imputrindisce. lei mi chiede di restare, oltre l'esaurirsi della mia funzione: pisciare, mangiare, fare all'amore...lei che permette il controllo della sfera intima che si fa esibizione di diva e diva moderna. bah:...poco cambia e che morire interessa a nessuno, l'aion che predomina e dispone la nostra misera prigione. per me se avessi tempo a sufficienza farei cose da poco: ossia mi inietterei una siringa d'insulina, l'ho sempre vista come fase di ritorno alla vita. e tu ? o, mia colombella, che fai ti specchi nelle parole che lascio qui nella bacheca?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4512099483740319013?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4512099483740319013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4512099483740319013&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4512099483740319013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4512099483740319013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/02/riflessione-del-pavone.html' title='Riflessione del pavone'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3576433661053832566</id><published>2011-02-02T18:14:00.000+01:00</published><updated>2011-02-02T18:15:13.866+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Indice Puntocritico</title><content type='html'>Secondo google analytics, Punto critico in queste 3 settimane ha avuto già oltre 2000 visite.&lt;br /&gt;Durs Grünbein e Italo Testa, Dialoghi sulla lirica: # 1 Durs Grünbein&lt;br /&gt;Marco Giovenale, Fare danni (ovvero: Domande critiche / 1-2 sull’editoria)&lt;br /&gt;Gian Maria Annovi, Scritture Fuori Formato&lt;br /&gt;Vincenzo Frungillo, L’assenza del padre o della tradizione. Uno studio su La ragazza Carla di Elio Pagliarani&lt;br /&gt;Giovanna Frene, Contatto assoluto. Note sulla poesia di Elisa Biagini&lt;br /&gt;Indice de “La libellula”, n.2 (dic. 2010)&lt;br /&gt;Gilda Policastro, Esordienti allo sbaraglio&lt;br /&gt;Giampiero Marano, Hoda Barakat nella cruna dell’ago&lt;br /&gt;Rino Genovese, Un’idea intorno a Pasolini e alla sua critica della cultura&lt;br /&gt;Renata Morresi, Scritture della mobilità, intercultura e la sperimentazione poetica di Theresa Hak Kyung Cha&lt;br /&gt;Gian Maria Annovi, Scuoiamenti: Sanguineti, Marsia (e Marx)&lt;br /&gt;Giorgio Mascitelli, Appunti per una lettura del Beckett coprolalico&lt;br /&gt;Massimiliano Manganelli, Recensione a Mariano Bàino, “L’uomo avanzato” (Le Lettere, 2008)&lt;br /&gt;Marco Giovenale, Quattro categorie più una: “loose writing”&lt;br /&gt;Alessandro De Francesco, Grammaires de la subversion&lt;br /&gt;Alberto Casadei, Berlusconi e la letteratura&lt;br /&gt;Italo Testa, "Uno sguardo di passaggio". Mimesi e desiderio in "Horae canonicae" di W.H. Auden&lt;br /&gt;Giuliano Mesa, Nel camminare accanto. Piccola Fabrica per Biagio Cepollaro&lt;br /&gt;Andrea Sirotti, Recensione a Mia Lecomte, Terra di risulta (La Vita Felice, Milano, 2009)&lt;br /&gt;Gianluigi Simonetti, Nella galleria degli specchi. Recensione a Walter Siti, "Autopsia dell'ossessione" (Mondadori, 2010)&lt;br /&gt;Marco Simonelli, Dire di sé parlando d'altro &lt;br /&gt;Massimo Gezzi, Le strategie del «sottoscritto»: paragrafi per Di Ruscio narratore&lt;br /&gt;Federico Federici, Recensione a Nika Turbina, “Sono pesi queste mie poesie” (Via del Vento, 2008)&lt;br /&gt;Alessandro De Francesco, Su e per «Théorie des prépositions» di Claude Royet-Journoud&lt;br /&gt;Antonio Loreto, La sindrome di Rorschach e la griglia dell’originalità&lt;br /&gt;Paolo Zublena, Esiste (ancora) la poesia in prosa? &lt;br /&gt;Giulio Marzaioli, Per...a Delo&lt;br /&gt;Luca Sossella, Appunti per un dialogo&lt;br /&gt;Stelvio Di Spigno, Recensione a Domenico Cipriano, "Novembre" (Transeuropa, 2010) &lt;br /&gt;Isabella Mattazzi, La coazione a godere, una prassi moderna: Recensione a Slavoj Žižek, “Leggere Lacan” (Bollati Boringhieri)&lt;br /&gt;Umberto Fiori, Il movente reale. Considerazioni sui “ritorni di fiamma” di Sereni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3576433661053832566?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3576433661053832566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3576433661053832566&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3576433661053832566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3576433661053832566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/02/indice-puntocritico.html' title='Indice Puntocritico'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7705840617087520543</id><published>2011-01-18T10:05:00.004+01:00</published><updated>2011-01-18T10:13:03.099+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Ingennaiato</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TTVYjKMJTNI/AAAAAAAAAGA/fhMIzuHGWhk/s1600/celan21196627044%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5563450275740077266" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 178px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TTVYjKMJTNI/AAAAAAAAAGA/fhMIzuHGWhk/s320/celan21196627044%255B1%255D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;EINGEJÄNNERT&lt;br /&gt;In der bedornten&lt;br /&gt;Balme. (Betrink dich&lt;br /&gt;Und nenn sie&lt;br /&gt;Paris.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Frostgesiegelt die Schulter;&lt;br /&gt;stille&lt;br /&gt;Schuttkäuze drauf;&lt;br /&gt;Bauchstaben zwischen den Zehen;&lt;br /&gt;Gewißheit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Paul Celan, Schneepart)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INGENNAIATO&lt;br /&gt;Nella spinosa&lt;br /&gt;Grotta. (Ubriacàti&lt;br /&gt;e chiamala&lt;br /&gt;Parigi.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sigillata dal gelo la spalla;&lt;br /&gt;con sopra silenziose&lt;br /&gt;civette;&lt;br /&gt;lettere d’alfabeto&lt;br /&gt;tra le dita dei piedi;&lt;br /&gt;certezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Parte di neve. Traduzione di Giuseppe Bevilacqua)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7705840617087520543?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7705840617087520543/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7705840617087520543&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7705840617087520543'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7705840617087520543'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/01/ingennaiato.html' title='Ingennaiato'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TTVYjKMJTNI/AAAAAAAAAGA/fhMIzuHGWhk/s72-c/celan21196627044%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1228636198629217981</id><published>2011-01-11T09:28:00.006+01:00</published><updated>2011-12-15T20:49:19.266+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>Dialoghi da Moleskine</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TSwXfTgCgEI/AAAAAAAAAF4/2qbC-WhflmE/s1600/33759_1639996524865_1385351437_1726431_3414141_n%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5560845466473758786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 270px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TSwXfTgCgEI/AAAAAAAAAF4/2qbC-WhflmE/s320/33759_1639996524865_1385351437_1726431_3414141_n%255B1%255D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;a Chiara, Elio e Fernando&lt;br /&gt;che sanno il perché.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;Dopo il tuo lavoro passi sempre qui,&lt;br /&gt;alto, alto sali tra i muri&lt;br /&gt;scendi latte di montagne&lt;br /&gt;rimpicciolisci per raggiungermi&lt;br /&gt;dalle finestre, dai condotti sublunari.&lt;br /&gt;- Ebbene, che vedi fuori&lt;br /&gt;prima di entrare?&lt;br /&gt;- Saranno anni che gli uccelli&lt;br /&gt;fanno la loro ronda familiare&lt;br /&gt;e le luci muoiono nello stomaco&lt;br /&gt;grande e fumoso dei bar&lt;br /&gt;- Salta il racconto, va’ avanti&lt;br /&gt;- Che due o tre giovani&lt;br /&gt;dalle calze brune hanno&lt;br /&gt;provato a salutare.&lt;br /&gt;- E poi? - dico per spazientirlo -&lt;br /&gt;- E poi finisce che venga&lt;br /&gt;da te per costruire questa stanza&lt;br /&gt;e le risposte e la vita tutta&lt;br /&gt;che ti accendono la forza di sempre,&lt;br /&gt;sempre nascono sul disco del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II&lt;br /&gt;Entreremo spalla a spalla&lt;br /&gt;coi piedi senza rumori&lt;br /&gt;nella scatola magica dell’ascensore&lt;br /&gt;ti chiedo il nome, poi la dimora&lt;br /&gt;cosa farai di buono prima di dormire&lt;br /&gt;poi tocca a te&lt;br /&gt;- Facciamo un po’ per uno - ho detto -&lt;br /&gt;Mi chiedi:&lt;br /&gt;- È già sera? -&lt;br /&gt;poi se e quanto manca all’arrivo&lt;br /&gt;(hai detto se, mi commuove l’invito&lt;br /&gt;per l’eternità che viene via dal tuo viso)&lt;br /&gt;e quanto ancora al momento in cui&lt;br /&gt;divideremo la strada&lt;br /&gt;tu a destra&lt;br /&gt;io a sinistra,&lt;br /&gt;tutta l’apparizione ferma&lt;br /&gt;nella testa, nel miracolo&lt;br /&gt;di un giorno cittadino&lt;br /&gt;al numero ventisei,&lt;br /&gt;rapide cascate sotto le scarpe&lt;br /&gt;annunci, coleotteri per la via&lt;br /&gt;l’attesa della fine, la fine dell’inizio&lt;br /&gt;di fronte al Caffè della Fontana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;III&lt;br /&gt;Oggi sono una prolunga di rami&lt;br /&gt;alla finestra,&lt;br /&gt;guardo l’Europa alla televisione,&lt;br /&gt;la sua corolla d’acciaio.&lt;br /&gt;È un mondo piccolo da qui,&lt;br /&gt;un grumo caduto dagli anni&lt;br /&gt;lanciato dall’angelo giallo&lt;br /&gt;della rivelazione.&lt;br /&gt;- Vuoi qualcosa? - dici&lt;br /&gt;prendendo le sembianze&lt;br /&gt;dei fiumi, aria terrosa&lt;br /&gt;di finestre dell’est -&lt;br /&gt;passo più tardi?&lt;br /&gt;- Sì, voglio quel tuo sguardo,&lt;br /&gt;fa così bene&lt;br /&gt;non mi dice, non rimprovera&lt;br /&gt;preme sui miei occhi,&lt;br /&gt;sa - come l’età, come la tenerezza -&lt;br /&gt;dove finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IV&lt;br /&gt;- E se si fa sottile il suo corpo&lt;br /&gt;la riviera ci sembra attraverso&lt;br /&gt;non mangia ormai che pane&lt;br /&gt;e origano,&lt;br /&gt;dobbiamo partire&lt;br /&gt;per le stanze bianche&lt;br /&gt;e i corridoi verdacciaio delle sale&lt;br /&gt;per provare a ricongiungerci&lt;br /&gt;nel sangue.&lt;br /&gt;- Così le dici? Dobbiamo partire?&lt;br /&gt;- Ogni tanto succede. O, ogni tanto,&lt;br /&gt;che anche a me fa male qualcosa&lt;br /&gt;cosicché dopo a lei non dice niente di brutto,&lt;br /&gt;tutto ciò, niente di terribile.&lt;br /&gt;È la riprova che il corpo è nostro&lt;br /&gt;e se siamo in due si passa meglio&lt;br /&gt;dal sogno all’esistenza , dall’esistenza&lt;br /&gt;al sogno, nella notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V&lt;br /&gt;- I piani delle ricevute…&lt;br /&gt;- I piani?&lt;br /&gt;- I piani che hanno la costanza&lt;br /&gt;di farci ricordare.&lt;br /&gt;- Cosa stai guardando adesso?&lt;br /&gt;- La data di quando&lt;br /&gt;ho ordinato il tuo libro&lt;br /&gt;e i soldi messi da parte&lt;br /&gt;per quell’esame di gioia&lt;br /&gt;e di zucchero,&lt;br /&gt;l’azzurra avidità che ci sfinisce.&lt;br /&gt;- Non c’eri che tu, nel libro&lt;br /&gt;hai pagato un libro che parlasse&lt;br /&gt;di te, senza aspettare&lt;br /&gt;il mio ingresso nell’estate&lt;br /&gt;il possibile incontro che avremmo&lt;br /&gt;avuto, il mio regalo dovuto.&lt;br /&gt;- Si chiama impazienza di tutto&lt;br /&gt;Hai detto sì, così felice&lt;br /&gt;una volta ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VI&lt;br /&gt;- La guerra per le intercettazioni&lt;br /&gt;l’incostituzionalità delle parole…&lt;br /&gt;lasciamole a loro,&lt;br /&gt;io vengo per intercettare te&lt;br /&gt;e il radar si fa più dolce&lt;br /&gt;hai le carte, la geopolitica&lt;br /&gt;della sopravvivenza.&lt;br /&gt;- Non ho che questo&lt;br /&gt;- Basta, credo.&lt;br /&gt;Ti prendo da questa pista fumosa,&lt;br /&gt;immeritatamente so le coordinate&lt;br /&gt;- Non sai pilotare (sorridi)&lt;br /&gt;- Si progredisce. Si fa un upgrade,&lt;br /&gt;so che ti piace se lo dico, se poi&lt;br /&gt;ti tengo per i capelli, ti tiro su&lt;br /&gt;accelero, già volo fuori dalle nebbie&lt;br /&gt;il tuo volto è una città scoccata&lt;br /&gt;in aria, fuori e più fuori dal buio.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;VII&lt;br /&gt;Le cose che non iniziano, le cose&lt;br /&gt;che finiscono soltanto e non sono&lt;br /&gt;la fine dell’altro&lt;br /&gt;NICOLA GARDINI&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;- Le cose che non ci sono vanno pensate&lt;br /&gt;- Va pensata la vita e la scrittura!&lt;br /&gt;- Allora, non ci sono?&lt;br /&gt;- Ci sono quando la mano comincia&lt;br /&gt;a finire. È tutto un salire per gradi.&lt;br /&gt;- Per esempio?&lt;br /&gt;- Finalmente anche la direzione&lt;br /&gt;del sole, alla mattina, si ferma&lt;br /&gt;ben bene sulla tua guancia&lt;br /&gt;- Qual è il significato?&lt;br /&gt;- Che il sole smette di far luce&lt;br /&gt;non c’è, va pensato come&lt;br /&gt;il grano che ti preme in bocca,&lt;br /&gt;che ci fa mangiare.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;(da Quattro giovin/astri, Kolibris, Bologna 2010)&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Anna Ruotolo&lt;/strong&gt; (1985) è nata e vive a Maddaloni, in provincia di Caserta. Con le sue poesie ha vinto vari premi nazionali ed internazionali giovanili (tra gli altri, il “Premio Turoldo” 2009 nella sez. under 25). Suoi testi sono apparsi nella rivista internazionale “Poesia” di Crocetti nel numero di luglio/agosto 2009, ne “Il Foglio Volante – La flugfolio” (ed. Eva), ne “Il Foglio Clandestino“, in “Capoverso”, in “Poeti e Poesia”, nel quotidiano “Il Tempo” e nella rivista italo-newyorkese “Italian Poetry Review”, anno 2009, num. 4, (Columbia University, The Italian Academy for Advanced Studies in America and Fordham University). Un testo tradotto in spagnolo da Jesús Belotto è pubblicato nel num. 4 della rivista internazionale online “Poe +”. Dal 2010 fa parte della redazione del sito e progetto &lt;a href="http://giovinastridikolibris.wordpress.com/"&gt;“I giovin/astri di Kolibris”&lt;/a&gt;. È presente nelle antologie poetiche “Il Fiore” 2008 (dall’omonimo premio letterario) ,“Corale per opera prima” (LietoColle, Faloppio 2010) e “&lt;a href="http://giovinastridikolibris.wordpress.com/2010/11/20/a-a-v-v-quattrogiovinastri/"&gt;Quattro giovin/astri&lt;/a&gt;” (Kolibris, Bologna 2010).“&lt;a href="http://www.lietocolle.info/it/ruotolo_anna_secondi_luce.html"&gt;Secondi luce&lt;/a&gt;” (Faloppio, LietoColle 2009 – premio “Silvia Raimondo” 2009) è la sua opera prima. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1228636198629217981?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1228636198629217981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1228636198629217981&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1228636198629217981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1228636198629217981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2011/01/dialoghi-da-moleskine.html' title='Dialoghi da Moleskine'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TSwXfTgCgEI/AAAAAAAAAF4/2qbC-WhflmE/s72-c/33759_1639996524865_1385351437_1726431_3414141_n%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3265617193248873133</id><published>2010-12-08T18:45:00.006+01:00</published><updated>2011-12-15T20:50:58.140+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>Un manuale per la sopravvivenza</title><content type='html'>L'insurrezione erotica &lt;br /&gt;(Autocritica della corporeità metaforica) &lt;br /&gt;da Manuale di sopravvivenza, Dedalo, Bari, 1974&lt;br /&gt;Giorgio Cesarano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A chi si lascia spegnere non resta che il suo piagnucolare. Io, io, io. “... Il solo fatto che noi seguitiamo a proclamare... io, tu... con le nostre bocche screanzate... con la nostra avarizia di stitici predestinati alla putrescenza... io, tu... questo solo fatto... io, tu... denuncia la bassezza della comune dialettica... e ne certifica della nostra impotenza a predicar nulla di nulla,... dacché ignoriamo... il soggetto di ogni proposizione possibile...” (C.E. Gadda, op. cit., p. 124) Il cazzo piccolo, la fica frigida, il pene-clitoride, la famiglia assassina, gli amici bastardi: fosse andata altrimenti, si fosse potuto avere! E potessero riuscire a parlarsi: come vedrebbe quanto nessuno ha, come si è tutti identici nella deprivazione e nella “sventura”, come a ciascuno accade lo stesso mortificante gioco di tarocchi truccati, grazie al quale non uno riesce più a scorgere ciò che realmente vive, o potrebbe vivere non appena sorreggessero passione incarnata, desiderio concreto, volontà di realizzarsi. Contempla invece affamato le illustrazioni dello splendido Altro, immensamente profuso di tutto ciò che gli manca. A questo almeno, ed è molto, gli amanti sanno brevemente scampare. Essi si guardano, dunque sanno vedersi. Si desiderano, dunque si riconoscono. Si deludono, dunque sanno che cosa cercano. Si odiano, dunque sanno di non bastarsi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capitale ha creduto di liquidare facilmente la resistenza millenaria dei contenuti radicali manifesti nella sacralità delle situazioni topiche. Non ha potuto che saccheggiarne l’iconografia. Sorprendentemente, neppure questo gli è riuscito senza danno. Schiacciata sotto i rulli delle macchine da stampa, l’immagine dell’uomo futuro, racchiusa nella corporeità di ogni essere, è sempre capace di resuscitarsi. In un brivido, per un istante, come per equivoco, in un colpo d’occhio distratto, a tradimento, tra una trivialità e uno sbadiglio, tra l’una e l’altra parola del vuoto, un occhio improvvisamente ti fissa, un seno respira, una mano pulsa, un ventre trasale. Un secondo sguardo non troverà che la patina della carta, la lattescenza dello schermo; uno slogan si precipiterà a suturare la fêlure minima aperta nella corteccia del cinismo d’obbligo. Non è accaduto niente, e il lutto si rassicura: sei morto come sempre, in uno sterminato campionario di illustrazioni ferali. Ma non è mai vero del tutto, e lo è sempre meno. È tempo di invertire la prospettiva, di saper vedere l’estrema fragilità della catalessi imposta dal capitale. È tempo di capire che l’ineroe nihilista, questo egotista dell’autodistruzione e dell’annientamento, ha i nervi a pezzi, e che persiste con crescente difficoltà. Nessun ottimismo è lecito sulla facilità dell’impresa, ma è tempo di non lasciare accidiosamente ingrassarsi il verme del pessimismo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se due “persone” non possono mai veramente congiungersi, ma soltanto vieppiù separarsi, è dunque vero un altro proverbio della “realpolitik”, secondo il quale l’estasi dell’uno comprende necessariamente la disillusione dell’altro? Si tratta ancora una volta della consumazione di un sacrificio? Da quando la schizofrenia è una condizione del sociale, ciascuno si guarda vivere sentendosi morire. Innanzitutto, chi è il soggetto reale: l’io che guarda? L’io che “agisce”? Alla soglia dell’estasi, uno dei due deve morire. È questo, il sacrificio necessario. Ogni sortita dal sé, è un’uccisione di sé.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3265617193248873133?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3265617193248873133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3265617193248873133&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3265617193248873133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3265617193248873133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/12/contro-gli-elenchi-e-il-fiume-di.html' title='Un manuale per la sopravvivenza'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4199966420893416385</id><published>2010-11-23T07:09:00.001+01:00</published><updated>2011-12-18T07:57:33.171+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filìa'/><title type='text'>23 Novembre 1980</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TOta_TmBzgI/AAAAAAAAAFs/U-T3BvD-20o/s1600/Snodo_tubi_inn%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542623810047561218" src="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TOta_TmBzgI/AAAAAAAAAFs/U-T3BvD-20o/s320/Snodo_tubi_inn%255B1%255D.jpg" style="cursor: hand; display: block; height: 240px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Abbiamo visto il palmo delle mani sporco di ruggine&lt;br /&gt;dopo aver percorso le scale a due a due&lt;br /&gt;aggrappandoci alla ringhiera quasi divelta saltando&lt;br /&gt;gli scalini spaccati. Dopo nelle piazze e nei parcheggi&lt;br /&gt;abbiamo sentito il gelo riempire il vuoto e il silenzio&lt;br /&gt;il mormorio di coperte avvolte sulle spalle&lt;br /&gt;dei falò sulle scalinate di chiese e fontane.&lt;br /&gt;Non avevamo capito che il terremoto era appena&lt;br /&gt;iniziato, che avremmo dovuto aggirarci in un fragore&lt;br /&gt;di tubi Innocenti e siringhe di cemento armato&lt;br /&gt;di lavori in corso e doppi turni. Checco o’ cecov&lt;br /&gt;mi chiamavamo alle elementari, per gli occhiali,&lt;br /&gt;alcuni scherzavano altri picchiavano, io&lt;br /&gt;mi difendevo a denti e graffi a calci nelle palle.&lt;br /&gt;Ci prendevamo a mazzate all’uscita della scuola&lt;br /&gt;rubavamo qualcosa nei negozi evitando i calci&lt;br /&gt;in culo e i chitemmuort, tornavamo urlando&lt;br /&gt;o tacendo mentre nei vicoli teste affioravano&lt;br /&gt;dai muretti di contenimento, come alieni, armati&lt;br /&gt;di lacci emostatici e siringhe. Altri sparavano&lt;br /&gt;qualcuno moriva qualcuno si arricchiva.&lt;br /&gt;Abbiamo imparato di nuovo a contare da zero&lt;br /&gt;ad avere un nuovo prima e dopo come fosse&lt;br /&gt;un’altra nascita di cristo come lo era stato prima&lt;br /&gt;il colera o la guerra, per chi se la ricordava. Ma&lt;br /&gt;da allora, veramente, dalle sette e trentaquattro di quella&lt;br /&gt;domenica sera, lo giuro, io, non ci ho capito più niente.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4199966420893416385?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4199966420893416385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4199966420893416385&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4199966420893416385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4199966420893416385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/11/23-novembre-1980.html' title='23 Novembre 1980'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TOta_TmBzgI/AAAAAAAAAFs/U-T3BvD-20o/s72-c/Snodo_tubi_inn%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3441224026893892716</id><published>2010-11-08T18:19:00.004+01:00</published><updated>2011-12-15T20:59:31.273+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TNgy2EYaGzI/AAAAAAAAAGo/Ixn_dX-8Ng0/s1600/testa+italo+foto.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537231646322465586" src="http://1.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TNgy2EYaGzI/AAAAAAAAAGo/Ixn_dX-8Ng0/s400/testa+italo+foto.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; float: left; height: 192px; margin: 0 10px 10px 0; width: 256px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La divisione della gioia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Italo Testa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un’atmosfera conturbante, sospesa tra le note dissonanti dei Joy Division e la metafisica silenziosa dei quadri di Hopper, questa raccolta si sviluppa come un poema d’amore di lacerante intensità, in cui voci maschili e femminili si richiamano, si scontrano, si cancellano, si confondono.&lt;br /&gt;Un dialogo incessante, in cui si alternano tenerezza e abbandono, rapimento e paura della perdita, e che si dirama come il delta del fiume su cui i personaggi si muovono, si lasciano, si ritrovano, tra sfondi naturali e paesaggi post-industriali che ricordano il Deserto rosso di Antonioni.&lt;br /&gt;Dialogo teatrale o romanzo in versi? A qualunque luogo appartenga, questo libro batte e ribatte senza sosta, con un ritmo fermo e implacabile, la materia dei giorni, la storia di uno e l’ansia di tutti, il canto che silenziosamente accompagna la divisione del dolore e della gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;estratti dal testo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da: Cantieri (sezione I)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;romea, mattina&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui ho appreso la luce sciolta sugli scafi al mattino&lt;br /&gt;il bordo incandescente e l'anima buia dei rami,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui ho imparato a dissipare gli occhi, la bocca, il fiato,&lt;br /&gt;a calarmi all'alba dentro a un vestito di brina,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui ho vegliato sui fossi le canne inanimate nel bianco&lt;br /&gt;la frontalità ignara di pioppi eretti come ceri,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui ho imparato a distinguere nel manto uniforme del giorno&lt;br /&gt;l'intonaco di case insaponate nella nebbia,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui ho perduto nell'acqua il tuo pegno raschiato dal cuore&lt;br /&gt;e in un pomeriggio ignaro ho confuso i corpi e i volti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qui ho consumato gli occhi sul volto lucente del mondo,&lt;br /&gt;qui sull'argine alto mi sono inumato nel freddo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(da: Cantieri)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*****************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da: La divisione della gioia (sezione II)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un luogo qualunque&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…o nella luce artificiale&lt;br /&gt;di un neon credere che la notte&lt;br /&gt;non sia notte, il verde non scintilli&lt;br /&gt;immune da ogni nostro sguardo,&lt;br /&gt;le merci esposte nel silenzio&lt;br /&gt;di una vetrina siano lo sfondo&lt;br /&gt;del nostro tranquillo sovrastare,&lt;br /&gt;del dominio saldo della specie:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e quando nelle insegne  luminose&lt;br /&gt;che ritmano i grani dell’asfalto&lt;br /&gt;hai visto il segno certo, il richiamo&lt;br /&gt;ribattuto da ogni nostro passo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;o in una vetrina, controluce&lt;br /&gt;hai scorto sul ripiano le pose,&lt;br /&gt;le ossa spigolose del suo corpo&lt;br /&gt;segnarti senza più un riparo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;come il giorno che stesa sul letto&lt;br /&gt;ti sei girata, tranquilla, e hai visto&lt;br /&gt;le grate che spartivano il vetro,&lt;br /&gt;e alzandoti di scatto hai detto&lt;br /&gt;che non sarebbe successo niente,&lt;br /&gt;che tutto era ancora intatto&lt;br /&gt;e mentre ti guardavo in silenzio&lt;br /&gt;sei sparita nell’angolo cieco:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;allora ho visto che nulla torna,&lt;br /&gt;che la fragilità ci insidia&lt;br /&gt;dall’interno, dentro le giunture,&lt;br /&gt;s’insinua nelle vene, riveste&lt;br /&gt;la piega opaca dei discorsi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;allora, chiamandoti in disparte&lt;br /&gt;a fianco del letto avrei atteso,&lt;br /&gt;la pelle a toccare il marmo freddo,&lt;br /&gt;che tutto fosse tornato a posto,&lt;br /&gt;il braccio nascosto tra le gambe,&lt;br /&gt;la luce sulle mie cosce nude,&lt;br /&gt;la mano a coprirti il pube:»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*****************&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da: Delta (sezione III)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lo stacco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;saltavo, ancora&lt;br /&gt;inarcavo la schiena&lt;br /&gt;d’un soffio mi levavo&lt;br /&gt;sull’asta tesa&lt;br /&gt;rovesciando la testa&lt;br /&gt;nella luce affondavo&lt;br /&gt;fermo a mezz’aria&lt;br /&gt;con un colpo di ciglia&lt;br /&gt;recidevo i contorni&lt;br /&gt;la pista, i blocchi&lt;br /&gt;dallo sfondo acceso&lt;br /&gt;riversato sugli occhi&lt;br /&gt;nell’aria tersa&lt;br /&gt;eri ferma, tra tanti&lt;br /&gt;sulla terra battuta &lt;br /&gt;le tue cosce lucenti&lt;br /&gt;e tornite dal sole&lt;br /&gt;nel mattino di vita&lt;br /&gt;che il mondo ci offriva&lt;br /&gt;tu mi guardavi scendere&lt;br /&gt;cadere sul tappeto&lt;br /&gt;riaprire gli occhi&lt;br /&gt;volgerli in alto, al cielo&lt;br /&gt;senza vedere niente&lt;br /&gt;per un momento&lt;br /&gt;poi, a poco a poco i tigli&lt;br /&gt;gli spalti in penombra&lt;br /&gt;i tuoi fermagli&lt;br /&gt;brillanti nei capelli&lt;br /&gt;gli altri alle tue spalle&lt;br /&gt;così lontani&lt;br /&gt;dove eravate stati&lt;br /&gt;in quell’istante cieco&lt;br /&gt;dopo lo stacco&lt;br /&gt;e la torsione in volo&lt;br /&gt;dove sarete quando&lt;br /&gt;cadrò senza arrestarmi&lt;br /&gt;sul telo verde&lt;br /&gt;dove mi attenderai&lt;br /&gt;con il tuo sguardo aperto&lt;br /&gt;saprai aspettarmi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Note sintetiche al volume&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Pagine 88&lt;br /&gt;* Prezzo 9.50&lt;br /&gt;* Isbn 9788875801052&lt;br /&gt;* Collana Collana Nuova poetica&lt;br /&gt;* Collocazione Poesia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.transeuropaedizioni.it/?Page=volume.php&amp;amp;id_collana=22&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italo Testa&lt;br /&gt;Italo Testa è poeta, saggista e traduttore. Ha pubblicato la silloge Luce d’ailanto (in Decimo quaderno di poesia italiana, Marcos y Marcos, 2010), l’e-book Non ero io (gammm.org, 2010), il concept canti ostili (Lietocolle, 2007), la raccolta Biometrie (Manni, 2005) e il poemetto Gli aspri inganni (Lietocolle, 2004). &lt;br /&gt;Sue poesie sono state tradotte in inglese, spagnolo e tedesco. Autore di saggi sul pensiero contemporaneo, è co-direttore della rivista di poesia, arti e scritture «L’Ulisse».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3441224026893892716?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3441224026893892716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3441224026893892716&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3441224026893892716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3441224026893892716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/11/la-divisione-della-gioia-di-italo-testa.html' title=''/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TNgy2EYaGzI/AAAAAAAAAGo/Ixn_dX-8Ng0/s72-c/testa+italo+foto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6562568436774507311</id><published>2010-11-05T21:19:00.008+01:00</published><updated>2010-11-07T09:19:32.347+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Nell’esattezza di una meraviglia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TNRndEt5KnI/AAAAAAAAAFk/mKkBOV5oa-w/s1600/9788877992918g%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536163591125281394" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 189px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TNRndEt5KnI/AAAAAAAAAFk/mKkBOV5oa-w/s320/9788877992918g%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;"Se il sentiero tra vegetazione e desideri ti porta/ dove non sai, nominare/ non riesci la pianta della luce di lei// o se il filo dall’abito da sposa/ rinvieni sul lago del sagrato per caso o meraviglia/ senza biancore di freddo/ (piove lo stesso la neve nell’anima..."&lt;/em&gt;. La poesia di &lt;strong&gt;Raffaele Piazza&lt;/strong&gt; è attraversata da una tensione erotica inesauribile, che assume le forme di un verso lirico, liquido e sensuale, ma di una sensualità controllata nel dettato e che si trasfigura in immagini d’amore e stupore, precise e, al tempo stesso, delicate come un fiore appena sbocciato o come le altre vite vegetali presenti in molti dei versi del poeta, emblemi di quella meraviglia che da sempre accompagna lo stare al mondo dell’uomo.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Del Sognato&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; - l’ultimo libro di Piazza, edizioni La vita felice, 2009, con nota critica di Gabriela Fantato - porta al suo nucleo originario la fonte d’ispirazione che da anni contraddistingue i testi dell’autore e, questo nucleo, è rappresentato dal desiderio, che è la sorgente e la materia dei sogni, il sognato per l’appunto. La poesia dà parola a quanto di più profondo e inconscio c’è nel cuore di ogni uomo e sotto questo aspetto la poesia di Piazza appare nella sua unicità e bellezza perché attinge al sacro, presente come apertura originaria in ognuno di noi, basandosi su una vocazione squisitamente lirica, nella sua accezione più pura e alta.&lt;br /&gt;Il libro è diviso in due sezioni, la prima &lt;em&gt;Mediterranea&lt;/em&gt;, che, come si evince dal titolo, è pervasa da un lucore meridiano e solare, dove, come sottolinea la Fantato nella sua nota critica, “ è ancora possibile cercare e talvolta, forse, incontrare nei testi di questo poeta l’espressione della gioia “semplice” del corpo esposto al sole, alla bellezza del paesaggio”, ma che in controluce fa emergere una malinconia lunare, quasi che anche la dimora mediterranea fosse vissuta come un esilio, come appare evidente dalla bellissima &lt;em&gt;Messaggio dall’esilio&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Tornano, giocano con parole di abete/ e rondini gli amici: distanze abbreviate/ di treno se ti aveva portata e non il tuo/ pensiero nell’intessersi il ritmo/ del Mediterraneo a voci fuori campo:/ vita ritrovata in esili stelle in lune/ aranciate senza profeti sull’ordine/ dei tuoi petali disposti ad angolo dell’anima a fare scudo all’avvicinarsi/ di atomi di giorni su questa carta...&lt;/em&gt;).&lt;br /&gt;L’altra sezione è quella che dà il titolo all’opera e qui sembra che il lettore, seguendo la parola del poeta, si possa abbandonare definitivamente al naufragio delle sensazioni, quasi come un Odisseo il cui destino è, però, nell’eterno presente della contemporaneità, quello di perdersi in un oceano di camere e pareti, di Internet, molto presente e grande intuizione di queste poesie, e dell’inconscio che ci parla per apparizioni, miraggi, enigmi, ninfe e fate, queste ultime riassunte dal nome di Alessia (&lt;em&gt;Ora dietro al nido delle/ ore dorme/ nell’esattezza di una meraviglia/ Alessia...&lt;/em&gt;), quasi una novella Calipso o sirena che avvince a sé l’io lirico del poeta e, con la malia di parole sussurrate e di gesti accennati, appare e scompare dal mare immateriale della rete. In questo viaggio in un mare invisibile l’unica possibile Itaca per il poeta, come mostrano la prima e l’ultima poesia del libro, è il tavolo da lavoro, da cui si parte scrivendo e a cui si ritorna sempre, dimora che ci attende ma anche luogo dei nostri fantasmi da combattere e nominare, "&lt;em&gt;Aprile in verde esce di scena ci lascia/ il tavolo di lavoro con le copie dell’anima/ una mela addentata a dare una gioia rimasta/ nel trasmigrare dei pensieri". &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Francesco Filia &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6562568436774507311?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6562568436774507311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6562568436774507311&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6562568436774507311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6562568436774507311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/11/nellesattezza-di-una-meraviglia.html' title='Nell’esattezza di una meraviglia'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TNRndEt5KnI/AAAAAAAAAFk/mKkBOV5oa-w/s72-c/9788877992918g%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7612486776723812412</id><published>2010-10-23T20:18:00.002+02:00</published><updated>2010-10-23T20:21:48.057+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Parole in circuito</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TMMnkmo70tI/AAAAAAAAAFc/PrGyVeSM_fM/s1600/Fermenti4%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5531308277142115026" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 142px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TMMnkmo70tI/AAAAAAAAAFc/PrGyVeSM_fM/s320/Fermenti4%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Fresca di stampa la nuova Antologia dell’Editrice Fermenti di Roma, dal titolo “Parole in circuito” (sottotitolo “Fatti non parole”).&lt;br /&gt;Si tratta di un volume antologico che raccoglie le voci poetiche di dieci noti poeti, appartenenti a diverse generazioni: &lt;strong&gt;Domenico Cipriano, Stelvio Di Spigno, Francesco Filia, Antonio Fiori, Lucetta Frisa, Anton Pasterius, Raffaele Piazza, Raffaele Urraro, Giuseppe Vetromile e Giuseppe Vigilante.&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Gli autori che in questa sede sono stati selezionati –&lt;/em&gt; precisa Raffaele Piazza, curatore dell’antologia, &lt;em&gt;– presentano poetiche tra loro molto eterogenee. Ci troviamo infatti di fronte ad un campione di significativi versificatori che, sviluppando vari discorsi, avendo stili completamente diversi l’uno dall’altro, raggiungono tutti esiti alti.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Ciascun autore è introdotto con una breve ma approfondita analisi della sua poetica e, oltre a un’ampia selezione di testi, è presente una esauriente nota bio–bibliografica che aiuta a meglio individuare il percorso di ogni autore.&lt;br /&gt;E’ senz’altro un volume che offre ampi spunti di riflessione sui alcuni interessanti percorsi poetici attuali, bene indicati nell’ottima introduzione del curatore, il poeta &lt;strong&gt;Raffaele Piazza&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Parole in circuito" (Fatti non parole), Antologia Nuovi Fermenti nr. 4, Fermenti Editrice, Roma, 2010. Pagg. 150, Euro 18.00&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7612486776723812412?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7612486776723812412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7612486776723812412&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7612486776723812412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7612486776723812412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/10/parole-in-circuito.html' title='Parole in circuito'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TMMnkmo70tI/AAAAAAAAAFc/PrGyVeSM_fM/s72-c/Fermenti4%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1514613511227380730</id><published>2010-09-22T12:06:00.006+02:00</published><updated>2010-11-05T21:19:13.156+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Il tradimento di chi è felice</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TJnVvzqL7XI/AAAAAAAAAFU/iaedYtxOuFQ/s1600/20100521125020%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5519677835616972146" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 221px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TJnVvzqL7XI/AAAAAAAAAFU/iaedYtxOuFQ/s320/20100521125020%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Se davvero esisti, se non sei/ una stupida chimera, o un’allucinazione della notte,/ scendi, mostrati, svelaci il tuo segreto!” Leggendo &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Stazioni&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; (Nuova Editrice Magenta, 2010), l’ultimo libro del poeta, saggista e traduttore &lt;strong&gt;Giancarlo Pontiggia&lt;/strong&gt;, la condizione che mi è parsa subito predominante è quella dell’attesa - non a caso il libro è stato scritto negli ultimi mesi del 1999, alla vigilia del nuovo millennio - di un’attesa di qualcosa al tempo stesso imminente e impossibile. In questo testo, scritto per il teatro, sono rappresentati personaggi colti in uno stato di sospensione, di indefinitezza, ma comunque di preparazione, di tensione verso qualcosa che non si conosce, o forse che si conosce fin troppo bene, come traspare dalla quasi totalità dei frammenti di quest’opera, ossia il nulla, la morte, personificata in alcuni dei dialoghi e presenza incombente o sotterranea in tutti gli altri.&lt;br /&gt;Pur essendoci sullo sfondo questa dimensione angosciosa, non emerge predominante, nelle figure tratteggiate dall’autore, la disperazione, che sicuramente c’è o c’è stata, ma si è trasformata in rassegnazione, ironia, “bizzarri umori”, antica sapienza e questa sedimentazione dà a tutta l‘opera un tono uniforme, allucinato, ma al tempo stesso domestico, intimo, come di una verità - anche quella della fine di ogni verità, al di là di ogni paradosso scettico - che non va urlata ma sussurrata, magari sotto un cielo grigio e uggioso. Ed è forse quest’ultimo aspetto il fascino maggiore del libro, nonostante passaggi bellissimi, definitivi e sapienziali, che fanno impennare il tono complessivo del discorso ( “si è soli... soli... nell’abisso del Tempo...”).&lt;br /&gt;L’opera - ambientata a Milano, città che ha il ruolo di una vera e propria protagonista, motore immobile di tutti i dialoghi - è stata concepita dall’autore come composta da scene teatrali che si susseguono o su un palco ruotante o intervallate da spazi e suoni di demarcazione. Queste scene sono le stazioni del titolo e, come sottolinea lo stesso Pontiggia nella seconda di copertina, il “riferimento è alle stazioni della via Crucis, ma anche al significato etimologico del vocabolo: luoghi dove si sta spesso per caso, dove si è condannati a stare, e dunque anche gironi purgatoriali”. Ed è proprio la dimensione purgatoriale, più vicina alla condizione dell’uomo su questa terra, che rende veritieri anche i dialoghi apparentemente più violenti e “assurdi”. In fondo, nella vita non c’è né la disperazione definitiva dell’inferno, né la beatitudine dell’essere presso dio, ma uno stato intermedio - intermedio come il genere scelto, tra il dialogico e la rappresentazione scenica - tra la speranza, fosse anche solo quella legata al passaggio dell’autobus Novantaquattro, di una felicità irraggiungibile e la rassegnazione a una vita grigia, “avvilente” e anonima. E, in questo stato, quei pochi che osano dichiararsi felici, come Ottavio, il barbone della prima stazione, sono dei traditori perché rinnegano la condizione comune a tutti gli uomini: l’infelicità. Anzi se sono felici ne devono sentire tutta l’illusorietà, la colpa e lo scandalo. La felicità non è per gli uomini, semmai è un dono divino, che però l’uomo contemporaneo e metropolitano, non può che sentire come un’attesa sempre più remota e impossibile. In questo libro, se c’è consolazione, è nella parola stessa (poetica o quotidiana e triviale), anche la più crudele, ma in quanto crudele è sentita da chi scrive e da chi legge come veritiera e portatrice di un’etica autentica e dolorosa, che non rinuncia a un umorismo feroce, di chi sa che gli autori che hanno messo su quella recita senza repliche che è la vita, se ci sono, “sono alla frutta. Non hanno più idee, più niente da dire, e ci piantano qui, nella merda”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Francesco Filia&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1514613511227380730?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1514613511227380730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1514613511227380730&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1514613511227380730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1514613511227380730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/09/il-tradimento-di-chi-e-felice.html' title='Il tradimento di chi è felice'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TJnVvzqL7XI/AAAAAAAAAFU/iaedYtxOuFQ/s72-c/20100521125020%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-935492245253121145</id><published>2010-09-18T15:50:00.003+02:00</published><updated>2010-09-18T15:55:38.690+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Chi è il carnefice</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TJTD51OW8wI/AAAAAAAAAGg/qG-cFrr3DY8/s1600/resti+umani.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TJTD51OW8wI/AAAAAAAAAGg/qG-cFrr3DY8/s400/resti+umani.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5518250841742963458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il ventre di uno squalo bianco&lt;br /&gt;appena pescato in mare&lt;br /&gt;squarciato&lt;br /&gt;contiene resti umani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è d'obbligo il dna&lt;br /&gt;per capire chi è la vittima&lt;br /&gt;ma..........................&lt;br /&gt;chi.........................&lt;br /&gt;è...........................&lt;br /&gt;il..........................&lt;br /&gt;carnefice...................&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-935492245253121145?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/935492245253121145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=935492245253121145&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/935492245253121145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/935492245253121145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/09/chi-e-il-carnefice.html' title='Chi è il carnefice'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TJTD51OW8wI/AAAAAAAAAGg/qG-cFrr3DY8/s72-c/resti+umani.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-2959098308547017488</id><published>2010-09-11T22:49:00.006+02:00</published><updated>2011-03-18T12:22:34.780+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gli Dèi'/><title type='text'>Scogliera</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TIvrs_w_Y_I/AAAAAAAAAFM/GIpGY_L580g/s1600/800px-Vivara_vista_solchiaro%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5515761326908990450" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 195px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TIvrs_w_Y_I/AAAAAAAAAFM/GIpGY_L580g/s320/800px-Vivara_vista_solchiaro%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corriamo nel grigio cenere della polvere e il frinire di cicale non ancora morte. Il primo scavalca il cancello, seguito dagli altri. Maglie e costumi restano impigliati tra le sbarre o si strappano, mentre la pelle è graffiata dal filo spinato. Il sangue rapprende e coagula all’aria.&lt;br /&gt;Mezzogiorno è alto nel cielo, infuoca l’aria e arde la terra. Ogni cosa è conficcata nell’orizzonte. La macchia di piante e arbusti è bruciata dal sole e piegata da passi radi che creano il sentiero. L’odore pungente di rosmarino penetra le nostre narici. La nostra pelle di ragazzi è spessa e scura e i muscoli affiorano guizzanti e pronti alla prova.&lt;br /&gt;Paco arriva per primo alla sommità della scogliera. Guarda in basso nel riverbero del mare, si volta nella nostra direzione e, nel silenzio del meriggio, balza in perfetto equilibrio di roccia in roccia . Noi seguiamo il percorso indicato.&lt;br /&gt;Arriva nel luogo prescelto, Paco getta il telo sugli scogli e lancia le scarpe in mare, ad indicare il punto dove entrare in acqua. D’un tratto si slancia nell’aria e fende lo specchio del mare con le mani giunte e la testa e il corpo protesi. Barone lo segue e poi ogni altro respira e si tuffa nel vuoto. I corpi nuotano in apnea tra lame di luce nel blu cobalto. Risalgono e affiorano respirando a pieni polmoni. Le grida e i richiami rimbalzano tra le rocce. Inizia la conta di chi è in acqua e gli occhi si alzano su quelli rimasti sulla costa.&lt;br /&gt;“Tuffati! Tuffati senza guardare!” Ora le voci della banda confondono il Piccolo. Il rito è iniziato. La banda esige la prova. Gli sguardi non confortano ma sfidano. L’impatto stordisce ma il Piccolo è in acqua. Resta solo Azzolini, esita per due volte sul ciglio da varcare e non resta che lo scherno, chi non sente la prova è fuori e si ritira nell’ombra. C’è chi rimane a fissare la propria esclusione.&lt;br /&gt;I volti segnati dal sale scorgono con precisione la preda, il riccio è preso, spaccato e succhiato via. La sfida continua e l’altezza è sempre maggiore, il corpo di Paco s’inarca sicuro nel balzo più alto, un gesto descrive la traiettoria nell’aria. Un frutto di mare è sottratto al fondale e lasciato su uno scoglio a marcire. Un ultimo slancio e risaliamo gli scogli, nessuno si volta. Vivara alle nostre spalle giace nel sole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-2959098308547017488?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/2959098308547017488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=2959098308547017488&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2959098308547017488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2959098308547017488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/09/scogliera.html' title='Scogliera'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TIvrs_w_Y_I/AAAAAAAAAFM/GIpGY_L580g/s72-c/800px-Vivara_vista_solchiaro%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1612816683587281078</id><published>2010-09-08T15:53:00.010+02:00</published><updated>2011-03-18T12:23:37.318+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gli Dèi'/><title type='text'>Ionica</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TIeabcB6mvI/AAAAAAAAAFE/RuZOjbqvBDQ/s1600/ionica%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5514546064909834994" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TIeabcB6mvI/AAAAAAAAAFE/RuZOjbqvBDQ/s320/ionica%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ionica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se abbiamo abbattuto le loro statue&lt;br /&gt;se li abbiamo scacciati dai loro templi&lt;br /&gt;non per questo gli dèi sono morti. O terra&lt;br /&gt;di Ionia, sei tu ch’essi amano ancora.&lt;br /&gt;Quando il mattino d’agosto ti avvolge tutta&lt;br /&gt;nella tua aria passa un vigore di quella loro&lt;br /&gt;vita e una figura d’efebo, indecisa,&lt;br /&gt;immateriale, a volte corre via veloce&lt;br /&gt;sull’alto delle tue colline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(traduzione di Margherita Dalmàti e Nelo Risi, Einaudi 1968)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ionica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se, frantumati i loro simulacri,&lt;br /&gt;noi li scacciammo via dai loro templi,&lt;br /&gt;non sono morti per ciò gli dei.&lt;br /&gt;O terra della Ionia, ancora t'amano,&lt;br /&gt;l'anima loro ti ricorda ancora.&lt;br /&gt;come aggiorna su te l'alba d'agosto,&lt;br /&gt;nell'aria varca della loro vita un èmpito,&lt;br /&gt;e un'eteria parvenza d'efebo,&lt;br /&gt;indefinita, con passo celere,&lt;br /&gt;varca talora sulle tue colline.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(traduzione di Filppo Maria Pontani, Mondadori 1961)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni giorni di quest'ultimo agosto li ho trascorsi in Calabria (la cosa più greca che abbiamo in Italia, a mio avviso), tra Reggio, Melito, Scilla e, in un pomeriggio al mare, mi sono tornati in mente sia la poesia di Kavafis sia il discorso di Chirone a Giasone nella Medea di Pasolini,poi è affiorato alla mente un rumore particolare, o forse è il rumore che mi ha fatto ricordare la poesia e il film, che da bambino mi incantava: la risacca delle onde tra le pietre...Ecco per me gli dèi sono lì, in quel rumore in quel silenzio ad esso sotteso...ma ormai da millenni la loro voce è flebile, la natura è diventata naturale e l'ascolto è sempre più remoto e stentato, eppure, pur non tentando un ritorno impossibile, nella lontananza qualcosa può essere ancora intercettato e reso con il linguaggio che più ci è vicino, la sfida che gli dèi ci pongono è questa in fondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1612816683587281078?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1612816683587281078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1612816683587281078&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1612816683587281078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1612816683587281078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/09/ionica.html' title='Ionica'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/TIeabcB6mvI/AAAAAAAAAFE/RuZOjbqvBDQ/s72-c/ionica%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-2677936664207876429</id><published>2010-09-05T16:19:00.003+02:00</published><updated>2011-03-18T12:24:25.137+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gli Dèi'/><title type='text'>la maledizione della santità</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/6LZvcFDI-p4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/6LZvcFDI-p4?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" width="425" height="344" allowscriptaccess="never" allowfullscreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-2677936664207876429?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/2677936664207876429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=2677936664207876429&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2677936664207876429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2677936664207876429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/09/la-maledizione-della-santita.html' title='la maledizione della santità'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-480219816186856618</id><published>2010-08-31T17:38:00.001+02:00</published><updated>2011-12-15T20:51:54.362+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>la voce di leo de berardinis in un particolare riccardo III</title><content type='html'>&lt;object height="344" style="background-image: url(http://i3.ytimg.com/vi/2dngOvIse6c/hqdefault.jpg);" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2dngOvIse6c?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/2dngOvIse6c?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" width="425" height="344" allowScriptAccess="never" allowFullScreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-480219816186856618?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/480219816186856618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=480219816186856618&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/480219816186856618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/480219816186856618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/08/la-voce-di-leo-de-berardinis-in-un.html' title='la voce di leo de berardinis in un particolare riccardo III'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' 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cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com'è grande il pensiero che veramente &lt;em&gt;nulla a noi è dovuto&lt;/em&gt;. Qualcuno ci ha promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché morire? Non sono mai stato vivo come ora, mai così &lt;em&gt;adolescente&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla si assomma al resto, al passato. Ricominciamo sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Il mestiere di vivere, annotazioni del 22, 27 novembre 1945; 16 agosto 1950)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-5671555180982605584?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/5671555180982605584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=5671555180982605584&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5671555180982605584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5671555180982605584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/08/cesare-pavese-santo-stefano-belbo-9.html' title='Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950)'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/THdhududJ7I/AAAAAAAAAE8/CpfZMQZpgUI/s72-c/cesare-pavese%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1512601873896171425</id><published>2010-08-20T11:47:00.007+02:00</published><updated>2010-08-20T23:20:08.387+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Guarda c'è un toro che vola</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TG5TSszTgYI/AAAAAAAAAGQ/BjJ0To46yJ0/s1600/toro+sulla+folla.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 130px; height: 80px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TG5TSszTgYI/AAAAAAAAAGQ/BjJ0To46yJ0/s400/toro+sulla+folla.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5507430975049793922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;IL gene dice che sei impazzito&lt;br /&gt;perché non è scritto &lt;br /&gt;che un toro possa volare,&lt;br /&gt;che una bestia possa rovesciare&lt;br /&gt;il rapporto tra vittima e carnefice.&lt;br /&gt;Cosa ha spaventato di più in quel salto?&lt;br /&gt;La fuga, lo slancio&lt;br /&gt;o la precisione con la quale&lt;br /&gt;hai afferrato il punto d'appoggio,&lt;br /&gt;il modo in cui il tuo zoccolo duro&lt;br /&gt;ha trovato il ferro?&lt;br /&gt;C'era qualcosa d'intelligente&lt;br /&gt;o di disperato in quel gesto?&lt;br /&gt;Sapremo imitarlo?&lt;br /&gt;Che perdita per la folla,&lt;br /&gt;che fallimento,&lt;br /&gt;vederti prendere il volo!&lt;br /&gt;Come se fossi l'essere più dignitoso&lt;br /&gt;tra ragazze in bikini&lt;br /&gt; speranzose&lt;br /&gt;di vederti salivare sangue&lt;br /&gt;nel momento della stoccata finale.&lt;br /&gt;I tuoi polmoni non si sono riempiti di schiuma&lt;br /&gt;ma d'aria, o magnifica bestia sovrumana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1512601873896171425?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1512601873896171425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1512601873896171425&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1512601873896171425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1512601873896171425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/08/il-volo-di-un-toro.html' title='Guarda c&apos;è un toro che vola'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/TG5TSszTgYI/AAAAAAAAAGQ/BjJ0To46yJ0/s72-c/toro+sulla+folla.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8575142746406221456</id><published>2010-04-25T18:01:00.003+02:00</published><updated>2011-12-18T07:57:57.551+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filìa'/><title type='text'>Gli anni sottratti</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/S9Rvzqsz6UI/AAAAAAAAAEs/XkbjHoJtZeI/s1600/Resurrection_detail%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464115181333506370" src="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/S9Rvzqsz6UI/AAAAAAAAAEs/XkbjHoJtZeI/s320/Resurrection_detail%5B1%5D.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 236px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 212px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Se si potesse prendere e farne una palla&lt;br /&gt;Di stracci, di quello che chiamano passato,&lt;br /&gt;Lo farei. Ma è qui e stringe la gola e i polsi,&lt;br /&gt;più presente di questi attimi graffiati su un foglio&lt;br /&gt;di ogni distrazione, più presente di te, amore mio.&lt;br /&gt;Il gesso ancora stride sulla lavagna.&lt;br /&gt;Tra me e te c’è una soglia di buio,quasi una luce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8575142746406221456?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8575142746406221456/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8575142746406221456&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8575142746406221456'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8575142746406221456'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/04/gli-anni-sottratti.html' title='Gli anni sottratti'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/S9Rvzqsz6UI/AAAAAAAAAEs/XkbjHoJtZeI/s72-c/Resurrection_detail%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-2177576916935986638</id><published>2010-03-22T21:38:00.004+01:00</published><updated>2011-12-18T07:58:26.337+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filìa'/><title type='text'>Epilogo</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/S6fWDE0UamI/AAAAAAAAAEk/y_Kasn7Jkck/s1600-h/Greed%252C_1924%252C_19_epilogo%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5451561222276409954" src="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/S6fWDE0UamI/AAAAAAAAAEk/y_Kasn7Jkck/s320/Greed%252C_1924%252C_19_epilogo%5B1%5D.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; display: block; height: 235px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 320px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ogni tentativo d’ordine è fallito&lt;br /&gt;Vigerà un ricordo, un’attrazione&lt;br /&gt;Limature di ferro polarizzate&lt;br /&gt;un non luogo a procedere&lt;br /&gt;il profumo di un ospite andato via.&lt;br /&gt;L’inquietudine sarà un domandare&lt;br /&gt;ulteriore, forse un riserbo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-2177576916935986638?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/2177576916935986638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=2177576916935986638&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2177576916935986638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2177576916935986638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/03/epilogo.html' title='Epilogo'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/S6fWDE0UamI/AAAAAAAAAEk/y_Kasn7Jkck/s72-c/Greed%252C_1924%252C_19_epilogo%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3345837131978594305</id><published>2010-03-10T11:02:00.002+01:00</published><updated>2010-03-10T11:03:12.229+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Tutti al sud ché qui al nord nevica</title><content type='html'>11 MARZO ORE 20,30 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER “I GIOVEDI’ DI SUD”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Incontro con Vincenzo Frungillo&lt;br /&gt;In questo fine inverno che non molla, ci sta bene un autore tosto,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;un poeta che scrive in ottave moderne per infilarsi in angoli scomodi della Storia, dando voce a ragazze guerriere di eroismi inutili e rimossi. Insomma, ve lo immaginate voi un poema sulle nuotatrici della DDR alle Olimpiadi del 1980? Lui sì…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Frungillo (Napoli 1973). Dopo Fanciulli sulla via maestra (Palomar, 2002), nel 2009 arriva il lavoro che gli dà la fama, il poema in cinque canti Ogni cinque bracciate (Le Lettere). Da qualche anno porta avanti, con ammirevole coerenza di studio e frutti, una ricerca sulle ragioni dell’epica nella poesia contemporanea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FRANCESCA, ANNA E LUCIANO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER INFO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LUCIANO 3407373943&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ANNA: 3332876930&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3345837131978594305?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3345837131978594305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3345837131978594305&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3345837131978594305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3345837131978594305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/03/tutti-al-sud-che-qui-al-nord-nevica.html' title='Tutti al sud ché qui al nord nevica'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-92179704444201149</id><published>2010-02-16T10:43:00.002+01:00</published><updated>2010-02-16T10:48:42.052+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>da Note Sergio Soda Star</title><content type='html'>posto da GAMMM (febbraio 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN ALTRO APPASSIONATO DI NIENTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta un altro appassionato di niente. Questa storia si ambienta nella città caserta in provincia di napoli dove questo personaggio andava avanti senza prospettive essendo convinto che niente poteva appassionarlo, e cioè non amando il niente ma non amando niente. Questa differenza che lui faceva aveva sempre molte difficoltà a spiegarla perché spesso non appena diceva che era appassionato di niente e soprattutto che studiava filosofia nell’università di caserta moderna tutti pensavano che era il classico filosofo che faceva quei discorsi sul nulla, sull’infinito, sul cosmo ecc. ma non era così. Comunque finalmente gli studi finirono, e arrivò alla laurea alla quale presentò una tesi con un titolo assurdo che addirittura lo fece sfottere anche da parte dei suoi professori e dei parenti mentre discuteva, si chiamava Aprimenti veritativi: come autentificare e disvelare l’ontico in provincia di napoli. Lui però essendo disoccupato voleva continuare gli studi perché aveva già inventato un progetto che si chiamava Oltre l’aprimento veritativo. Linguaggio democratico e società civile, ma il professore gli disse che adesso era meglio se cercava un lavoro anche perché era un ottimo momento soprattutto nei coll centers e purtroppo avevano tagliato i fondi per la ricerca consigliandogli di scriversi alla cgl anche perché la situazione a caserta era quello che era. Lui certamente non fu felice ma il ragionamento che fece fu questo: “per me una cosa vale l’altra, nell’estasi del linguaggio. Ma questo non vuol dire che non proverò a spendere questo titolo a napoli, o che non proporrò il mio progetto di studio nelle università di quella metropoli”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN ALTRO APPASSIONATO DI PASSATO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta un altro appassionato di passato. Lui trascorreva tutta la giornata pensando al passato non apprezzando il presente e il futuro che lui considerava delle fasi inutili infatti diceva che il presente non gli interessava e il futuro non esisteva ancora. Invece tutto il passato gli sembrava bellissimo e soprattutto la sua infanzia alla quale si era divertito moltissimo e aveva fatto delle ottime amicizie che gli erano anche rimaste, e anche dal punto di vista storico diceva che la preistoria era stata un’età eccezionale in cui anche se l’uomo doveva combattere con i dinosauri certamente viveva in un ambiente non inquinato a mangiava cibo sanissimo. Ma la cosa strana era che lui amava non solo il passato come epoca ma anche come tempo infatti usava sempre dei verbi come andai feci dissi bevei che purtroppo secondo lui stavano scomparendo e che dovevano essere conservati da tramandare ai nostri figli. Una volta però durante un viaggiò in Inghilterra conoscé due ragazze di Brescia che purtroppo lo sfotterono tutta la serata perché lui facendo dei racconti usava proprio quel passato remoto che loro consideravano una negrata ovvero roba da siciliani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN ALTRO APPASSIONATO DI AMORE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era una volta una persona molto particolare e cioè un altro appassionato d’amore. Lui aveva preso questa passione alle medie in cui non prendeva un canale che trasmetteva i film porno e quindi a differenza degli amici si toccava sui film normali come love story, napoleone, kramer contro kramer ecc. e quindi provava il piacere soprattutto sui baci, e ovviamente il passaggio dai baci all’amore era quasi automatico. Quando la mattina andava in classe mentre gli amici raccontavano di Cicciolina che veniva urinata addosso da tre uomini oppure di un porno tedesco dove c’era una comparsa per portare un secchio per contenere la masturbazione di un pony da parte di una ragazza, lui raccontava che aveva visto un bacio bellissimo oppure di una coppia che alla fine aveva fatto pace chiaramente sviluppando su di lui la rabbia dei compagni. Anche crescendo la sua passione non cambiò creandogli però molte difficoltà con gli altri e anche con le donne che dicevano che era omosessuale. Questa favola ci fa capire che molto spesso il nostro destino può dipendere anche da fatti casuali come la non presa di un canale televisivo, e che le donne spesso non sono molto sensibili nei confronti di quegli uomini che non avendo una cultura pornografica le trattano delicatamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-92179704444201149?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/92179704444201149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=92179704444201149&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/92179704444201149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/92179704444201149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/02/da-note-sergio-soda-star.html' title='da Note Sergio Soda Star'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7452604979394518380</id><published>2010-01-25T11:01:00.002+01:00</published><updated>2010-01-25T11:02:48.543+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Da Absolute Poetry</title><content type='html'>Ogni cinque bracciate di Vincenzo Frungillo. Appunti per la nuova epica italiana (3/3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;postato il 2010-01-22 13:26:13&lt;br /&gt;da Valerio Cuccaroni&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiudo i miei Appunti per la nuova epica italiana, tentativo di allargare alla poesia italiana contemporanea il discorso aperto sulla narrativa dal saggio New Italian Epic di Wu Ming, postando una recensione dedicata al poemetto in ottave Ogni cinque bracciate di Vincenzo Frungillo, pubblicata su «Poesia» n. 245, gennaio 2010.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cfr. Appunti 1/3 e Appunti 2/3&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Frungillo, Ogni cinque bracciate, Le Lettere, Firenze, 2009, pp. 130, 20 €&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’epica affonda le sue radici nella storia, una storia che si fa mito di fondazione. Dall’Iliade all’Eneide, dalla Chanson de Roland alla Gerusalemme liberata. Ogni popolo ha il suo grande poema epico. O meglio, lo aveva. Perché la modernità, che dal Romanticismo in poi ha identificato la poesia con la lirica, ha privilegiato prima il romanzo poi il cinema per i suoi slanci epici. È per questo che, presentando il poema in ottave di Vincenzo Frungillo Ogni cinque bracciate nel risvolto di copertina, Andrea Cortellessa esordisce domandadosi «Cosa si può immaginare di più inattuale, oggi, di un poema epico in ottave?». Cinque ottave per ogni sequenza, cinque sequenze per ogni canto, per un totale di cinque canti, più un proemio e un epilogo. &lt;br /&gt;Tuttavia l’inattualità è solo apparente: innanzitutto perché, come nota giustamente lo stesso Cortellessa, «nella generazione di Frungillo – magari guardando a esempi ormai remoti come quelli di Pagliarani della Ragazza Carla e della Ballata di Rudi – significativamente si assiste a un rinnovato anelito a raccontare storie, anche in poesia, che una buona volta superino lo spazio ristretto della soffocante “cameretta lirica”», ma soprattutto perché alla tensione verso l’ordine e la misura si contrappone una dismisura tutta moderna. Dismisura evidente, a livello metrico, nella prima sequenza del quarto canto, emblematicamente intitolata La caduta, la quale non è in ottave; nella prima sequenza del canto sucessivo, incisa da spazi bianchi e puntini di sospensione; nei molti versi ipermetri e nelle frequenti rime impefette, che ora prendono la forma di assonanze («braccia / gabbia»; «lenta / allena»), ora di rime per l’occhio («parabola / gola»; «vittoria / euforia / gloria»).&lt;br /&gt;La dialettica fra misura e dismisura, armonia e disarmonia è invero la cifra distintiva di tutto il poema, in cui è narrata la storia della squadra femminile di nuoto della DDR, che alle Olimpiadi di Mosca del 1980, come ricorda Frungillo, «sbalordì il mondo per i record inarrivabili e per la giovane età delle loro atlete», i cui corpi «avevano qualcosa di mitologico; erano una sintesi tra la forza maschile e l’armonia femminile; erano il volto del comunismo nel mondo, erano delle aliene». &lt;br /&gt;Lungi dall’essere l’apologia delle loro imprese, Ogni cinque bracciate è, per così dire, il referto del mito, perché «il loro racconto è segnato direttamente sul corpo» e quei corpi furono drogati perché fossero imbattibili. &lt;br /&gt;Alle trasformazioni del “polimorfo” Ulisse, provocate dall’intervento divino di Atena, cantate da Omero, Frungillo sostituisce le mutazioni chimiche, prodotte dal nandrolone somministrato alle nuotatrici dal dott. Starkino, soprannome affibbiato da Frungillo al vero Sportführer (“guida sportiva”) del regime, Manfred Ewald. In Ogni cinque bracciate possiamo rintracciare il mito di fondazione della nostra civiltà, costituita da corpi-chimici, alieni, governati attraverso la bio-politica da un Potere di cui la Repubblica Democratica Tedesca è stata solo una delle tante maschere. &lt;br /&gt;«Il secolo l’ho costretto in una provetta di vetro. / Chi può biasimarmi, se il mio gesto / è stato lo slancio di chi resta al centro, / immobile a fissare il corpo trasformato dall’epo. / So del tempo, del suo infallibile metro, / e in fondo mi vanto di questo; / di un’effimera vittoria sulla Storia, / della soluzione chimica della memoria»: questi versi, che veicolano idee attribuibili al dott. Starkino, non sono solo centrali per comprendere l’intero poema, ma suonano anche come una dichiarazione di poetica. Frungillo stesso, sicuramente conscio del tempo (moderno) e del suo infallibile metro (anti-epico), con le ottave di Ogni cinque bracciate, vere e proprie soluzioni chimiche della memoria, ha ottenuto un’effimera vittoria sulla Storia: una vittoria tanto più importante, quanto più riesce a far emergere, attraverso la metrica trasformata dall’epos, un micro-evento, un fossile dimenticato e far acquisire a questo fossile il valore di un’allegoria epocale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Valerio Cuccaroni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7452604979394518380?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7452604979394518380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7452604979394518380&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7452604979394518380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7452604979394518380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/01/da-absolute-poetry.html' title='Da Absolute Poetry'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1133763332153512539</id><published>2010-01-11T12:58:00.001+01:00</published><updated>2010-01-11T13:01:21.891+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Alcuni "Sonetti da terre straniere" da La Libellula</title><content type='html'>Da La Libellula di Vincenzo Frungillo&lt;br /&gt;pensando ai recenti scontri di Rosarno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emigrazioni. Milano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Escono dai sediolini dei loro viaggi&lt;br /&gt;come tanti nervi vivi dai denti guasti,&lt;br /&gt;portano una piega scomposta della testa&lt;br /&gt;come ruga perenne della loro stanchezza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;è la loro ed è la piega straniera&lt;br /&gt;di chi consce lo spostamento,&lt;br /&gt;il bivio mortale da cui nasce ogni accento,&lt;br /&gt;loro annotano il vento,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;perché è impossibile fermarlo,&lt;br /&gt;tenerlo dentro,&lt;br /&gt;lo spifferano, piuttosto, in uno sbuffo di gelo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nello spazio d’un volto,&lt;br /&gt;scomparendo, ogni giorno, all’alba, di nuovo,&lt;br /&gt;nello sbadiglio del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;V.&lt;br /&gt;Risorgimento. Magenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono Solo Sonno. Si legge sulla centralina elettrica&lt;br /&gt;della stazione di Magenta e in quella scritta&lt;br /&gt;di vernice nera l’energia cinetica&lt;br /&gt;interrompe la sua regola, ritrova la sua etica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora tutto si ferma. E la battaglia,&lt;br /&gt;ricordata con una targa commemorativa&lt;br /&gt;ritorna nella nebbia, così anche le grida.&lt;br /&gt;L’Italia risorge questa mattina dalla poesia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d’un adolescente che finisce l’impresa&lt;br /&gt;iniziata più d’un secolo prima;&lt;br /&gt;resistere alla voce straniera, all’incondizionata resa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;del cupio dissolvi della nuova politica,&lt;br /&gt;descrivere la provincia che fagocita&lt;br /&gt;e il fagocitare che fa dell’Italia provincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VI.&lt;br /&gt;La città del popolo. Völklingen&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora vivo dove riposano gli elefanti&lt;br /&gt;lì, dietro le ciminiere, tra le balle di ferro&lt;br /&gt;puoi trovare il loro cimitero,&lt;br /&gt;hanno la gabbia toracica ancora gonfia nel fiato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono carrelli che salgono piano,&lt;br /&gt;portano carbonfossile al cielo,&lt;br /&gt;dal loro odore si sente quant’è nero.&lt;br /&gt;Un operaio mi viene incontro, mi stringe la mano,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dice che è caduto lavorando-&lt;br /&gt;i fantasmi hanno le dita molli del dubbio&lt;br /&gt;come di chi saluta senza volerlo-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;lui di questo posto è il guardiano,&lt;br /&gt;controlla che nessuno tocchi l’avorio,&lt;br /&gt;quel poco rimasto, dice che adesso solo io posso vederlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VII.&lt;br /&gt;L’onda anomala&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lasci l’istinto minimale,&lt;br /&gt;le cose poco serie, i refusi sul giornale,&lt;br /&gt;a chi ancora crede in una correzione&lt;br /&gt;e fissi l’orizzonte,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la sua pancia gravida di onde.&lt;br /&gt;Resti in piedi nella secca, una sogliola ti fissa,&lt;br /&gt;resta muta la natura, tutt’intorno si ritira&lt;br /&gt;con l’onda di risacca che respira.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Torna! Torna!”&lt;br /&gt;Grida qualcuno dalla riva,&lt;br /&gt;ma tu sai che la marea arriva,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che è l’ultima tua sfida&lt;br /&gt;risalire in superficie,&lt;br /&gt;ritrovare volume, riassaporare la fine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1133763332153512539?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1133763332153512539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1133763332153512539&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1133763332153512539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1133763332153512539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2010/01/alcuni-sonetti-da-terre-straniere-da-la.html' title='Alcuni &quot;Sonetti da terre straniere&quot; da La Libellula'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7443828790741516259</id><published>2009-12-21T13:07:00.004+01:00</published><updated>2011-12-15T20:50:11.456+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>In rete il primo numero de La Libellula</title><content type='html'>Letteratura come politica&lt;br /&gt;Francesco Muzzioli, Letteratura e politica, tra valore simbolico e produttività della contraddizione (pp. 3-9) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Patuelli, La solitudine del lettore. Alla ricerca della parola perduta (pp. 10-16) &lt;br /&gt;Luca Lenzini, L’appuntamento (pp. 17-24)&lt;br /&gt;Erminia Passannanti, Fortini e la traduzione poetica. Verso l’altro: Da Traducendo Brecht alla raccolta Il ladro di ciliegie ed altre versioni di poesia (pp. 25-34) &lt;br /&gt;Clodina Gubbiotti, La poesia novissima, l’informale e il futurismo: Note per un raffronto (pp. 35-52) &lt;br /&gt;Vincenzo Frungillo, Dal corpo esemplare al corpo nero. Eredità classiche e scadenze mito-biologiche nella poesia di Elio Pagliarani (pp. 53-64)&lt;br /&gt;Vincenzo Bagnoli, Poesia per il presente (pp. 65-67) &lt;br /&gt;Bart Van den Bossche, Epic &amp; Ethics. Il NIE e le responsabilità della letteratura (pp. 68-76) &lt;br /&gt;Alessia Risi, Tu sei lei: una chiamata all’impegno politico (pp. 77-86) &lt;br /&gt;Giuliana Adamo, Letteratura ed impegno: l’eredità sciasciana nella narrativa storica di Maria Attanasio (pp. 87-94) &lt;br /&gt;Barry Ryan, Impegno and intertextuality: Renata Viganò’s Appropriation of Dante in L’Agnese va a morire (pp. 95-105) &lt;br /&gt;Gianluca Cinelli, L’eredità di Nuto Revelli (pp. 106-118) &lt;br /&gt;Barbara Pezzotti, Massimo Carlotto e Marcello Fois: la narrativa d’indagine come discorso politico (pp. 119-130) &lt;br /&gt;Rosetta Giuliani Caponetto, Ennio Flaiano’s story on how ‘To Kill Time’(pp. 131-140) &lt;br /&gt;Maria Rizzarelli, «Scegliendo per sempre la vita, la gioventù» Pasolini, Elsa Morante e il ’68 (pp. 141-153) &lt;br /&gt;Stefania Rimini, “In tempo reale”: la rivoluzione al presente del teatro di Ascanio Celestini (pp. 154-162) &lt;br /&gt;Barnaba Maj, La scrittura come traccia creaturale: Terra matta di Vincenzo Rabito (pp. 163-168)&lt;br /&gt;Salvo Torre, La produzione intellettuale è un’attività scomoda. Culture, subalternità e dominio nella società italiana (pp. 169-173)&lt;br /&gt;La Libellula Poesia:&lt;br /&gt;Alda Merini, Se il sole si rompe, una poesia (già) inedita (p. 175)&lt;br /&gt;Stefania Licciardello, Tre poesie (p. 176)&lt;br /&gt;Vincenzo Frungillo, Finali di Storia sott’acqua e Sonetti da Terre Straniere (pp. 178-184)&lt;br /&gt;Marco Giovenale, Quattro malatini (p. 185-186) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;www.lalibellulaitalianistica.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7443828790741516259?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7443828790741516259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7443828790741516259&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7443828790741516259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7443828790741516259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/12/in-rete-il-primo-numero-di-la-libellula.html' title='In rete il primo numero de La Libellula'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8343036873184957516</id><published>2009-12-17T17:52:00.004+01:00</published><updated>2010-02-16T10:49:41.437+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorie dal sottosuolo'/><title type='text'>L'avvocato del diavolo</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SypiGQYXKqI/AAAAAAAAAGA/TRq0Xsknxk8/s1600-h/duomo_milano.12864056_std%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 322px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SypiGQYXKqI/AAAAAAAAAGA/TRq0Xsknxk8/s400/duomo_milano.12864056_std%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416249361482328738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’avvocato del diavolo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tartaglia,&lt;br /&gt;riduce la lingua a pezzi,&lt;br /&gt;la fraziona, non riesce a vederla finita&lt;br /&gt;una frase che sia una&lt;br /&gt;e ricomincia d’accapo&lt;br /&gt;la sintassi della sua genìa&lt;br /&gt;ci riprova tra la gente che s’accalca&lt;br /&gt;melliflua sostanza della Storia,&lt;br /&gt;ci riprova ma tar-ta-glia.&lt;br /&gt;Così anche la piazza&lt;br /&gt;si scompone,&lt;br /&gt;si riduce di scala&lt;br /&gt;e si moltiplica come in quadro&lt;br /&gt;neo cubista, ogni singola faccia&lt;br /&gt;che osserva diventa infinita&lt;br /&gt;diventa piano piano massa,&lt;br /&gt;folla che assiste al comizio&lt;br /&gt;del Signore padrone, un biscione&lt;br /&gt;che s’arrampica sulle guglie cerulee della chiesa&lt;br /&gt;lì dove si celebrava un mese prima&lt;br /&gt;il passaggio terrestre dell’uomo fondatore&lt;br /&gt;dell’Italia risorta dopo la guerra.*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*-in nota, per chi ricorda, nella stessa piazza&lt;br /&gt;si salutava l’uomo che ha nel nome &lt;br /&gt;e nei fatti unito la nostra storia&lt;br /&gt;allo spettacolo infinito d’America&lt;br /&gt;Mike Buongiorno, fondatore del biscione-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;avrà pensato tartaglia&lt;br /&gt;di restituire al Signore Padrone &lt;br /&gt;ridotta in scala quella chiesa&lt;br /&gt;nella piazza meneghina&lt;br /&gt;per sentire sulla faccia di gomma&lt;br /&gt;se una sola di quelle visioni è vera.&lt;br /&gt;Tutti avevano lo stesso sorriso&lt;br /&gt;stampato e si presentavano&lt;br /&gt;col nome Silvio.&lt;br /&gt;Avrà pensato tartaglia.&lt;br /&gt;“colpisco quello di centro”&lt;br /&gt;quello dove si concentra il consenso”&lt;br /&gt;poi caricando il tiro&lt;br /&gt;come campione di pallamano&lt;br /&gt;ha lanciato la riproduzione in scala&lt;br /&gt;del duomo di Milano &lt;br /&gt;e buhm…un solo tonfo&lt;br /&gt;ha sfaldato la tela cubista.&lt;br /&gt;Si è rivoltata la folla&lt;br /&gt;sul novello bombarolo&lt;br /&gt;tutta, ma proprio tutta,&lt;br /&gt;compresa la redazione de La Repubblica&lt;br /&gt;che fino alla settimana prima&lt;br /&gt;seguiva il destino dei cervelli in fuga&lt;br /&gt;e questo sotto teca&lt;br /&gt;non l’avevano mica ammesso&lt;br /&gt;al catechismo della chiesa meneghina-&lt;br /&gt;e buhm la faccia si squaglia sotto&lt;br /&gt;il tiro del matto, mio fratello,&lt;br /&gt;avvocato del diavolo, &lt;br /&gt;e buhm si rivede infinite volte&lt;br /&gt;come in quadro cubista&lt;br /&gt;la sua mano che tira, che tira, che tira,&lt;br /&gt;e buhm tartaglia, tartagli la vita…&lt;br /&gt;mia precaria che non conosce&lt;br /&gt;una frase che sia una&lt;br /&gt;e si staglia l’immagine della coda,&lt;br /&gt;di un biscione che arretra&lt;br /&gt;dalle guglie della chiesa&lt;br /&gt;quando stava per lambire&lt;br /&gt;i piedi pudichi della madonnina.&lt;br /&gt;Rivedendo la scena al ralenti&lt;br /&gt;si leggono le labbra del balbuziente&lt;br /&gt;che lancia sulla faccia del Signore&lt;br /&gt;la riproduzione della chiesa,&lt;br /&gt;una sola frase gli è uscita buona&lt;br /&gt;nella sua vita, sparata d’un sol fiato,&lt;br /&gt;senza timore, un vero e proprio urlo:&lt;br /&gt;“ma vaffanculo!”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8343036873184957516?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8343036873184957516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8343036873184957516&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8343036873184957516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8343036873184957516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/12/lavvocato-del-diavolo.html' title='L&apos;avvocato del diavolo'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SypiGQYXKqI/AAAAAAAAAGA/TRq0Xsknxk8/s72-c/duomo_milano.12864056_std%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6556265982305176482</id><published>2009-11-17T10:44:00.007+01:00</published><updated>2009-12-14T09:31:58.411+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Dio ti Allevi</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SwJyJMO9VdI/AAAAAAAAAF4/7ARQIB6oasg/s1600/allevi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 125px; height: 94px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SwJyJMO9VdI/AAAAAAAAAF4/7ARQIB6oasg/s400/allevi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405008005026371026" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gli artisti di oggi sono un po' i colletti bianchi della terziario spettacolare. Irrigimentano le masse. In questo ci sono i campioni, coloro che sintetizzano i gusti e fanno da gangli delle emozioni (perentoriamente "viscerali") del pubblico. Sono come gli omologatori di particelle, gli abbassatori di tono della pretese titaniche dei fautori del buon gusto e della forma. In questo c'è il passaggio epocale direi, ma quest'ultima mi sembra parola grossa, tra l'ottocento-novecento e il nuovo millennio. Un campione in questo senso è il giovane pianista Allevi. Dice G. Allevi: "io ho fatto una rivoluzione copernicana, non è il pubblico che va verso l'artista, ma l'artista che va verso il pubblico". (li immaginate Glenn Gould o Michelangeli dire una cosa del genere?) A questa frase mettete il sottofondo della sua risata molliccia e il gioco è fatto. E' stato come scoprire l'antimateria. Il vuoto nell'arte. Del resto lui ha anche studiato filosofia: titolo della tesi: "Il nulla in fisica". Vale più come ricercatore che come musicista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6556265982305176482?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6556265982305176482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6556265982305176482&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6556265982305176482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6556265982305176482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/11/il-giovane-allevi.html' title='Dio ti Allevi'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SwJyJMO9VdI/AAAAAAAAAF4/7ARQIB6oasg/s72-c/allevi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1648828405182933590</id><published>2009-11-03T12:13:00.004+01:00</published><updated>2009-11-03T12:19:12.922+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Presentazione di "Ogni cinque bracciate" di V.M. Frungillo</title><content type='html'>Le Lettere&lt;br /&gt;Lunedì 9 novembre 2009, ore 18.00&lt;br /&gt;in occasione del ventennale della caduta del muro di Berlino&lt;br /&gt;alla libreria Feltrinelli di Milano, via Manzoni, 12&lt;br /&gt;verrà presentato il libro&lt;br /&gt;Ogni cinque bracciate&lt;br /&gt;con l’autore Vincenzo Frungillo&lt;br /&gt;saranno presenti&lt;br /&gt;Giancarlo Pontiggia (poeta, saggista e critico letterario)&lt;br /&gt;Alessandra Iadicicco (giornalista e traduttrice dal tedesco)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1648828405182933590?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1648828405182933590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1648828405182933590&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1648828405182933590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1648828405182933590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/11/presentazione-di-ogni-cinque-bracciate.html' title='Presentazione di &quot;Ogni cinque bracciate&quot; di V.M. Frungillo'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-169437556170074280</id><published>2009-11-03T11:55:00.004+01:00</published><updated>2009-11-03T12:47:55.711+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Il silenzio della rete</title><content type='html'>Il silenzio è di vario tipo, si potrebbe scrivere una casistica infinita dei silenzi, tentarci così come Goethe ha tentato con i colori, ma non credo che ci si riuscirebbe. Allora si può tentare i indicare i due estremi di una casisitica possibile: da una parte il silenzio religioso e dall'altra quello omertoso.&lt;br /&gt;Si intuisce subito che questi due modi del non detto, o della pausa verbale (qui si complica ancora la faccenda) sono i più diffusi in Italia. In realtà i due modi si confondono in Italia. Di norma il silenzio religioso è quello che permette l'avvento di un qualcosa di non umano, intendendo per umano "che appartiene alla tecnologia umana, alla sua potenza" (compresa la parola); scriveva S. Weil a proposito di questo: «Non esercitare tutto il potere di cui si dispone, vuol dire esercitare il vuoto. Ciò è contrario a tutte le leggi della natura: solo la grazia può farlo. La grazia colma, ma può entrare soltanto là dove c’è un vuoto a riceverla; e, quel vuoto, è essa a farlo». Questo è a mio avviso il silenzio nella sua forma sublime. Poi c'è il silenzio nella sua forma più meschina: l'omertà. Noi del sud la conosciamo bene. Siamo abituati da ragazzi a scontrarci con il non vedere, il non dire. E' la prima scelta tragica che facciamo: dire o non dire, e questo credo sia la causa della nostra natura teoretica (nel bene e nel male). Solo per fare una digressione personale: una volta un parcheggiatore abusivo pretendeva il pizzo (perché di questo si tratta) sul mio parcheggio e gli dissi che non volevo dargli i soldi: lui andò via imprecando:"si sono persi tutti i valori. Anche l'omertà si è persa!" &lt;br /&gt;Comunque l'omertà per fortuna e per sfortuna si è capito non essere una prerogativa del sud. In ogni modo il silenzio omertoso significa non-scelta. E' un silenzio che fa male. Non è privo di direzione quel silenzio: io sto zitto, non prendo parte, lascio che la forza, il potere del sistema, della comunità, che "deve" necessariamente scaricarsi su qualcuno, ricada su una vittimia prescelta. Può essere sia il potere di una organizzazione criminale che il potere dello stato democratico. Dove c'è un consorzio umano, c'è esercizio di potere: dove c'è esercizio di potere c'è una vittima che deve subirlo. La vittima prescelta sarà di norma colui o colei che non rispetta le regole, che non rispetta il patto. Dicevo che in Italia le due forma si confondono, ossia quella religiosa, propria della grazia, e quella omertosa, propria del potere politico, perché la sfera religiosa e la sfera del potere si toccano da sempre. La ricaduta nel costume è che noi italiani non abbiamo una visione limpida né della sfera religiosa né di quella politica; stiamo zitti come i preti quando nel quotidiano ci troviamo di fronte ad una persona o ad un fenomeno eccezionale, che eccede la regola per un qualsiasi motivo. Aspettiamo che sia il gruppo a isolarlo. Anche il suo nome è messo al bando. Non bisogna fare quel nome, bisogna farlo morire di solitudine. Proviamo a rivedere quanto ci ritroviamo in questo meccanismo, quanto ci appartiene! &lt;br /&gt;Taciamo il nome di quella persona perché non si riconosca nella società, perché non viva nel consorzio morale del Super-io, resti nella sfera dell'io per sempre. Così le due possibilità che diamo a quell'individuo sono o l'inaridimento o la riscoperta del vero silenzio, del sublime e assoluto religioso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-169437556170074280?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/169437556170074280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=169437556170074280&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/169437556170074280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/169437556170074280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/11/il-silenzio-della-rete.html' title='Il silenzio della rete'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6233839949669584913</id><published>2009-10-14T12:34:00.005+02:00</published><updated>2009-10-14T13:07:28.616+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Il fatto quotidiano</title><content type='html'>Molti sanno, tutti sanno, ciò che diceva Nietzsche: "no i fatti proprio no, non esistono; esistono solo interpretazioni" (cit. a memoria). Di questa splendida frase se ne è persa traccia. La si legge  come slogan usurato del pensiero debole anni '80. Oggi tutti tornano alla solidità irremovibile del fatto. Ecco allora che tutti rincorrono la fonte; la verità ultima diventa a portata del quotidiano e della cronaca. Le tv pubbliche e private ci presentano giornalisti che ci dicono la loro, lo stesso succede sulle riviste e sui quotidiani. Tutto è ridotto all'uno contro tutti; io vi dico come stanno le cose. IL fatto ecco il fatto. Adesso vi do la mia sulla storia. Il fatto ecco il fatto, il fatto ecco il fatto e stranamente in men che non si dica, come in una caccia magica, si ripiomba nel dominio dell'interpretazione. Ricordate il mito di Dafne?&lt;br /&gt;Forse è la verità che si cita a sproposito, forse la classe dei gazzettieri dovrebbe (per dirla con Leopardi) smettere di gestire il quotidiano. Si parla di casacche, di guerre tra giornalisti informati sui fatti. Se è vero che il potere per essere tale ha bisogno di cortigiani, è anche vero che il contropotere non è da meno. Se sei poco allineato alla loro interpretazione del fatto allora sei un cortigiano; se non sei allineato con la visione del potere allora sei un dissimulatore. Si è alla guerra civile ....ma così sarebbe poca cosa, si è alla lotta di tutti contro tutti, della necessaria lotta di tutti contro tutti, perché mancando la verità estrema è necessario schierarsi con una parte dei bene informati sui fatti. Tutti allora si corre verso il centro, si abbandona la periferia luminoso di un pensiero altro.&lt;br /&gt;Io sto coi panda. Altro slogan dimenticato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;** &lt;br /&gt;La specie in estinzione è quella di poche parole, quella della parole necessarie. O anche quella delle azioni funzionali al bene. Si ricordava qualche giorno fa il caso della France telecom e dei (credo) più di trenta suicidi. Alcuni impiegati licenziati hanno deciso di farla finita, hanno lasciato una lettera prima del suicidio. Hanno intestato la lettera che chiude un'esistenza (altra parola rimossa dalla cronaca) come se fosse una lettera commerciale: ossia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All'attenzione di .....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuna preghiera: l'attenzione non era rivolta né a dio né a satana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;Il giornalista che ha commentato la notizia ha dato la colpa alla cattiva gestione dell'azienda. Il suicidio è colpa dell'azienda. La vita dell'impiegato è finita per colpa dell'azienda. Il giornalista ha dato la sua lettura. E' un fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;****&lt;br /&gt;Le sue parole aiuteranno l'impiegato a creare altre parole? Cosa resta? la crisi è solo cosa economica? La parola economico significa amministrazione. La vita è tutta nella sfera dell'amministrazione aziendale. Cosa resta?&lt;br /&gt;Un po' di luce oltre la nostra misera sfera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6233839949669584913?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6233839949669584913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6233839949669584913&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6233839949669584913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6233839949669584913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/10/il-fatto-quotidiano.html' title='Il fatto quotidiano'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8922981215610697257</id><published>2009-10-03T18:09:00.010+02:00</published><updated>2009-10-03T18:26:28.178+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Crollato il ponte di Messina</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Ssd6L1l9fnI/AAAAAAAAAFw/vf2b1a3QkVQ/s1600-h/1ICA8IIS4PCAKT7JWLCASC1ECJCAOVQ17SCAQEOFP7CA4LL333CA0120K5CAC6KMBNCABJPG83CAVO8UNCCA4IAT1ACAHPUKQ4CA69ESS1CA390JG4CABM85U3CA5YH6YVCAE6FORVCA9M3PC2CATVMD3YCAG2G7O5CACN62RM.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 135px; height: 101px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Ssd6L1l9fnI/AAAAAAAAAFw/vf2b1a3QkVQ/s400/1ICA8IIS4PCAKT7JWLCASC1ECJCAOVQ17SCAQEOFP7CA4LL333CA0120K5CAC6KMBNCABJPG83CAVO8UNCCA4IAT1ACAHPUKQ4CA69ESS1CA390JG4CABM85U3CA5YH6YVCAE6FORVCA9M3PC2CATVMD3YCAG2G7O5CACN62RM.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388409822955535986" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mentre a Messina la terra ancora franava, Silvio Berlusconi era al castello sforzesco di Milano per presiedere l'anteprima della fiction Rai su Barbarossa. Un chiaro omaggio alla Lega Lombarda. Al nord si organizzano revisioni mirate della storia e al sud crollava il palcoscenico della politica. Ancora un volta la realtà del nostro Paese ha superato la fantasia.Una sintesi perfetta della divisione tra nord e sud Italia. Altro che ponte di Messina!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' così: il cinema si trasforma in fotoromanzo, addomesticando la storia per le signore in pausa-lavoro dal parrucchiere (vedi Il grande sogno, Baaria, Prima linea), con attori bellocci e inespressivi perché coltivati nel sottovuoto dell'assenso, e sceneggiatori funamboli del consenso; mentre la realtà si fa emblema, traccia incisa sulla carne dei feriti.&lt;br /&gt;Dedico queste poche righe , "no ai morti, ma, da ferito a morte, ai feriti di questa orribile  strage". Per citare il Carmelo Bene nazionale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8922981215610697257?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8922981215610697257/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8922981215610697257&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8922981215610697257'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8922981215610697257'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/10/crollato-il-ponte-di-messina.html' title='Crollato il ponte di Messina'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Ssd6L1l9fnI/AAAAAAAAAFw/vf2b1a3QkVQ/s72-c/1ICA8IIS4PCAKT7JWLCASC1ECJCAOVQ17SCAQEOFP7CA4LL333CA0120K5CAC6KMBNCABJPG83CAVO8UNCCA4IAT1ACAHPUKQ4CA69ESS1CA390JG4CABM85U3CA5YH6YVCAE6FORVCA9M3PC2CATVMD3YCAG2G7O5CACN62RM.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1920955937493427699</id><published>2009-09-25T12:50:00.012+02:00</published><updated>2009-09-30T09:24:32.978+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Una storia quasi soltanto mia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Sryp8onPNqI/AAAAAAAAAFo/z3D5ogJKCwQ/s1600-h/pinellicalabresi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 124px; height: 81px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Sryp8onPNqI/AAAAAAAAAFo/z3D5ogJKCwQ/s400/pinellicalabresi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5385366113587508898" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nessuno più fa caso alle parole, per un motivo preciso: oggi ce ne sono tante di parole, siamo nel confessionalismo compiuto. Si veda su questo anche la recente polemica con la chiesa e l'intervento di puntuale ritardo dello scrittore veronesi su La Repubblica. Tutti entrano nello spettacolo della atutogratificazione morfemica del sé...allora si prova nostalgia per quel tempo in cui una parola poteva fare politica, azione, forzare l'indifferenza del piccolo borghese, la zona grigia, e arrivare nel segno. Ora la zona grigia ha deciso di partecipare al gioco con una forma di divismo di massa, le parole sono talmente tante che non c'è più bisogno di censurarle, tanto non colgono mai nel segno; proprio perché non c'è nessun corpo da colpire. Si parla di dispersione proprio perché oggi la memoria è ammasso di dati che non hanno spessore temporale, cioé storia. Quindi la nostalgia di quegli anni , i senttanta, tanto di moda!, quando esisteva la parola dura come pietra, il montaggio nel cinema, la scenaggiatutra puntuale della televisione,...(questo nei più giovani). Poi la nostalgia dei settanta come riappropriazione del rimosso; e qui la cosa diventa più interessante.Memoria come rimisurazione del trauma che ci è stato sottratto. &lt;br /&gt;I figli degli operai sono cresciuti davanti allo schermo televisivo  sperando di beccare un filino di carne della Heather Parisi nazionale e della forza del padre operaio ne sentivano solo l'eco: il suo sudore, la fatica restava esclusiva della moglie casalinga.ecco oggi si deve puntare a risentire lo schianto. &lt;br /&gt;Così fanno alcuni con libri e visioni. Di recente è successo con la vedova pinelli che, con Scaramucci, ha ripubblicato il libro ormai al macero dall'ottanta Una storia quasi soltanto mia. Edito feltrinelli. Finalmente un controaltare alla santificazine di Calabresi, alle parole menzognere dei tanti che ancora parlano di "morte di pinelli" e non di omicidio. Ancora dopo anni di indagini, la morte di pinelli è una "caduta accidetale" o un "malore attivo"?! Risentiamo queste bestialità in tv, lo leggiamo sui giornali, e in nome della famiglia si dimentica ancora una volta. La famiglia Calabresi ha sofferto e ora viene ricompensata di tanto dolore: ma la vedova Pinelli? Colei che ha risentito dire in giro, quasi da tutti, che l'anarchico è "caduto"? E la forza di chi l'ha spinto? Dove sta la mano? Rimozione delle classi e della lotta. Giusta pietà per i morti, tanti cori per il libro di Mario Calabresi (Spingendo la notte pipù in là) ma non si può dire che Calabresi sia stato innocente per "la morte di Pinelli", "perché in quel momento, mentre l'anarchico "cadeva", non era presente nella stanza del suo ufficio". Tesi accolta da commentatori e giornalisti senza batter ciglio e senza diritto di replica alcuna. Ma anche se fosse vero? Un investigatore è un servitore dello Stato che fa servizio pubblico. Così come un docente è responsabile di altre persone. Se fosse un professore di liceo a uscire per un caffé dalla sua aula e gli cadesse di sotto un alunno? La colpa di chi sarebbe, del bidello? Questa è la responsabilità pubblica made in italy, gettare addosso ai ferrovieri, agli operai tutte le colpe. In pochi verranno a chiederne ragione. Un intellettuale italiano ha detto che la democrazia significa rispondere con i libri ad altri libri (beato illuminista!) io mi limito a gioire per queste pagine di storia.Tra le altre cose Licia Pinelli (vedova di Giuseppe), nel suo libro intervista, racconta della recente visita a Napolitano al Quirinale, dove ha incontrato anche la vedova Calabresi. Straordinaria testimonianza di come i borghesi illuminati vivono nel calore delle loro conquiste, gli operai perdono identità nelle aspirazioni piccolo borghesi dei figli e tutto si risolve in un vuoto d'aria, magniloquenza dello spettacolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Siamo rimasti lì nel salone per qualche momento, un po' di strette di mano. si è avvicinato Napolitano per salutarmi. "sono onorato di conoscerla". Ho conosciuto[...] Mario Clabresi che mi ha dato l'impressione di una persona buona, ho avuto tanti di quei baci. Tutta un'atmosfera cordiale, rispettosa, ma non ossequiosa. Un'atmosfera che mi dava la sensazione, lì dentro, di un Stato di diritto, di come potrebbe essere uno Stato di diritto&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;E quando sei uscita?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra Italia. si respira un'atra aria fuori, diversa, molto peggiore.Un'Italia di nessun diritto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1920955937493427699?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1920955937493427699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1920955937493427699&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1920955937493427699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1920955937493427699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/09/una-storia-quasi-soltanto-mia.html' title='Una storia quasi soltanto mia'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Sryp8onPNqI/AAAAAAAAAFo/z3D5ogJKCwQ/s72-c/pinellicalabresi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-2761584742532368987</id><published>2009-09-16T09:37:00.005+02:00</published><updated>2009-09-17T09:29:07.324+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Made in Italy'/><title type='text'>In memoria di Simone Cattaneo (1974-2009)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SrCWTr_tRNI/AAAAAAAAAFg/Wkg6klG6Swg/s1600-h/images%5B11%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 87px; height: 106px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SrCWTr_tRNI/AAAAAAAAAFg/Wkg6klG6Swg/s400/images%5B11%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381966819679356114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da ieri circola in rete la notizia della morte improvvissa di Simone Cattaneo, giovane poeta, redattore della rivista Atelier. La sua sembra essere stata una scelta tragica e non morte naturale o accidentale. Lasciando da parte ogni commento, ho qui copiato un paio di suoi testi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La madre di un mio compagno delle scuole medie&lt;br /&gt;mi ha bloccato in una strada del vecchio quartiere&lt;br /&gt;dicendomi che suo figlio era morto.&lt;br /&gt;Non si è sbilanciata più di tanto e mi ha invitato al funerale.&lt;br /&gt;Mi è parso buona educazione accettare.&lt;br /&gt;Una settimana dopo mi ha fermato sotto casa e con aria decisa&lt;br /&gt;mi ha confidato che calzo lo stesso numero di piede del suo povero figlio,&lt;br /&gt;così mi ha regalato due paia di scarpe e un giubbotto giallo.&lt;br /&gt;Qualche sera fa sono finito in un bar di Milano e&lt;br /&gt;ho abbordato una ragazza sudamericana molto sensibile&lt;br /&gt;al mio nuovo giubbotto canarino. Ho stretto gli occhi&lt;br /&gt;e le ho sussurrato che per i particolari non bado mai a spese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stanotte di fronte al televisore spento&lt;br /&gt;mi sono messo a ballare con una canna da pesca&lt;br /&gt;un lento tragico e romantico, ho spostato i mobili&lt;br /&gt;del soggiorno e al centro del pavimento ho ammucchiato&lt;br /&gt;quotidiani vecchi, cartoni di latte e qualche&lt;br /&gt;fazzoletto sporco. Poi ho dato fuoco a tutto&lt;br /&gt;e mi sembrava di partecipare a uno di quei veri balli&lt;br /&gt;studenteschi pieni di gioia e di speranza nella vodka&lt;br /&gt;con un chiasso infernale che mi riempiva le orecchie&lt;br /&gt;con il rumore del mare.&lt;br /&gt;Spento il fuoco, qualche ombra fiera e dura&lt;br /&gt;incisa sulle mura, la canna da pesca incrinata&lt;br /&gt;sono rimasto a suonare su una tastiera sgraziata&lt;br /&gt;chissà poi cosa&lt;br /&gt;aspettando di riprendere fiato&lt;br /&gt;e ho pensato di uscire all’aria aperta ma chiudendo&lt;br /&gt;gli occhi il rosso del fuoco divideva ancora&lt;br /&gt;il mio pavimento e non colava a picco,&lt;br /&gt;rimaneva fisso lì a marchiare il territorio&lt;br /&gt;in attesa di tutta la mia miseria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Simone Cattaneo era nato nel 1974. Sue poesie sono state pubblicate su “Atelier”, “La clessidra”, “Hebenon”, “ Poesia”, “Letture”, “Graphie”, “Tratti”, “Clandestino”, ”La Mosca di Milano”, “Il primo amore” e “Ore piccole”. E’stato incluso nel testo curato da Giuliano Ladolfi, L’opera comune. Antologia di poeti nati negli anni settanta ( Atelier, 1999 ). Suoi testi, con una presentazione di Roberto Roversi, sono presenti nell’antologia Dieci poeti italiani ( Pendragon, 2002 ), a cura di Maurizio Clementi. E’ stato incluso in “Lavori di scavo.Antologia dei poeti nati negli anni ‘70” (Antologia web di Railibro 2004) e in “100 Poesie di odio e di invettiva” a cura di Antonio Veneziani ( Coniglio Editore, 2007). Inoltre è presente nell’antologia curata da Davide Brullo La stella polare. Poeti italiani dei tempi “ultimi” ( Città Nuova, Roma ). Ha pubblicato due libri: Nome e soprannome ( Edizioni Atelier, 2001 ) e Made in Italy ( Atelier, 2008 ).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-2761584742532368987?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/2761584742532368987/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=2761584742532368987&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2761584742532368987'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2761584742532368987'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/09/in-memoria-di-simone-cattaneo-1974-2009.html' title='In memoria di Simone Cattaneo (1974-2009)'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SrCWTr_tRNI/AAAAAAAAAFg/Wkg6klG6Swg/s72-c/images%5B11%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-298601395584028274</id><published>2009-05-04T17:29:00.011+02:00</published><updated>2009-05-07T09:40:33.090+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorie dal sottosuolo'/><title type='text'>Memorie di un rappresentante di cultura italiana</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Sf8MIhGu7cI/AAAAAAAAAFY/kDoPdA2V5cA/s1600-h/ZCAVP4IINCA0E1FCVCAJ1E9A0CA0JX024CAF628KACA6H45YBCA32LR6NCAT9DMWFCAIWW9K9CAE594AMCA0UQDECCATPX8DOCAWK20K6CAC2KLYRCAP8N7A1CAX111ROCAQ19DM7CA1YI15F.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 90px; height: 126px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Sf8MIhGu7cI/AAAAAAAAAFY/kDoPdA2V5cA/s400/ZCAVP4IINCA0E1FCVCAJ1E9A0CA0JX024CAF628KACA6H45YBCA32LR6NCAT9DMWFCAIWW9K9CAE594AMCA0UQDECCATPX8DOCAWK20K6CAC2KLYRCAP8N7A1CAX111ROCAQ19DM7CA1YI15F.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5331993824295054786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lavoro all'estero, faccio lo stesso lavoro del figlio di Provenzano, sono un vero esemplare d'italiano.Il picciotto quando il padre fu catturato, -nella baita in collina dove la giornalista La Rosa  fece "servizio speciale" in prima serata- disse io non rinnego i valori di mio padre.Sono lo stesso che osserva il lutto nazionale per la morte di mario merola, il cantante popolare; tipo alighiero noschese mi trucco per bene per apparire al console con un ritardo mentale e ci riesco, balbettando le ragioni dei minori e dei diversi, cerco miseria ad ogni costo come il bene supremo,ahi me, trovo risposte ciniche e severe come il diritto alla pensione, la pancia bella grossa e pacche sul sedere, e poi mi piscio addosso come un qualsiasi ubriacone se il superiore mi concede le feste a fine mese, urlo di gioia se il Milan vince la finale “Galliani Galliani bandiera nazionale!” &lt;br /&gt;e allora basta fare i nomi di quelli grossi che tanto si sputtanano da soli per vincere milioni sul mercato dei mediocri, facciamo i nomi piccoli, quelli dei tanti che cercano la moglie e l'amante; cerchiamo di capire se il mondo che seguono esiste davvero o è una luce di supernova, la stella morta dei cinquanta e dei sessanta quando famiglia-stato-chiesa erano i cieli fissi dell’alighieri, e noschese imperversava con una maschera italiana, ad ogni canale come megera, sibilla cumana rideva nascondendo dietro la schiena una rivoltella. Un suicidio è un impegno che si prende con se stesso e con il proprio tempo…. se il nostro Paese capisse almeno questo.&lt;br /&gt;(foto a sinistra Alighiero Noschese nella parte de Il Padrino)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-298601395584028274?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/298601395584028274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=298601395584028274&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/298601395584028274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/298601395584028274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/05/memorie-di-un-rappresentante-di-cultura.html' title='Memorie di un rappresentante di cultura italiana'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/Sf8MIhGu7cI/AAAAAAAAAFY/kDoPdA2V5cA/s72-c/ZCAVP4IINCA0E1FCVCAJ1E9A0CA0JX024CAF628KACA6H45YBCA32LR6NCAT9DMWFCAIWW9K9CAE594AMCA0UQDECCATPX8DOCAWK20K6CAC2KLYRCAP8N7A1CAX111ROCAQ19DM7CA1YI15F.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7791428372952707039</id><published>2009-04-27T16:22:00.003+02:00</published><updated>2009-04-27T16:30:09.224+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Pagliarani e la dispersione radicale</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SfXAoq_2CjI/AAAAAAAAAFI/VgRaI7RuFcE/s1600-h/6CA5EVLDDCA8V9E4FCA7ZW0KSCACOI8MYCA42SNB6CAMV7TE3CA03X6MBCADBLV3ICAK0EXYJCA1NFU6BCA7HYX2BCAT6QWD8CAEYYCWYCAKF5UV8CAZTS2YKCAEVRC3ZCAG7L4TVCADFBFWZ.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 75px; height: 112px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SfXAoq_2CjI/AAAAAAAAAFI/VgRaI7RuFcE/s400/6CA5EVLDDCA8V9E4FCA7ZW0KSCACOI8MYCA42SNB6CAMV7TE3CA03X6MBCADBLV3ICAK0EXYJCA1NFU6BCA7HYX2BCAT6QWD8CAEYYCWYCAKF5UV8CAZTS2YKCAEVRC3ZCAG7L4TVCADFBFWZ.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329377539032222258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Scriveva il giovane Bachtin in L’autore e l’eroe: «Le tre sfere della cultura umana –scienza, arte e vita- trovano unità soltanto nella persona che le rende partecipi della propria unità. […] Quando l’uomo è nell’arte, egli è fuori della vita, e viceversa. Tra esse non c’è unità e reciproca compenetrazione interiore nell’unità della persona. Che cosa allora garantisce il legame interiore degli elementi della persona? Soltanto l’unità della responsabilità.» Nessuna citazione è ai miei occhi più calzante per descrivere l’esperienza poetica di Elio Pagliarani. Rileggendo la sua opera ho notato che la responsabilità verso il proprio tempo è la costante del suo impegno letterario. C’è da questo punto di vista una precisa dichiarazione di poetica nel famoso finale de La ragazza Carla. Nella prima strofa del coro si legge: Quanto di morte noi circonda e quanto/ tocca mutarne in vita per esistere/ è diamante sul vetro, svolgimento/ concreto d’uomo in storia che resiste/ solo vivo scarnendosi al suo tempo/ quando ristagna il ritmo e quando investe/ lo stesso corpo umano a mutamento. &lt;br /&gt; Tenendo presente questi sette versi, mi piacerebbe sottolineare quello che per me è uno snodo importante dell’opera del poeta emiliano. Dopo il finale corifeo de La ragazza Carla, avviene una mutazione radicale nello sguardo di Pagliarani. «Le cose stanno cambiando, sono cambiate. Non nel senso generico che si dà a questa frase. Le cose stanno scomparendo. Quelle che arrivano, o arriveranno, ho paura che non potrò più sentirle. Ho paura che potrò solo usarle» dice il protagonista del romanzo Atlante Occidentale di Del Giudice, parlando con un giovane fisico impegnato in esperimenti sull’accelerazione della materia. Ed è come se Pagliarani avesse avvertito la stessa mutazione epocale dopo il ’62, e avesse deciso di non sottrarsi alla sfida. &lt;br /&gt; Tutta l’epica didascalica successiva al poema sull’impiegata dell’Olivetti è un’interrogazione sofferta sul perché quest’eroina non riesca a diventare ideale, non riesca a trattenere, a conservare intorno a sé lo spazio della rappresentazione (Esercizi platonici, del 1985, mi sembra essere ancora un’interrogazione teoretica su questo punto). Il coro finale del poema del ’62, quindi,  si dilata all’infinito e le forze della Storia diventano il centro stesso della scena, diventano esse stesse lo spazio e il protagonista della rappresentazione. Il contesto storico-sociale invade il corpo del personaggio Carla e lo smembra. Il finale de La ragazza Carla, da questo punto di vista, ha la stessa funzione che aveva il coro della tragedia greca: irrompe sulla scena, toglie la voce ai personaggi e far parlare l’oggettività della Storia.  &lt;br /&gt; Da qui ha inizio l’avventura testuale dell’epica didascalica  di Lezioni di Fisica e Fecaloro; testo innovativo e profetico che fa del corpo nero e della legge sull’indeterminazione in fisica (vedi IV lettera o egloga di Lezioni di fisica) la metafora madre di quegli anni e degli anni a venire. Adesso è l’indeterminazione il paradigma sovrano così come il corpo nero rappresenta l’impossibilità di raffigurare il personaggio simbolo della nuova era. Restando all’interno di un linguaggio scientifico si potrebbe  dire allora che se un corpo è “il risultato di un equilibrio tra la forza di conservazione e quella di dispersione” (così Kant riprendendo Leibniz in commento alla fisica di Newton), i versi di Pagliarani dicono il passaggio al paradigma della pura dispersione. In questo scenario il poeta non può che accettare l’”indistinto”, ma non si abbandona ad esso con nichilistica rassegnazione.&lt;br /&gt; Il narratore in versi diventa la cassa di risonanza delle mutazioni epocali che coincidono con le rivoluzioni scientifico-tecnologiche del suo tempo. Se la tradizione non è più l’insieme di codici linguistici che garantiscono comunità e centralità all’uomo, se lo stesso “io narrante” vacilla, in quanto strumento di comprensione del mondo, di certo non decade l’essenza storica del narratore-corpo, la traumatica somatizzazione del suo tempo. Di fronte alla scomparsa del corpo ideale e del suo spazio il poeta oppone la forza della resistenza. Adesso non c’è più un personaggio che rappresenti un’epoca, adesso ci sono le sole forze che si combattano avendo perso l’equilibrio iniziale (è Deleuze che dirà che un “corpo è sempre il risultato di uno scontro di forze”). Questo, mi sembra, può voler intendere il poeta quando nella V egloga di Lezioni di fisica parla della “grammatica epica d’Achille”: scarnificare il racconto eroico per rimettere in campo il thymos,  il respiro, lo slancio che animava i personaggi dei poemi antichi; anche se adesso il nemico da combattere è l’”indistinto”. In questo scontro il solo nucleo che si può rintracciare è la “retorica dei recitativi”, il punto d’impatto tra il fuori e il dentro, il fiato del poeta che tiene insieme il testo e  lo spazio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(intervento apparso leggermente modificato sul numero monografico L'immaginazione, Manni editore)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7791428372952707039?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7791428372952707039/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7791428372952707039&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7791428372952707039'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7791428372952707039'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/04/pagliarani-e-la-dispersione-radicale.html' title='Pagliarani e la dispersione radicale'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SfXAoq_2CjI/AAAAAAAAAFI/VgRaI7RuFcE/s72-c/6CA5EVLDDCA8V9E4FCA7ZW0KSCACOI8MYCA42SNB6CAMV7TE3CA03X6MBCADBLV3ICAK0EXYJCA1NFU6BCA7HYX2BCAT6QWD8CAEYYCWYCAKF5UV8CAZTS2YKCAEVRC3ZCAG7L4TVCADFBFWZ.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-887339698906216320</id><published>2009-04-11T18:23:00.004+02:00</published><updated>2011-12-15T20:52:45.195+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Pubblicato poema di Frungillo sulla DDR</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SeL7hEcv36I/AAAAAAAAAFA/M2Cu7P1ua-I/s1600-h/m779bracciate%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 67px; height: 100px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SeL7hEcv36I/AAAAAAAAAFA/M2Cu7P1ua-I/s320/m779bracciate%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324094255053922210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cosa si può immaginare di più inattuale, oggi, di un poema epico in ottave? Basterebbe questo a indicare in Ogni cinque bracciate, work in progress iniziato nel 2002 e concluso nel 2007, la più rara delle aves in un panorama poetico, come il nostro degli ultimi decenni, contrassegnato per lo più da gabbie strenuamente chiuse, finissimi lavori di cesello, fenomenologie microscopiche. Eppure nella generazione di Frungillo – magari guardando a esempi ormai remoti come quelli del Pagliarani della Ragazza Carla e della Ballata di Rudi – significativamente si assiste a un rinnovato anelito a raccontare storie, anche in poesia, che una buona volta superino lo spazio ristretto della soffocante «cameretta» lirica. &lt;br /&gt;Le buone intenzioni, naturalmente, non bastano. Il colpo di genio di Frungillo è stato quello di cogliere – nella vicenda delle nuotatrici della Repubblica Democratica Tedesca, amazzoni per l’appunto «mitiche» negli anni Settanta e Ottanta del secolo scorso – la chiave d’accesso a una dimensione, oltre che epica, allegorica e mitopoietica. Come dice un indubbio ispiratore di questo immaginario quale Milo De Angelis, si realizza in Ogni cinque bracciate il miracolo di un «sempre» (il fascinum della giovinezza, dell’agone, dell’eterno splendore della carne) che si sposa con una dimensione «storica»: precisa quanto dolorosa. Quello di Renate, Karla, Lampe e Ute – corpo dopato prima glorioso poi in macerie – è il corpo dell’utopia socialista e, più in generale, di una modernità che ha preteso di spingersi, in tutti i sensi, oltre i propri limiti.&lt;br /&gt; Frungillo s’è imbattuto in questa storia studiando filosofia in Germania. Più avanti ne ha trovato inquietanti addentellati documentari: le fotografie in appendice, di frammentaria qualità, sono state infatti da lui reperite negli archivi della Stasi, la polizia segreta della DDR: a dimostrare come le gloriose nuotatrici fossero, durante i loro interminabili allenamenti, occhiutamente controllate. Proprio come nelle Vite degli altri, il fortunato film di Florian Henckel von Donnersmarck, c’è in questa storia anche un «agente doppio»: l’inquietante dottor Starkino che canta le magnifiche sorti e progressive dei corpi da record. La sua retorica ci turba perché, pur riconoscendola ripugnante, non possiamo non risentirvi gli accenti irresistibili degli epinici antichi, delle odi pindariche. L’inganno della parola e quello della storia sono lo stesso inganno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andrea Cortellessa&lt;br /&gt;(quarta di copertina di Ogni cinque bracciate, Le Lettere, collana Fuori Formato, prefazione Elio Pagliarani, postfazione Milo De Angelis)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-887339698906216320?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/887339698906216320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=887339698906216320&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/887339698906216320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/887339698906216320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/04/pubblicato-poema-di-frungillo-sulla-ddr.html' title='Pubblicato poema di Frungillo sulla DDR'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_e6FGzuZGwl8/SeL7hEcv36I/AAAAAAAAAFA/M2Cu7P1ua-I/s72-c/m779bracciate%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-5408934922613886736</id><published>2009-03-03T19:08:00.005+01:00</published><updated>2011-12-15T20:53:16.561+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Articolo da "Il Foglio" del 27 dicembre 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_TKnWJG3ctX0/Sa1ySwjKrXI/AAAAAAAAABo/Zk4Y8Rn-xl0/s1600-h/FRUNGILLO20081227_07-002.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 296px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_TKnWJG3ctX0/Sa1ySwjKrXI/AAAAAAAAABo/Zk4Y8Rn-xl0/s400/FRUNGILLO20081227_07-002.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309025202335296882" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-5408934922613886736?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/5408934922613886736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=5408934922613886736&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5408934922613886736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5408934922613886736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/03/articolo-da-il-foglio.html' title='Articolo da &quot;Il Foglio&quot; del 27 dicembre 2008'/><author><name>Attilio</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08859467699361349140</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_TKnWJG3ctX0/SAh466tzdlI/AAAAAAAAAAQ/z931hY1HgiE/S220/Palma2.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_TKnWJG3ctX0/Sa1ySwjKrXI/AAAAAAAAABo/Zk4Y8Rn-xl0/s72-c/FRUNGILLO20081227_07-002.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1959278854209327624</id><published>2009-02-12T22:02:00.002+01:00</published><updated>2011-12-15T20:54:11.732+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lo scaffale'/><title type='text'>Una poesia civile</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Liberamente tratto da “Uomo del mio tempo” di Salvatore Quasimodo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sei ancora quello dell’anatema e della verità&lt;br /&gt;uomo del mio tempo. Eri nei tribunali dell’inquisizione&lt;br /&gt;alle forche, alle ruote di tortura , ai roghi.&lt;br /&gt;T'ho visto: eri tu, con la tua religione vera ,unica&lt;br /&gt;senza amore , senza pietà , persuaso allo sterminio. &lt;br /&gt;Forte dell’alleanza con i forti,brandisci la fede&lt;br /&gt;come una spada ,travolgi ed umili l’amore di un padre,&lt;br /&gt;vuoi zittire la voce degli altri ,come sempre ,&lt;br /&gt;come hai fatto con Galileo, Giordano Bruno&lt;br /&gt;come con Dolcino e  i suoi apostolici ,con le streghe &lt;br /&gt;e gli omosessuali, gli indios, i marrani&lt;br /&gt;tutti evangelicamente inquisiti, imprigionati o messi al rogo.&lt;br /&gt;Oggi la storia si ripete senza sangue , ma si ripete&lt;br /&gt;e volano le ingiurie e le grida di assassinio ,di delitto.&lt;br /&gt;Il furore si fa legge e pretendi l’uso del mio corpo&lt;br /&gt;quand’esso fosse un involucro vuoto e senza alcuna luce&lt;br /&gt;Ma io dico:&lt;br /&gt;Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue&lt;br /&gt;salite dalla terra, dimenticate questi padri , essi sono avvelenati.&lt;br /&gt;Essi sono avvelenati da ipocrisia, ingordigia di potere, volgarità&lt;br /&gt;Tutte figlie dell’ignoranza , voi siete la speranza ,voi siete l’Umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;           &lt;strong&gt;Giuseppe Sambri&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1959278854209327624?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1959278854209327624/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1959278854209327624&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1959278854209327624'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1959278854209327624'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/02/una-poesia-civile.html' title='Una poesia civile'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6394052895768275610</id><published>2009-01-17T18:24:00.002+01:00</published><updated>2009-01-17T18:46:16.912+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Collana A4</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SXIZCrYBK1I/AAAAAAAAAEI/1VKTw-MtJqI/s1600-h/Nuova+immagine.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SXIZCrYBK1I/AAAAAAAAAEI/1VKTw-MtJqI/s320/Nuova+immagine.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5292320045907651410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 21 gennaio 2009 ore 18,00&lt;br /&gt;IL LABORATORIO / le edizioni&lt;br /&gt;presenta la collana di Libri d'Arte&lt;br /&gt;"Aquattro"&lt;br /&gt;presso l'Instituto Cervantes, in via Nazario Sauro, 21, Napoli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverranno Stella Cervasio, Mariano Bàino, Francesco Filia,  &lt;br /&gt;Gabriele Frasca.&lt;br /&gt;Verranno esposti i lavori originali di Errico Ruotolo, Pasquale  &lt;br /&gt;Coppola, Daniela Pergreffi&lt;br /&gt;e inoltre le Incisioni contenute nelle prime 50 copie dei volumi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mostra resterà aperta al pubblico fino al 10 febbraio 2009.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per info:&lt;br /&gt;Instituto Cervantes Napoli +39 081 19563311&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i giornalisti che volessero partecipare all’evento:&lt;br /&gt;richiedere foto alta risoluzione per la stampa a  &lt;br /&gt;comunicazione@larcaelarco.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6394052895768275610?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6394052895768275610/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6394052895768275610&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6394052895768275610'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6394052895768275610'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2009/01/collana-a4.html' title='Collana A4'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SXIZCrYBK1I/AAAAAAAAAEI/1VKTw-MtJqI/s72-c/Nuova+immagine.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3140373816696340195</id><published>2009-01-13T12:30:00.001+01:00</published><updated>2009-01-13T12:41:44.976+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorie dal sottosuolo'/><title type='text'>Memorie di un magliaro</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp3.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBsYMsH4Z0I/AAAAAAAAACU/XHR1V2YIEmw/s1600-h/magliari+2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBsYMsH4Z0I/AAAAAAAAACU/XHR1V2YIEmw/s320/magliari+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195773201383712578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Pronto, Gino? Sono Gino." "Chi Gino?" "Tuo cugino. Ci sono novità"............. Anche il padre di Gino, Zio Giggino faceva il magliaro. Adesso ha una pizzeria, nella fredda Germania. Suo figlio Gino, mio cugino, è tornato a Napoli per fare carriera. Così mi telefona e mi fa "Parti con me?" Io gli chiedo "E dove si va?" Lui dice "Berlino. In periferia però..." In quei piccoli paesi sembrava d'essere a cinecittà. Le vie erano deserte e silenziose come le chiese. Fermiamo un signore grande e grosso. Diciamo quanto concordato, parla Gino con il suo tedesco da immigrato "Ersculdigung...bitte...wollen sie vedere la merce che si vende. sa, abbiamo avuto un problema. ci aspettavano alla fiera. poi invece, sa..., l'aereo. il tempo,... un contrattempo". lui compra tutto una giacca Armani, fatta in plastica e una maglietta usa e getta, da indossare in tutta fretta. Poi c'invita ad entrare in una villetta. C'è la moglie grassa e bianca come una balena. Fiuta l'affare..ridono e parlano insieme . "Nur 100 euro, ist gut, alles klar..." mio cugino non aspetta. Svuota il pacco di roba, imitazione perfetta, acquistata al capannone della famiglia Nuvoletta. Improvvisamente si ferma "Haben Sie Tochter?" ("ma che fa questo pensa a magna?") "Nein, wir sind alein". Mi strizza l'occhio. Afferra il polso del vecchio "tu fatti la vecchia", li leghiamo alla sedia. "tu aspetta io vado di là". Svuota la cassetta di sicurezza. Io guardo la signora. Penso all'italia, al diploma in meccanica, a mia madre, al suo lavoro da sarta, piccoli aggiusti, alla canna a fine giornata, all'accrocchio in piazza, alla noia infinita, al risveglio la mattina, al mio volto sempre più largo, al mio corpo sempre più grosso, al fallimento percepito, mentre mi fisso allo specchio, al sacrificio, alla sfiga, alla trasferta in terra straniera, ai terroni, ai vecchi lavori, alle risorse fantasiose,  al popolo mansueto, pigro ma buono, al popolo dal cuore d'oro, al popolo più furbo, a mio cugino, il figlio di zio Gino, che spacca tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3140373816696340195?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3140373816696340195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3140373816696340195&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3140373816696340195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3140373816696340195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/memorie-di-un-magliaro.html' title='Memorie di un magliaro'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' 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Di fronte alle accuse dei rispettivi tribunali le risposte furono identiche: “non era vero niente, era solo finzione. Si trattava di una messa in scena teatrale”. Quasi fosse stato una pierce di Sarah Kane. Chi osservava quelle foto sulla prima pagina del giornale non poteva non sentirsi coinvolto in un’iperbole semantica in cui  il corpo del reato era misteriosamente sparito.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;I patiboli nella storia sono stati funzionali al ricordo collettivo del corpo-delle-leggi. Ma già in quelle occasioni si avviava la corruzione: lo spettacolo della rimozioni, la commedia umana (nel senso aristotelico dell’espressione). La parola che scende a fondo deve ricordare a sé stessi il nulla, il sangue, il patto originario: ognuno per sé deve scandagliare le proprie colpe. “Ciò che può essere pronunciato: fine. Linguaggio che va in frantumi, resti alti e bassi di muro, cumuli di frane, avanzi murari di ciò che è crollato, di formule, parole d’ordine, definizioni […] Qui è il confine. Qui fuori è la notte del mondo, una sola cecità” (Birgitta Trotzig). La parola rispetta la legge. Ogni parola giusta è una parola violenta: agisce e dice perché la violenza sul nulla sia anche ricordo del nulla.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;****&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quand’è che muore?!&lt;br /&gt;-Salvaci Signore!- &lt;br /&gt;Quand’è che muore?!&lt;br /&gt;La senti anche tu la commozione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I giornalisti come i politici pensano sempre di sapere tutto”, è scappato da dire in un flatus demoniaco all’esperto cronista dopo aver intervistato Saviano. Quella confessione d’immodestia ha fatto vibrare la tela perché la si scorgesse, si vedesse il ragno che nel tessere inventa la  preda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1962504900469855477?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1962504900469855477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1962504900469855477&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1962504900469855477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1962504900469855477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/10/il-corpo-delle-leggi.html' title='Il corpo delle leggi'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8491025839780013</id><published>2008-10-15T20:07:00.007+02:00</published><updated>2008-10-15T20:57:38.124+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>reality  (?)</title><content type='html'>"...bella vita la tua, hai fatto i soldi e noi invece tiriamo avanti con 500 euro al mese e poi dovremmo difenderti da chi ti odia e ti vuole morto? E perché, diccene la ragione? Prima ero ferito da questa follia, ora non più. Non mi sorprende più nulla. Mi sembra di aver capito che scaricare su di me tutti i veleni distruttivi, l'intera comunità può liberarsi della malattia che l'affligge, può continuare a pensare che quel male non ci sia o sia trascurabile; che tutto sommato sia sopportabile a confronto delle disgrazie provocate dal mio lavoro." (Roberto Saviano, La Repubblica 15 Ottobre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per continuare questo scritto vedi in questo blog il post del 28-4-2008 "Capro espiatorio"&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8491025839780013?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8491025839780013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8491025839780013&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8491025839780013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8491025839780013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/10/reality.html' title='reality  (?)'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1581060790547625445</id><published>2008-09-27T21:47:00.007+02:00</published><updated>2008-09-28T20:05:59.791+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Morire...è stato leale</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SN6PE7ZaXOI/AAAAAAAAAC4/O_f8r-npIIk/s1600-h/drieu2%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5250791530387102946" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SN6PE7ZaXOI/AAAAAAAAAC4/O_f8r-npIIk/s320/drieu2%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Adieu à Gonzague&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Da molto tempo&lt;br /&gt;volevo scusarmi con te. &lt;em&gt;La Valigia vuota&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;non aveva detto abbastanza. La vedevo lì,&lt;br /&gt;gettata per strada, e non l’ho aperta. È stato&lt;br /&gt;il mio peccato d’omissione. Tremendo peccato d’omissione&lt;br /&gt;davanti a una preghiera finalmente&lt;br /&gt;tua. E se qualcuno prega con le uniche parole che ha, che gli restano,&lt;br /&gt;è necessario ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Le telefono per dirLe che Gonzague è morto”. Era una voce anziana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho attraversato periferie, sono corso&lt;br /&gt;nella tua camera. Era la camera che conoscevo.&lt;br /&gt;Tutto al suo posto. Le carte sulla scrivania,&lt;br /&gt;le scatole dei fiammiferi ben ordinate,&lt;br /&gt;la pistola, un cuscino per silenziatore.&lt;br /&gt;Tutto era perfetto, e mortale. Ordinatamente&lt;br /&gt;mortale. La spazzola sul tavolo, lo specchio.&lt;br /&gt;Ti pettinavi con cura e andavi nei bar a portare morte.&lt;br /&gt;Ma stavi zitto. Nessuno si accorgeva di nulla.&lt;br /&gt;Non hai osato supplicare da vivo, non ne hai&lt;br /&gt;avuto il coraggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non puoi rimproverarmi di nulla. Hai pregato&lt;br /&gt;con una pallottola.&lt;br /&gt;Non puoi rimproverarmi di essere rimasto a bocca chiusa.&lt;br /&gt;Se nella tua valigia ci fossero veramente parole,&lt;br /&gt;l’avrei aperta, l’avrei&lt;br /&gt;spalancata con queste mani. E se una pallottola&lt;br /&gt;è stata la tua unica supplica,&lt;br /&gt;la mia risposta può giungerti soltanto adesso. Non&lt;br /&gt;accusarmi di essere in ritardo. E poi&lt;br /&gt;non è vero ciò che ho detto all’inizio…&lt;br /&gt;non devo scusarmi di nulla, non dobbiamo scusarci di nulla.&lt;br /&gt;Ma devo scriverti&lt;br /&gt;Questo sì…scrivere. &lt;em&gt;Bisogna scrivere soltanto&lt;br /&gt;se si ha qualcosa nel cuore: e se non scrivessi qualcosa adesso&lt;br /&gt;chiunque avrebbe il diritto di sputarmi in faccia.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Alla sera ti drogavi. E poi ridevi, continuavi a ridere&lt;br /&gt;con le tue mascelle forti. Poi&lt;br /&gt;crollavi su un tappeto. E ti svegliavi il giorno dopo,&lt;br /&gt;impeccabile,&lt;br /&gt;con il tuo sorriso gentile, nel fuoco fatuo.&lt;br /&gt;Una volta&lt;br /&gt;ti ho visto a letto con una donna. Non lo scorderò mai,&lt;br /&gt;ancora oggi ne porto la ferita, eri gentile. Ma&lt;br /&gt;eiaculavi il nulla. Lei ti guardava sbigottita. Tu sorridevi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma basta con questi piagnistei. Dopo tutto, maledizione,&lt;br /&gt;sei morto perché non avevi talento.&lt;br /&gt;E avevi anche il torto di confessarlo&lt;br /&gt;alle donne. Le donne… non le hai mai amate.&lt;br /&gt;Non accettavi&lt;br /&gt;che respirassero da sole. Eppure respiravano.&lt;br /&gt;E ne eri terrorizzato. Sotto ogni seno&lt;br /&gt;&lt;em&gt;vedevi&lt;/em&gt; un respiro. E dal momento&lt;br /&gt;che esso si lasciava mostrare,&lt;br /&gt;volevi afferrarlo; e sbagliavi sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gonzague, sei stato mio amico, sei stato leale con me.&lt;br /&gt;A volte un’amicizia ha fatto risorgere i morti.&lt;br /&gt;Non potrà succedere tra noi. Dieci&lt;br /&gt;minuti fa ti ho voluto ancora, ho voluto&lt;br /&gt;la trasfusione di tutto il sangue. Ma tu sei ostinato. Sorridi&lt;br /&gt;del mio incantesimo. Come potrò sollevare la bara&lt;br /&gt;di chi sorride così? No, nessuna resurrezione&lt;br /&gt;tra noi. Però non dimentico nulla… di te… che hai sofferto&lt;br /&gt;senza chiasso.&lt;br /&gt;La tua tristezza non ti ha impedito&lt;br /&gt;di scegliere tra il fango e la morte.&lt;br /&gt;Morire… è stato leale… non potevi&lt;br /&gt;offrirmi una prova più grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo testo di &lt;strong&gt;Pierre Drieu La Rochelle&lt;/strong&gt; - qui nella versione di Milo De Angelis per l’omonimo paragrafo del libro &lt;em&gt;Poesia e destino&lt;/em&gt; da cui queste poche note traggono ispirazione - fu ritrovato tra le carte di Drieu dopo il suicidio avvenuto il 15 marzo 1945 e riprende, da un punto di vista diverso, il tema del romanzo &lt;em&gt;Le feu follet&lt;/em&gt; (Fuoco fatuo) e il tema centrale dell’intera opera (si veda &lt;em&gt;Récit secret&lt;/em&gt; – Racconto segreto) di Drieu, l’auto-distruzione fino al gesto estremo, non solo e non tanto come atto di disperazione, anche se gli Unni sono alle porte, per citare lo stesso Drieu nel suo diario, ma come punto d’arrivo di una logica implacabile (“Da ragazzo ho giurato a me stesso di rimanere fedele alla mia giovinezza: un giorno ho cercato di mantenere la parola.” Racconto segreto), che non si accontenta del rimorso, della tristezza o tanto più del melodramma del &lt;em&gt;se avessi&lt;/em&gt; ma arriva sino allo strappo finale, lì dove si spezza il nesso tra parola pensiero ed essere, dove la parola si ritrae o, al massimo, arriva postuma e, dove riesce a dire qualcosa di essenziale, senza la pretesa di salvare ciò che non può essere salvato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1581060790547625445?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1581060790547625445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1581060790547625445&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1581060790547625445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1581060790547625445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/09/morire-stato-leale.html' title='Morire...è stato leale'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SN6PE7ZaXOI/AAAAAAAAAC4/O_f8r-npIIk/s72-c/drieu2%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-9122572112952956083</id><published>2008-09-07T21:25:00.003+02:00</published><updated>2008-09-27T22:07:24.806+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>La Primavera...nulla sa di voi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SMQr18vvlsI/AAAAAAAAACw/apbBu09RraE/s1600-h/DSCN0004%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5243364072005539522" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SMQr18vvlsI/AAAAAAAAACw/apbBu09RraE/s320/DSCN0004%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La primavera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto opprima la mano del destino,&lt;br /&gt;Per quanto angosci l’inganno umano,&lt;br /&gt;Per quante rughe solchino la fronte,&lt;br /&gt;E pieno di ferite sia il nostro cuore,&lt;br /&gt;E per quanto dure siano le prove,&lt;br /&gt;Tutte le prove che avete subito,&lt;br /&gt;Che importa questo di fronte al respiro,&lt;br /&gt;Al primo incontro con la primavera?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La primavera… Nulla sa di voi,&lt;br /&gt;Di voi, o male, o dolore,&lt;br /&gt;Il suo sguardo risplende immortale,&lt;br /&gt;e non vi è ruga sul suo volto.&lt;br /&gt;Obbediente solo alle sue leggi,&lt;br /&gt;Nel tempo convenuto scende anche a voi,&lt;br /&gt;Luminosa, beata, indifferente.&lt;br /&gt;Come si conviene agli dei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Copre di fiori tutta la terra,&lt;br /&gt;E’ fresca, come la prima primavera;&lt;br /&gt;Se ce ne fu un’altra prima di lei,&lt;br /&gt;Di questa proprio nulla conosce.&lt;br /&gt;Errano molte nubi nel cielo,&lt;br /&gt;Ma queste sono le sue nubi,&lt;br /&gt;Ed ella più non trova le orme&lt;br /&gt;Delle sfiorite primavere dell’essere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sospirano le rose il passato,&lt;br /&gt;Né l’usignolo lo canta nella notte;&lt;br /&gt;L’Aurora lacrime profumate&lt;br /&gt;Non versa sul tempo che fu;&lt;br /&gt;Né la paura dell’inevitabile fine&lt;br /&gt;Spira dagli alberi e dalle foglie!&lt;br /&gt;La loro vita, come un oceano senza rive,&lt;br /&gt;E’ disciolta tutta nel presente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioco e vittima della vita particolare!&lt;br /&gt;Vieni, e respinto l’inganno dei sensi,&lt;br /&gt;Immergiti, alacre, assoluto signore,&lt;br /&gt;In questo vivificante, creativo oceano!&lt;br /&gt;Vieni, e nella sua eterea corrente&lt;br /&gt;Bagna il tuo petto che soffre,&lt;br /&gt;E della vita divina e universale,&lt;br /&gt;Sii, anche per un attimo, partecipe!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1838, Fjodor I. Tjutcev)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;All’Autunno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stagione di nebbie e morbida abbondanza,&lt;br /&gt;Tu, intima amica del sole al suo culmine,&lt;br /&gt;Che con lui cospiri per far grevi e benedette d’uva&lt;br /&gt;Le viti appese alle gronde di paglia dei tetti,&lt;br /&gt;Tu che fai piegare sotto le mele gli alberi muscosi del casolare,&lt;br /&gt;e colmi di maturità fino al torsolo ogni frutto;&lt;br /&gt;Tu che gonfi la zucca e arrotondi con un dolce seme&lt;br /&gt;I gusci di nocciola e ancora fai sbocciare&lt;br /&gt;Fiori tardivi per le api, illudendole&lt;br /&gt;Che i giorni del caldo non finiranno mai&lt;br /&gt;Perché l’estate ha colmato le loro celle viscose:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non ti ha mai vista, immersa nella tua ricchezza?&lt;br /&gt;Può trovarti, a volte, chi ti cerca,&lt;br /&gt;Seduta senza pensieri sull’aia&lt;br /&gt;Coi capelli sollevati dal vaglio del vento,&lt;br /&gt;O sprofondata nel sonno di un solco solo in parte mietuto,&lt;br /&gt;Intontita dalle esalazioni dei papaveri, mentre il tuo falcetto&lt;br /&gt;Risparmia il fascio vicino coi suoi fiori intrecciati.&lt;br /&gt;A volte, come una spigolatrice, tieni ferma&lt;br /&gt;La testa sotto un pesante fardello attraversando un torrente,&lt;br /&gt;O, vicina a un torchio da sidro, con uno sguardo paziente,&lt;br /&gt;Sorvegli per ore lo stillicidio delle ultime gocce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i canti di primavera? Dove sono?&lt;br /&gt;Non pensarci, tu, che una tua musica ce l’hai –&lt;br /&gt;Nubi striate fioriscono il giorno che dolcemente muore,&lt;br /&gt;E toccano con rosea tinta le pianure di stoppia:&lt;br /&gt;Allora i moscerini in coro lamentoso, in alto sollevati&lt;br /&gt;Dal vento lieve, o giù lasciati cadere,&lt;br /&gt;piangono tra i salici del fiume,&lt;br /&gt;E agnelli già adulti belano forte dal baluardo dei colli,&lt;br /&gt;Le cavallette cantano, e con dolci acuti&lt;br /&gt;Il pettirosso zufola dal chiuso del suo giardino:&lt;br /&gt;Si raccolgono le rondini, trillando nei cieli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(1819, John Keats)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni in cui le ore di luce diminuiscono e quel poco di natura che percepisco in città marcisce, ho pensato alla primavera, al furore del suo manifestarsi, all’inizio assoluto che ogni anno ci sorprende e sembra spezzare, per sempre, il ciclo delle stagioni e mi è tornata in mente la poesia Primavera di Tjutcev in cui l’esplodere della natura, appunto, è visto, avvertito, in maniera così potente da sentirsi soggiogati, forse solo come un russo può sentirlo.&lt;br /&gt;Poi, però, ho ricordato l’ode All’Autunno di Keats in cui questa stagione non è vista, percepita, come la stagione del declino ma della pienezza, delle luci calde e profonde, di ciò che è maturo, così pieno di vita da donarla e poi congedarsi.&lt;br /&gt;Alla fine ho pensato che entrambe le poesie nascono da sensazioni che, per noi, uomini contemporanei, sono non esperibili direttamente ma che nascono solo da una mediazione letteraria, e che con il passare dei secoli diventeranno ricordo ancestrale, della specie, come ora lo è per noi il passato dei nomadi raccoglitori e il terror panico con cui convivevano: un residuo irriducibile di un passato dimenticato dell’uomo tecnologico. C’è da chiedersi infine se già nell’ottocento queste esperienze poetiche erano delle “riserve” in un paesaggio storico che andava cambiando sempre più velocemente e forse proprio questa dimensione d’inattualità avvalora ancor di più la verità di questi versi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fjodor I. Tjutcev, Poesie, a cura di E. Bazzarelli, BUR&lt;br /&gt;John Keats, Poesie, a cura di S.Sabbadini, Oscar Mondadori&lt;br /&gt;&lt;a href="http://digilander.libero.it/grfoto/images/AU_PB124263.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-9122572112952956083?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/9122572112952956083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=9122572112952956083&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/9122572112952956083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/9122572112952956083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/09/la-primaveranulla-sa-di-voi.html' title='La Primavera...nulla sa di voi'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SMQr18vvlsI/AAAAAAAAACw/apbBu09RraE/s72-c/DSCN0004%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4531991219831097531</id><published>2008-09-02T14:41:00.009+02:00</published><updated>2011-12-14T21:22:53.126+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Alesi Eros e il venticello atletico del febbraio 1970.</title><content type='html'>FRAMMENTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Papà. &lt;br /&gt;Tu che ora sei nei pascoli celesti, nei pascoli terreni, nei pascoli marini.&lt;br /&gt;Tu che sei tra i pascoli umani. Tu che vibri nell’aria. Tu che ancora ami tuo figlio Alesi Eros.&lt;br /&gt;Tu che hai pianto per tuo figlio. Tu che segui la sua vita con le tue vibrazioni passate e presenti.&lt;br /&gt;Tu che sei amato da tuo figlio. Tu che solo eri in lui. Tu che sei chiamato morto, cenere, mondezza.&lt;br /&gt;Tu che per me sei la mia ombra protettrice.&lt;br /&gt;Tu che in questo momento amo e sento vicino più di ogni cosa.&lt;br /&gt;Tu che sei e sarai la fotocopia della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che avevo 6-7 anni quando ti vedevo Bello - forte - orgoglioso - sicuro - spavaldo rispettato e temuto dagli altri. che avevo 10-11 anni quando ti vedevo violento, assente, cattivo, che ti vedevo come l’orco che ti giudicavo un Bastardo perché picchiavi la mia mamma.&lt;br /&gt;che avevo 13-14 anni quando ti vedevo che vedevi di perdere il tuo ruolo.&lt;br /&gt;che vedevo che tu vedevi il sorgere del mio nuovo ruolo, del nuovo ruolo di mia madre.&lt;br /&gt;che avevo 15 anni e mezzo, quando vedevo che tu vedevi i litri di vino e le bottiglie di cognac aumentare spaventosamente.&lt;br /&gt;che vedevo che tu vedevi che i tuoi sguardi non erano più belli, forti, orgogliosi, fieri, rispettati e temuti dagli altri.&lt;br /&gt;che vedevo che tu vedevi mia madre allontanarsi. Che vedevo che tu vedevi l’inizio di un normale drammatico sfacelo.&lt;br /&gt;che vedevo che tu vedevi i litri di vino e le bottiglie di cognac aumentare fortemente.&lt;br /&gt;che avevo 15 anni e mezzo che vedevo che tu vedevi che io scappavo di casa, che mia madre scappava di casa.&lt;br /&gt;che tu hai voluto fare il Duro.&lt;br /&gt;che non hai trattenuto nessuno.&lt;br /&gt;che sei rimasto solo in una casa di due stanze più servizi.&lt;br /&gt;che i litri di vino e le bottiglie di cognac continuavano ad aumentare.&lt;br /&gt;che un giorno. che il giorno. in cui sei venuto a prendermi dalle camere di sicurezza di Milano ho visto che tu ti vedevi solo. che tu volevi o tua moglie o tuo figlio o tutti e due in quella casa da due stanze più servizi. che ho visto che tu hai visto che eri disposto a tutto pur di riavere questo.&lt;br /&gt;che ho visto che tu hai visto la tua mano stesa in segno di pace, di armistizio.&lt;br /&gt;che ho visto che tu hai visto sulla tua mano uno sputo.&lt;br /&gt;che ho visto che tu hai visto i tuoi occhi lacrimare solitudine incrostata di sangue masochista, punitivo.&lt;br /&gt;che ho visto. che tu hai visto il desiderio di voler punire la tua vita.&lt;br /&gt;che ho visto che tu hai visto il desiderio di non soffrire. che ho visto che tu hai visto i litri di vino e le bottiglie di cognac continuare ad aumentare.&lt;br /&gt;che ho visto che hai visto in quel periodo la tua futura vita.&lt;br /&gt;che ho saputo che hai saputo che tuo figlio era un tossicomane che tua moglie attendeva un figlio da un altro uomo (figlio che a te non ha voluto dare).&lt;br /&gt;che ho visto che hai visto 3 anni passare. che ho visto che hai visto che il giorno 9-XII-69 non sei venuto a trovarmi al manicomio. perché eri morto.&lt;br /&gt;che ora tu vedi che io vedo. che ora il 1° sei tu. che giochi questo tresette col morto facendo il morto.&lt;br /&gt;Ma che giochi ugualmente, che ora vedi che io vedo che ti adoro che ti amo dal profondo dell’essere.&lt;br /&gt;che ora vedi che io vedo che mia madre rimpiange. ALESI FELICE PADRE DI ALESI EROS&lt;br /&gt;che vedi che io vedo che sono fuggito ancora una volta verso la solitudine.&lt;br /&gt;che tu vedi che io vedo solo grande grandissimo nero lo stesso nero che io vedevo che tu vedevi.&lt;br /&gt;che ora continuerai a vedere ciò che io vedo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che caro padre ti racconto il mio viaggio in India. Che sono sicuro, certo del tuo ascolto.&lt;br /&gt;Che sono parecchi mesi di anfetamine. Che in un periodo le anfetamine erano introvabili nelle farmacie. Che il mercato nero vendeva a prezzi esosi. Che il mio viaggio per Napoli - biglietto andata e ritorno - che Napoli era un posto per le anfetamine quasi vergine. Che il biglietto di ritorno a Roma è finito in un cesso. Che un mese a Napoli, città che vuole vivere al passo dei tempi, pur conservando un innotabile tradizionalismo - che a Napoli Piazza Municipio, c’era Gionata Usi, Lorens e tanti altri. Che tutti i giorni due tre flaconi di Ritalin - Metredrina - Desoxyn - Psichergina - Tempodex. Che poi l’occasione di un furto di diecimila lire e la paranoia ossessiva mi portarono a Foggia - che fuga a Manfredonia - che l’unico capellone di Manfredonia mi dona la sua carta d’identità - che proseguo in autostop per Brindisi - che il tuo spirito, le tue parole, le tue molecole mi hanno aiutato. Che trovo cinquemila lire sufficienti per imbarcarmi alla volta di Gominizza - che poi padre nulla, nulla siringhe nulla endovene. Che ho solo viaggiato per la maggior parte a piedi, sui tornanti dei monti che sono la divisione di Salonicco. Che a Salonicco ho incontrato un francese maturo per una giusta ed ingiusta vendetta. Che caro papà era maturo per la dea e non dea morte. Che lui ritornò in Francia che io diretto a Istanbul.&lt;br /&gt;Che caro padre Istanbul ci rammenta - mi rammenta un anno di galera. Che caro padre io ti amo e ti ho quasi sempre amato. Che non volevo la tua ansia, il tuo dolore. Che arrivo&lt;br /&gt;Che l’essere viaggiava. Che l’essere era ridotto a stracci colorati. Che le campane suonavano. Che suonavano lentamente i 12 rintocchi. Che berrei volentieri un bicchiere di latte freddo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cara, dolce, buona, umana, sociale mamma morfina. Che tu solo tu dolcissima mamma morfina mi hai voluto bene come volevo. Mi hai amato tutto. Io sono frutto del tuo sangue. Che tu solo tu sei riuscita a farmi sentire sicuro. Che tu sei riuscita a darmi il quantitativo di felicità indispensabile per sopravvivere. Che tu mi hai dato una casa, un hotel, un ponte, un treno, un portone, io li ho accettati, che tu mi hai dato tutto l’universo amico. Che tu mi hai dato un ruolo sociale, che richiede e che dà. Che io a 15 anni ho accettato di vivere come essere umano "uomo" solo perché c’eri tu, che ti sei offerta a ricrearmi una seconda volta. Che tu mi hai insegnato a muovere i primi passi. Che ho imparato a dire le prime parole. Che ho provato le prime sofferenze della nuova vita.&lt;br /&gt;Che ho provato i primi piaceri della nuova vita. Che ho imparato a vivere come ho sempre sognato di vivere. Che ho imparato a vivere sotto le innumerevoli cure, attenzioni di mamma morfina. Che non potrò mai rinnegare il mio passato con mamma morfina. Che mi ha dato tanto. Che mi ha salvato da un suicidio o una pazzia che avevano quasi del tutto distrutto il mio salvagente.&lt;br /&gt;Che oggi 22-XII-1970 posso strillare ancora a me, agli altri, a tutto ciò che è forza nobile, che niente e nessuno mi ha dato quanto la mia benefattrice, adottatrice, mamma morfina. Che tu sei infinito amore infinita bontà. Che io ti lascerò soltanto quando sarò maturo per l’amica morte o quando sarò tanto sicuro delle mie forze per riuscire a stare in piedi senza le potenti vitamine di mamma morfina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che tu in tutte le strade e i vicoli del mondo, che io o in un manicomio o in una galera di una qualsiasi città del mondo.&lt;br /&gt;Che due volte si è posta questa triste realtà e tutte e due le volte sono corso nella tua magica e misteriosa casa, l’oriente e tutte e due le volte ti ho riabbracciato con tutto l’amore che tu mi hai insegnato ad avere.&lt;br /&gt;Che ora sono uscito da un manicomio per la terza volta, e da un terzo forzato distacco da te MAMMA MORFINA. Che sono sicuro, che sono quasi sicuro, che fra non molto potrò riabbracciarti.&lt;br /&gt;Che ore due e mezzo del 23 dicembre 1970 gente che parla del mio discorso, discorso che solo io ho fatto che solo io e mamma morfina conosciamo, che solo io e lei abbiamo portato avanti nel discorso di verità nuove mie e per me come quella di amare Giorgio. Come quella di due che cercano nella camera di là qualcuno che impersonifichi lui.&lt;br /&gt;Che ho sentito Giorgio.&lt;br /&gt;Che ho sentito Ettore andare a terra e che non mi piace sentirmi solo vincitore che ho terrore di restare solo, in qualunque condizione. Ma che devo stare solo per divenire Budda.&lt;br /&gt;Che alle 4,10 ho sentito chiaramente ed altamente la voce di Ettore che mi faceva complice del suo dolore. Che la voce di Giorgio segnava il vero.&lt;br /&gt;Che alle 4,20 in piazza Bologna io e l’essenza, il ricordo, l’impressione di Giorgio, davamo agli altri uno scatarro solo. Perché non erano come noi. Che tra un periodo la famiglia Bonaventura troverà in un letto della casa di via Andrea Fulvio il caldino che cercava.&lt;br /&gt;Che non voglio feriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che la Comune di via Andrea Fulvio ha contribuito a formare il mio esercito difensivo. Esercito che si deve difendere dal proprio stato.&lt;br /&gt;Che la comune, comune il fatto di essere scacciato dall’India e come tanti altri mi hanno strillato che il nemico che io identificavo, e forse ancora identifico, negli altri esseri viventi non era altro che il mio essere. Che forse giunti a questo punto potrei anche dire che il mio fuggire che il mio insistere nel mio ruolo, il mio viaggio diventa nefasto allo stesso livello di quanto può essere propiziato da buoni auspici.&lt;br /&gt;Che mi sono staccato dalla Comune di via A. Fulvio con la bocca amara.&lt;br /&gt;Forse avrei dovuto dare al tempo il tempo di raddolcirmela.&lt;br /&gt;Arrivati a questo punto non capisco più nulla, non so più. So che sono su un treno che va a Brindisi - che il resto appartiene al dopo, ai domani luminosi ed ai domani neri. Che scrivo, che ho scritto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O cara. O padrona morte. O serenissima morte. O invocata morte. O paurosa morte. O indecifrabile morte. O strana morte. O viva la morte. O morte che è morte. Morte che mette un punto a questa saetta vibrante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29 - 1 - 1971 Roma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che erba verde, ombreggiata e fresca. Che appare il grande mare dalla grande rilassatezza. Che Roma, il venticello atletico del febbraio 1970, che il venticello del 6 febbraio ’70, copre con la sua sabbia opportunisticamente ed indifferentemente le mie verità. Chissà! Dopo quanto sangue coagulato dovrò cadere nella macchina distruggo-creativa dell’universo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblico di seguito il commento di Antonio Porta ai frammenti di Alesi, Poesia degli anni settanta, Feltrinelli editore 1979. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Questi farmmenti sono datati 29 gennaio 1971 (Eros Alesi si è suicidato nello stesso anno) e sono usciti nell'Almanacco dello Specchio n. 2. Sembra un espediente retorico dire che c'è uno scarso margine per un commento iniziale, ma è vero. La tematica, sofferta interamente dal corpo dello scrittore, è così offerta e bruciante che rende subito muti. Si trattiene il fiato e si smette di pensare. L'invocazione alla morte un'invocazione alla gioia. Allora si ricomincia subito a pensaree ci si chiede a quale logica altra ci si trovi di fronte. "Morire ci piace/ lasciateci bucare in pace" ha scritto l'anno scorso un ragazzo su un muro (che è morto a 21 anni per un overdose). Non ci trovo nulla di patetico. E' una sorta di alternativa radicale alla vita: la morte non è più la morte che conosciamo ma non sappiamo ancora che cosa sia di diverso. Si rischia di tuffarsi in una mistica kitsch. Desidero solo osservare che nel caso di Alesi, come in molti altri, la poesia ha interagito con la nostra storia, senza diaframmi. Va detto che un tributo necessario al fare poesia lo paga sempre anche il corpo di chi scrive."&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4531991219831097531?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4531991219831097531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4531991219831097531&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4531991219831097531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4531991219831097531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/09/alesi-eros-e-il-venticello-atletico-del.html' title='Alesi Eros e il venticello atletico del febbraio 1970.'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-974447966885552390</id><published>2008-08-26T18:25:00.010+02:00</published><updated>2008-08-26T18:58:47.764+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Tuscolana pazza e disperata</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SLQxyIT_PsI/AAAAAAAAACQ/3EmcqC0UmmA/s1600-h/ecchime_r2_c1%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5238867003833269954" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SLQxyIT_PsI/AAAAAAAAACQ/3EmcqC0UmmA/s320/ecchime_r2_c1%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Ce n’ho abbastanza&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;ce n’ho abbastanza per comprarmi una bottiglia di vodka &lt;/div&gt;&lt;div&gt;un chilo di arance un amburg il pane tondo una birra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;un pacchetto di marlboro.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E poi mangio l’amburg col pane tondo tostato e&lt;/div&gt;&lt;div&gt;bevo la birra e fumo la marlboro e poi spremo due&lt;/div&gt;&lt;div&gt;arance con la vodka.E poi esco e incontro la più grande figa della mia&lt;/div&gt;&lt;div&gt;vita con gli occhi verdi e le ciglia nere e la bocca&lt;/div&gt;&lt;div&gt;rossa e le mani nervose e decidiamo cazzo di non&lt;/div&gt;&lt;div&gt;fare nessun film di non scrivere nessuna stronzata di non recitare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;nessuna cagata e di non andare in campagna&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e di non occuparci della casa né della merda né dei&lt;/div&gt;&lt;div&gt;capelli né dei comunisti.Io butto nel fiume il trench di mio fratello&lt;/div&gt;&lt;div&gt;io compro i biglietti per la partita roma-river plate&lt;/div&gt;&lt;div&gt;io raccolgo gli occhi nella spazzatura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;io accompagno mio figlio nel paradiso totale&lt;/div&gt;&lt;div&gt;senza nessun pericolo né gas né elettricità né politica&lt;/div&gt;&lt;div&gt;né bicchieri né coltelli né stanze di pavimento.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;E lei scompare come le ore e appare come le ore&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e me ne frego della pensione e me ne frego di morire&lt;/div&gt;&lt;div&gt;me ne frego dei fascisti e dovunque mi sdraio sogno&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e ho sempre voglia di baciarla e gli alberi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;respirano e le nuvole di merda si spaccano&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e da dentro partono razzi luminosi&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e dovunque sono vivo e non ho nessuna paura&lt;/div&gt;&lt;div&gt;né dei rinoceronti né dei serpenti né degli appuntamenti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e butto via l’elmetto e esco dalla trincea delle spalle di piombo&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e mando affanculo tutti gli stronzi cagacazzi della terra&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e grido come un’arancia stellare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e viaggio nella luce dell’ananas e cago cicche d’oro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;sulla faccia dei nazi-igienisti maledetti&lt;/div&gt;&lt;div&gt;puliscicessi. Buttare via il tempo della vita&lt;/div&gt;&lt;div&gt;a lucidare i bidè e conservare i bicchieri&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e sorridersi a culo sbarrato e invecchiare&lt;/div&gt;&lt;div&gt;come i più stronzi prima di noi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Maledetti cagoni falsi e vigliacconi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Lei apparirà. Bruciando i tampax dell’anima sanguinante.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;apparirà con gli occhi verdi e ciglia nere e bocca rossa&lt;/div&gt;&lt;div&gt;anima luminosa come arcobaleno puro&lt;/div&gt;&lt;div&gt;radice che spiega con tutta la chiarezza perché questa merda è merda&lt;/div&gt;&lt;div&gt;e finirò di vivere la vita con la paura di vivere la vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;(da Victor Cavallo, Ecchime, Stampa alternativa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Incontro a Castelporziano&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;Mia cara fica&lt;br /&gt;lucciola lanterna cicala stella nuvola sogno papavero orzata fica&lt;br /&gt;ti scrivo dalla garbatella dove passeggiavo con una maglietta&lt;br /&gt;gialla e il cielo era pieno di rondini. Ma era verso sera e&lt;br /&gt;all’epoca della prospettiva Nevskji.&lt;br /&gt;Mia adorata sono stanco e ho bisogno dei tuoi capelli&lt;br /&gt;e delle canzoni dell’estate 1979 e di una campagna acquisti&lt;br /&gt;che mi ridia speranze di coppa Uefa.&lt;br /&gt;Com’era atroce l’inverno sull’orlo della serie B!&lt;br /&gt;Mia cara fica&lt;br /&gt;non credo a niente&lt;br /&gt;i prezzi del pane e del latte sono troppo alti&lt;br /&gt;e il campo di bocce del forlanini è pieno di d’immondizia&lt;br /&gt;e i giardini di piazza S.Eurosia pieni di vetri rotti e cacche di volpini&lt;br /&gt;E tutti quegli stronzi in giro&lt;br /&gt;e lisa gastoni che m’ignora&lt;br /&gt;e la rivoluzione che bestemmia sulla pista assolata del rock and roll.&lt;br /&gt;ti amo. e se tu non me la darai mi ucciderò con una overdose.&lt;br /&gt;I can get no satisfaction&lt;br /&gt;e sono io nel merdoso cimitero degli specchi&lt;br /&gt;a vegliare la fica in equilibrio tra le stronzate&lt;br /&gt;io tra gli stanchi bagnanti notturni che recitano michelangelo&lt;br /&gt;e le pompinare americane che mordono i gondolieri&lt;br /&gt;e l’1 a 0 di trevor francis al bar della fenice e gli angeli&lt;br /&gt;e questo angolo di piscio dove m’inculo il mondo.&lt;br /&gt;Mia cara fica&lt;br /&gt;spero d’incontrarti sulla spiaggia di castel porziano.&lt;br /&gt;io ti incontrerò perché tu emani luce ultrarealistica&lt;br /&gt;e tu mi riconoscerai perché indosserò profonde occhiaie&lt;br /&gt;e una collanina azzurra. Fuggiremo lontano dal vietnam&lt;br /&gt;verso la divina pietralata. verso la tuscolana pazza e disperata.&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;br /&gt;(da Victor Cavallo, Ecchime, Stampa alternativa) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-974447966885552390?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/974447966885552390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=974447966885552390&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/974447966885552390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/974447966885552390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/08/tuscolana-pazza-e-disperata.html' title='Tuscolana pazza e disperata'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_i7uu9Kg4PRU/SLQxyIT_PsI/AAAAAAAAACQ/3EmcqC0UmmA/s72-c/ecchime_r2_c1%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-136695957582879656</id><published>2008-07-14T12:56:00.026+02:00</published><updated>2011-10-14T20:01:06.288+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Il margine di una città. Una lettura del poema di F. Filia</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SJNgog8WguI/AAAAAAAAABo/wT77vAS4Tq8/s1600-h/Filia+Coppola+2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5229629841461379810" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SJNgog8WguI/AAAAAAAAABo/wT77vAS4Tq8/s320/Filia+Coppola+2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Guardare significa essere legati immediatamente a stimoli visivi, essere immersi in un orizzonte visivo. E' la parte più rilevante della nostra componente animale, è il legame con l'ambiente. Su questo istinto si fonda la norma madre della società contemporanea. Diversa cosa è il vedere. La radice di questo verbo la ricostruisce il filologo Bruno Snell evidenziando la sua relazione semantica con i termini greci noos e idein: vedere significa conoscere le idee. In questo senso i dialoghi di Platone sono stati la prima fenomenologia dello sguardo. I filosofi e i poeti sono tali perché vedono idee, non per altro. E non sono loro a definire le idee, sono le idee stesse che si danno in immagini. Il filosofo idealista e il poeta visionario non sono tali perché scendono a fondo e sfondano il campo del semplice guardare, non sono tali perché vedono le cose come saranno alla fine del loro scorrere, ma sono tali perché vedono le cose nella loro fissità, così come già sono, anche se in apparenza sembrano scorrere. E questa loro visione non ha niente di mistico o di misterico ma è reale, più reale del reale. Questo ho pensato, meglio sarebbe dire, questo ho ricordato nel leggere il testo poematico &lt;em&gt;Il margine di una città&lt;/em&gt; di Francesco (Filia). Filia fa parte di quei poeti campani che sentono ancora l'influenza della vicina Elea. In lui l'idea e la sua immagine la fanno da padrone. Questo poema, sulla scia di altre esperienze poetiche contemporanee (ricordo quella di De Angelis e Ortesta su tutti)nasce da un'esperienza teoretica fondamentale. La successione di questo testo in frammenti gnostici rappresenta proprio il rarefarsi graduale e parziale di quelle immagini che rispecchiano qualcosa d'immutabile. E' una vita colta per immagini o una biografia per frammenti. Ma la biografia che viene posta in evidenza non è solo quella del poeta; non si consuma tutta la vita in queso poema ma solo la sua intensa e più rilevante espressione. Ciò che Filia mette su carta è l'epifania del vedere e la successiva fenomenologia di un mondo, di una città. A partire dall'originaria ferita mortale, la regola che fa vibrare il nostro mondo a venire: &lt;em&gt;"Ritorna/ lo slargo dietro casa, come una fitta di luce/ negli occhi, con questo nome capitatomi in sorte/ ripetuto all'infinito e sfaldato in lettere/ sillabe pura emissione di voce balbettio indistinto/ nulla&lt;/em&gt;.(frammento I)". La resistenza delle cose al tempo coincide con la scoperta della nostra mortalità. Le cose ci precedono e ci sopravvivono. Sono come spettri di luce che fuggono la nostra natura funzionale. Noi siamo accolti da quei segni. L'indizio di questo processo ce lo offre il nome, segno inequivocabile della "nostra lingua finita" ("di tutti gli esseri l'umano è il solo che nomina egli stesso i suoi simili, come il solo che Dio non ha nominato" scriveva Benjamin). Il nome è la prima frattura che si crea tra la luminosità estrema del mondo e l'ombra della nostra presenza mortale. Si può dire che il nome rischiara la nostra animalità, è la scoperta originaria della piega che distingue il guardare dal vedere. Il nome è la ferita mortale che filtra luce mentre fa sgorgare sangue. Su questo crinale si poggia il mondo, la città. Tutto il poema non è altro che un'esibizine dello spacco originario che tale assunzione comporta: &lt;em&gt;"Tra una scia di luci e l'azzurro del cielo/ la vita balena di nuovo, su questo muro/ a cavalcioni, a metà del nostro morire &lt;/em&gt;(frammento II)". Lo strumento adottato dal poeta è quindi la vista come dimostrano le illustrazioni che accompagnano questo scritto. (Le tavole di Pasquale Coppola raffigurano occhi posti tra terra e cielo). Il margine, nominato nel titolo, è in realtà il centro. Qui c'è un rovesciamento delle categorie civili. La città è vista a partire dal suo margine, da una sbavatura del guardare. L'operazione d'invertimento di centro e periferia, fatta in chiave sociale e politica a proposito della città di N. da molti intellettuali, qui è realizzata poeticamente. Il vero fulcro del consorzio umano è il margine, la periferia, non più il centro. Il poeta rinnega il campo visivo immediato, gli stimoli meramente animal-meccanici della sua città perché chiamato da quella ferita originaria: "&lt;em&gt;Questa gioia sputata via al risveglio, quando ogni strada/ è più estranea e vicina insieme e una voce che chiama/ è quel che resta dei giochi proibiti di un bambino &lt;/em&gt;(frammento III)." Riabitare la propria città, quando non si è più cittadini, significa conquistare un nuovo spazio. In questo Filia si dimostra vicino a quegli autori che concepiscono l'arte non come semplice provocazione ma come costruzione. C'è in questi versi la consapevoelzza che questo gesto è possibile solo compiendo una svolta antropologica, traducendo il caso in necessità. A chi più rischia, più è richiesto (per parafrasare un vecchio detto filosofico). Questa sembra la scommessa sottintesa. Questo l'angolo etico proposto. Nessun cambiamento è consentito se non questo. Ogni cambiamento consentito dipende da questo. "Dimoro nella lesione di ogni cosa" scrive Filia e s'addentra nel deserto: "&lt;em&gt;Vuoto logico di questo terrazzo aperto/ su di un balzo di palazzi e voci rabbiose./ Le labbra si schiudono ancora nella gioia/ di nominare le cose i volti lo spazio/ che si stringe intorno alla gola,/ nelle pietre di questa città che continua/ a crollarmi addosso da millenni &lt;/em&gt;(frammento XVIII)." Si cercano le direttive dello spazio, e sono le immagini e le idee delle cose che le offrono. Le linee che perimetrano lo spazio cadono sul foglio verticalmente mortificando l'articolazione vitale del verbo: "&lt;em&gt;Città verticale nutrita dalle sue viscere vuote/ cunicoli e rifugi, occhi che difendono il territorio/ porzione sottratta e vita ripresa varco/ dove sopravvivere. &lt;/em&gt;(frammento XXVIII)" E ancora :"&lt;em&gt;Città nuova di entroterra e anni luce/ dal mare, sagome scolpite nell'aria./ Architetture sospese, crepe/ nel cemento armato attendono/ questa pausa nel dolore di viali/ e binari non ancora morti tra macerie/ e un rantolo di voce di vita/ di niente. &lt;/em&gt;(frammento XXXIII)" Questo frammento ha una potenza unica che sembra raccogliere la città in un solo guasto. Tutti i suoi mali sono presenti meglio che in qualsisai cronaca o romanzo: terremoto, sangue gratuito, corruzione, tutto torna in un solo istante. Qui riesce in pieno il patto: il poeta scompare, scompaiono i mali, resta evaso il deserto, lo spazio appare. La poesia non fa che registrare la visione, esula da schemi metrici e da rime. La poesia non bisogna più nominarla. Lo spazio è il solo risultato, il margine è lo spazio. L'unica soluzione possibile all'esondazione dello sguardo è espandere la ferita, insistere nel vedere: creare un margine. In questo nuovo spazio le cose abbandonano la loro funzione, anche se non scappano dalla storia. Si tratta di riportate tutto allo stupore originario; se qualcuno ti avrà nominato tu non potrai che rispondere: "&lt;em&gt;Non hai voluto fiori da cogliere ma guanti/ per proteggere il tatto nel giardino chiuso/ nella trasparenza di questo chiostro./ Abbiamo sentito lo stesso dolore in fondo alla vita/ Solo ora comprendo, in questo silenzio condiviso/ la necessità del tuo nome. Carmen.&lt;/em&gt; (frammento XXXII)" La donna capitata in sorte ha il nome giusto. Accompagna in silenzio perché le parole facilmente si confondono. Bisogna preservarle. Quel nome, altro indizio finito, è lo stare accanto che traduce il vuoto in pieno. E' presenza carnale ma anche canto. Ciò che si trova alla fine è l'in-sistere, nel canto. L'unico dono reale è lo spazio: "&lt;em&gt;Ricostruisco il passato negli occhi di mia figlia./ Con cocciuta ossessione scavo i giorni/ i minuti, di quest'eterno presente. Ecco la fine delle ore./ L'alba, nelle mani strette, mi lascia accanto/ a questa culla a intuire l'inizio di una vita/ mio secondo stupore a guardare/ questa forma creata mio respiro ulteriore.&lt;/em&gt; (frammento LV)" Il vedere si traduce nel guardare "una forma creata". La vista del poeta s'affina, s'affida, a un respiro terreno. Il poeta, per ora, trova asilo.&lt;em&gt;&lt;/em&gt; (Filia Francesco, &lt;em&gt;IL MARGINE DELLA CITTA', Con dieci tavole di Pasquale Coppola&lt;/em&gt;, Il Laboratorio/le edizioni, Napoli, 2008)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-136695957582879656?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/136695957582879656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=136695957582879656&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/136695957582879656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/136695957582879656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/07/il-margine-della-citt-una-lettura-del.html' title='Il margine di una città. Una lettura del poema di F. Filia'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SJNgog8WguI/AAAAAAAAABo/wT77vAS4Tq8/s72-c/Filia+Coppola+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7671393341635548550</id><published>2008-07-12T19:53:00.003+02:00</published><updated>2011-12-18T07:59:04.488+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='filìa'/><title type='text'>La Madonna della Neve</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SHjwS_iURnI/AAAAAAAAABg/sOwDkWSeGOA/s1600-h/250px-Masolino_007%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5222187977019770482" src="http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SHjwS_iURnI/AAAAAAAAABg/sOwDkWSeGOA/s320/250px-Masolino_007%5B1%5D.jpg" style="cursor: hand; float: right; margin: 0px 0px 10px 10px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;(La neve. XXV frammento, Napoli 2007)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è giunto in sogno con la forza di un respiro brinato&lt;br /&gt;il luogo delle promesse non mantenute dei prodigi&lt;br /&gt;mai compiuti, di una rosa che sboccia di sole spine.&lt;br /&gt;Che ad agosto non nevica si sa, i miracoli non esistono&lt;br /&gt;se non nella gioia dei semplici, di noi che aspettiamo&lt;br /&gt;un passato che riscatti il perimetro delle nostre attese.&lt;br /&gt;Con uno scongiuro non riuscito abbiamo predisposto&lt;br /&gt;il rituale per salvare le nostre facce davanti, quelle&lt;br /&gt;che abbiamo offerto all’offesa di ogni giorno al rito&lt;br /&gt;di sangue e purezza di ogni nascita all’attimo che trasforma&lt;br /&gt;il più nudo dei casi in ciò di cui non si è potuto mai fare a meno.&lt;br /&gt;La cenere dei falò i copertoni delle auto abbandonate&lt;br /&gt;la scaramanzia dei nostri cellulari accesi tutto è pronto&lt;br /&gt;per un oltre di forme geometriche e cristalli da sciogliersi&lt;br /&gt;al sole per essere nel silenzio di esagoni poggiati uno&lt;br /&gt;sull’altro di fiocchi che definiscano il recinto&lt;br /&gt;delle nostre preghiere, per un dono che non chiede&lt;br /&gt;nulla in cambio, se non l’ultimo dei nostri respiri.&lt;a class="image" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Masolino_007.jpg" title="Masolino da PanicaleIl miracolo della neve"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7671393341635548550?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7671393341635548550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7671393341635548550&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7671393341635548550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7671393341635548550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/07/la-madonna-della-neve.html' title='La Madonna della Neve'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SHjwS_iURnI/AAAAAAAAABg/sOwDkWSeGOA/s72-c/250px-Masolino_007%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8576695295754622388</id><published>2008-07-03T16:12:00.013+02:00</published><updated>2008-07-04T11:52:13.801+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorie'/><title type='text'>Frusciare</title><content type='html'>Questa notte le zanzare m'hanno risparmiato,&lt;br /&gt;nessun frusciare nel mio orecchio,&lt;br /&gt;come di ali che perdono contatto&lt;br /&gt;niente più veniva da dentro&lt;br /&gt;e mi sono dedicato all'aperto&lt;br /&gt;di buon ora, sono andato al parco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì tutti frusciano, strusciano,&lt;br /&gt;seguendo un ritmo diverso. &lt;br /&gt;Si raccoglie, da solo, il tempo&lt;br /&gt;ai piedi dei fortunati &lt;br /&gt;che direzionano le ali&lt;br /&gt;......fruscia.....fruscia... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per fortuna, un po' di vento....&lt;br /&gt;c'è un bambino che capeggia&lt;br /&gt;una triade di Faharrad,&lt;br /&gt;alla base della figura &lt;br /&gt;ci sono il babbo e la mamma,&lt;br /&gt;lui è in testa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;e con entusiasmo, pari alla gioia,&lt;br /&gt;canta una filastrocca a squarciagola&lt;br /&gt;"io sono una latrina, &lt;br /&gt;io sono una latrina.."&lt;br /&gt;i genitori lo seguono, mortificati,&lt;br /&gt;il padre mi vede, si ricompone,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mi dice che il nostro Paese &lt;br /&gt;è fatto a strati,&lt;br /&gt;ma c'è del liquido che cola,&lt;br /&gt;la classe si scolora. &lt;br /&gt;Gli ripeto la sintesi amorosa &lt;br /&gt;di quella spendida creatura.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8576695295754622388?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8576695295754622388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8576695295754622388&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8576695295754622388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8576695295754622388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/07/frusciare.html' title='Frusciare'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8326473837519512833</id><published>2008-06-26T17:45:00.001+02:00</published><updated>2008-06-26T17:46:01.056+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>I senza terra</title><content type='html'>-Creonte : "-Chi sa se laggiù tutto questo è santo? Giammai il nemico, nemmeno morto, è un amico."&lt;br /&gt;Antigone: "-Non per condividere l'odio, ma l'amore, io sono nata."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrive Simon Weil a proposito di questi versi dell'&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Antigone&lt;/span&gt; di Sofocle:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;"Questo verso di Antigone è splendido, ma la replica di Creonte è più splendida ancora, perchè mostra che coloro che partecipano soltanto dell'amore e non dell'odio appartengono a un altro mondo e non hanno da aspettarsi da questo che la morte violenta: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Creonte (v. 525): Discendi dunque laggiù, e se hai bisogno d'amare, ama quelli laggiù."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antigone va incontro alla morte perchè ha tentato di seppellire il corpo del fratello che ha combattuto al fianco dei nemici della patria. Ancora una volta nella tradizione classica torna il problema delle spoglie e del corpo. Se Priamo si era spinto nel campo nemico per richiedere la salma del figlio Ettore e fondare su quello la necessità del rito di sepoltura e la conseguente dignità delle nazioni, Antigone cerca di dare sepoltura al fratello-nemico nella terra amica. Di fatto se in Omero l'equilibrio delle forze opposte, quello di conservazione (il padre Priamo che richiede la salma del figlio), e di dispersione (Achille che vuole vedere il corpo di Ettore mangiato dai cani), è dato dalla restituzione finale del corpo dell'eroe troiano in seno alla propria patria, in Sofocle abbiamo un rovesciamento di questo rapporto. In Sofocle è il fratello nemico che deve essere sotterrato per rimarcare l'amore per lo straniero. La forza straniera, la dispersione del nuovo, viene accolto nel grembo della propria terra. Antigone riserva a questa forza una cura amorevole. La nazione è minacciata dal suo gesto che introduce logiche nuove. Per questo suo estremo atto d'amore è condannata a vivere sotto terra, "tra la vita e la morte" in una situazione di estranietà totale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antigone ": Ahimè, son derisa!&lt;br /&gt;In nome degli dei aviti,&lt;br /&gt;ancor morta non sono:&lt;br /&gt;perchè tu già m'insulti?&lt;br /&gt;O città, e voi, di questa città&lt;br /&gt;uomini doviziosi;&lt;br /&gt;ah, fonti dircèe&lt;br /&gt;e tu, sacra terra tebana&lt;br /&gt;fiorente di carri:&lt;br /&gt;voi almeno prendo a testimoni&lt;br /&gt;che illacrimata dai miei&lt;br /&gt;per leggi inaudite&lt;br /&gt;a sepolcrale carcere,&lt;br /&gt;a tomba strana mi avvio.&lt;br /&gt;Me infelice,&lt;br /&gt;non tra i vivi,&lt;br /&gt;non  tra i morti, &lt;br /&gt;ascolta sarò"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antigone è colei che ha sacrificato la logica nazionale. E' lei l'emblema del nuovo corpo, è portatrice di un nuovo liguaggio. Il suo gesto dice la Weil è il gesto della "persona pura" e dell'amore assoluto. Chi pratica l'amore per lo straniero, espone la nazione al rischio. Ma è proprio il rischio la parte mobile della lingua che fonda le terre a venire. Chi nega questo elemento della storia va incontro all'annichilimento.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Antigone si toglie la vita, avendo perso la sua identità sociale e il  corpo del fratello viene comunque mangiato dagli uccelli. Con grande forza poetica scrive Sofocle che i pezzi di carne del cadavere cadono dai loro becchi sul fuoco dei sacerdoti, emanando tutto intorno un forte odore, presago di tragedia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8326473837519512833?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8326473837519512833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8326473837519512833&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8326473837519512833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8326473837519512833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/06/il-privilegio-dellodio.html' title='I senza terra'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8071029156101130556</id><published>2008-06-05T20:55:00.003+02:00</published><updated>2008-06-05T21:01:38.504+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Staffette di luce. "Ogni cinque bracciate" di Vincenzo M. Frungillo</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SEg39JWDErI/AAAAAAAAABQ/yc93mfpFa8U/s1600-h/nuoto.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5208474492673921714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SEg39JWDErI/AAAAAAAAABQ/yc93mfpFa8U/s400/nuoto.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono alcuni anni che si discute sul ritorno della poesia epica, ossia di un dettato poetico che racconti fatti, eventi, gesta di uomini, di eroi. Ma ciò è stato reso poco credibile dalla mancanza, non tanto di eventi significativi e di figure che potessero essere rappresentate poeticamente, ma soprattutto dalla potenza stessa della parola, in quanto o atrofizzata nel linguaggio ordinario e dei mass-media o ripiegata su stessa alla ricerca dei più nascosti meandri dell’interiorità.&lt;br /&gt;Un esempio recente di una poesia che si apre al mondo e cerca di esplorarlo è il poema in ottave &lt;em&gt;Ogni cinque bracciate&lt;/em&gt; di Vincenzo Frungillo, finalista dell’edizione 2007 del premio Antonio Delfini, di cui è stato pubblicato un estratto, curato da Enzo Cucchi, dalla casa editrice Mazzoli di Modena, accompagnato da disegni di Paola Pezzi. Il poemetto ha come tema centrale la parabola umana e sportiva della squadra di nuoto femminile della DDR che, a cavallo degli anni settanta e ottanta, inanellò una serie di vittorie e di record che stupirono il mondo, per poi scoprire che tali vittorie erano dovute prevalentemente all’uso di sostanze dopanti. Ciò nondimeno il fascino di quella avventura umana è rimasto e l’autore ce lo ripropone, con occhio attento e partecipe - “Ecco stanno tornando in quel punto, sole, all’apice della luce.” - come simboli di un mondo, quello comunista, uscito sconfitto dallo scontro con l’occidente, ma anche come simboli di tutti gli uomini e le donne che si trovano travolti dalle vicende storiche e che loro malgrado ne assurgono a emblemi negativi. Nelle storie di Ute, Karla, Lampe e Renate, le quattro staffettiste della nazionale della Germania Est protagoniste del poemetto, possiamo riconoscere le vicende di tutti quelle donne e quegli uomini che la storia ha prima esaltato e portato alla gloria e poi lasciato ai margini, dimenticati perché o imbarazzanti o perché portatori di ricordi dolorosi. Spetta al poeta, come un novello pescatore di perle, cercarle nel mare del passato, rendere loro la voce, salvarle dall’oblio, ridare loro il respiro che avevano perso, farle nuotare di nuovo nella luce della parola poetica “Senza il pregiudizio della parte sbagliata,/ ora nuota nell’acqua della piscina/ trasparente a se stessa, ma affilata nella bracciata/ sulla superficie che brilla come di brina.”&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8071029156101130556?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8071029156101130556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8071029156101130556&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8071029156101130556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8071029156101130556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/06/staffette-di-luce-ogni-cinque-bracciate.html' title='Staffette di luce. &quot;Ogni cinque bracciate&quot; di Vincenzo M. Frungillo'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SEg39JWDErI/AAAAAAAAABQ/yc93mfpFa8U/s72-c/nuoto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7233291262502969496</id><published>2008-06-01T10:39:00.002+02:00</published><updated>2008-06-01T10:45:16.655+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Gangster story. L'ultimo dei bravi ragazzi</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SEJhhvwENQI/AAAAAAAAABI/N0bMqhRonTU/s1600-h/978-88-541-0841-7%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5206831351575360770" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SEJhhvwENQI/AAAAAAAAABI/N0bMqhRonTU/s320/978-88-541-0841-7%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La gangster story non è morta continua a vivere con i suoi pregi e i suoi difetti. Ne è testimone &lt;em&gt;L’ultimo dei bravi ragazzi&lt;/em&gt; (Newton Compton, traduzione di Eleonara Bosi e Roberto Galofaro) primo romanzo di John Carbone, autore nato negli Stati Uniti, ma che vive e lavora in Europa. L’ultimo dei bravi ragazzi è un romanzo di mafia, raccontato in prima persona, come nella migliore tradizione del noir americano, basta solo ricordare i libri di Jim Thompson agghiaccianti apologhi di menti criminali che raccontano in soggettiva la loro follia omicida. Il protagonista e io narrante è Marco Bolzani, giovane di Brooklyn, che, dopo l’ennesima lite con il padre, scappa da casa e va per strada, qui sente il richiamo affascinante del crimine, dei soldi facili e del loro potere. Insieme ad altri sei amici dà vita ad una gang dedita allo spaccio di marijuana. Sono gli anni Settanta e anche la criminalità sta cambiando perché il commercio di sostanze stupefacenti si ingrandisce, sul mercato ora c’è la cocaina e il primo che se ne assicurerà lo smercio diventerà ricco e potente al di là di ogni immaginazione. I sette bravi ragazzi, quattro italiani e tre irlandesi, entrano in affari con lo zio Tony, mafioso senza scrupoli che li renderà ricchi ma che li porterà al punto di non ritorno, quando la lotta per il potere, la concorrenza spietata degli altri spacciatori, le forze oscure che si muovono dietro le quinte romperanno definitivamente gli equilibri interni alla banda. In questa storia sono presenti tutti gli ingredienti classici del genere: gioventù segnata dalla vita in strada, il patto d’amicizia e lealtà dei membri della banda, la scalata al successo criminale e la inevitabile rovina, accompagnata da omicidi, tradimenti, il tutto condito da un linguaggio asciutto, scarno, non esente però da una certa stereotipia di lessico e di immagini.&lt;br /&gt;Perché leggiamo ancora queste storie? Perché, pur sapendo che ripetono trame e situazioni già note, continuano ad affascinarci? Forse perché la gangster story è l’unico genere letterario che concentra tutti insieme i temi della violenza, dell’amore, dell’amicizia, dell’ambizione, del tradimento, della nemesi e del riscatto, del destino, che può avere la forma di una pallottola alle spalle o di un incontro sbagliato; in poche parole quei temi che fondano la vita e la morte di ogni uomo, che, codificati dai tragici greci, percorrono come un fiume carsico la storia della letteratura occidentale e che in un’epoca di povertà culturale e letteraria riemergono nel romanzo di genere. In attesa di tempi migliori può bastare? Chi può dirlo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7233291262502969496?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7233291262502969496/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7233291262502969496&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7233291262502969496'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7233291262502969496'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/06/gangster-story-lultimo-dei-bravi.html' title='Gangster story. L&apos;ultimo dei bravi ragazzi'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SEJhhvwENQI/AAAAAAAAABI/N0bMqhRonTU/s72-c/978-88-541-0841-7%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-6311298682396399844</id><published>2008-05-24T11:20:00.007+02:00</published><updated>2008-05-25T16:22:04.430+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Violante sull'ultimo libro di versi di De Vivo</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SDff6Dkd8qI/AAAAAAAAADE/maUpBwR-ohs/s1600-h/LOCANdina%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SDff6Dkd8qI/AAAAAAAAADE/maUpBwR-ohs/s320/LOCANdina%5B1%5D.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203874082933568162" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;testo di Salvatore Violante&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Prisco De Vivo la poesia è ascolto, come da un orecchio pressato su d’una parete che ne affievolisce il suono. Le voci che provengono dalla realtà del mondo, giungono deformate e frammentate, dilatate nell’interiorità, dalla voglia sfrenata dell’appropriazione complessiva. È un poeta le cui atmosfere, si possono respirare nei cimiteri, nei bistrot, o nelle cattedrali d’oltralpe. In questa poesia il triste, diventa mera rappresentazione raggelata da una contemplazione barocca, oppure deformata da un segno capriccioso. Le sue poesie sono ciascuna, una diapositiva priva di colori dove il nero è lo sfondo e il disegno, solo una remota traccia di vita. L’ultima raccolta, DALLA PENULTIMA SOGLIA (Poesie 2001-2007) stampato per i tipi di Marcus Edizioni (Napoli 2008), corrisponde in pieno a queste caratteristiche.Questo autore, nato a S. Giuseppe Vesuviano nel 1971, è un pittore abbastanza noto che veste la sua pittura di segni disperati ma graffianti a ricercare una finestra, uno spacco di luce rigeneratore. Egli arriva alla penultima soglia dopo essere passato attraverso l’esperienza poetica di un’altra raccolta DELL’AMORE DEL SANGUE E DEL RICORDO in cui il Nostro tenta la via al misticismo attraverso un’ascensione dell’eros: un’esaltazione sensoriale simile a quella delle autoflagellazioni  cinquecentesche. È una poesia occasionale in cui il fatto perde la sua quotidianità sebbene segnato da contorni di forte carnalità. Si fa puro decoro, fredda icona ad indicare una tensione più che una storia. Nella poesia di De Vivo, la vita è assente: c’è un’aspirazione, un desiderio, un ricordo. Si ha l’impressione di trovarsi su di una spiaggia dopo una tempesta: tutta piena di detriti, di tracce di vita passata; oppure in una cella di un monastero con un frate che sogna e prega, sogna la carne del mondo lontano, ed ebbro d’eccitazione, la trasporta nella preghiera. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                           &lt;em&gt;Camminavo stordito&lt;br /&gt;                                            inseguito dai cani. &lt;br /&gt;                                            Il ditale di una signora scalza&lt;br /&gt;                                            davanti alla mia bocca.&lt;br /&gt;                                            Quella vecchia mi perseguitava&lt;br /&gt;                                            dicendomi che i miei occhi&lt;br /&gt;                                             non fanno paura a nessuno. Bisogna&lt;br /&gt;                                             solo cucirli affinché mi possa&lt;br /&gt;                                             guardare l’anima. &lt;br /&gt;         &lt;/em&gt;   &lt;br /&gt; L’immagine è lontana. C’è un inseguimento di cani privo della tensione che una scena simile dovrebbe produrre. Poi una signora scalza impone col ditale sulla bocca il silenzio. Anche qui è solo annotazione, manca l’eccitazione drammatica. Così pure la persecuzione della vecchia che dice al poeta che i suoi occhi non fanno paura a nessuno. Qui anzi c’è un rifiuto o un’incapacità di vedere o sentire o far sentire emozioni fuori di se. Gli occhi vanno cuciti affinché il poeta possa guardarsi l’anima, il solo specchio possibile per una lettura colorata della realtà: la sola via di fuga. Tutte le immagini precedenti rappresentano il fondo della tela. Il colore è spento ed uniforme. L’unica nota di movimento e di colore è la cucitura degli occhi che comporta l’aprirsi alla luce interiore. Ecco la penultima soglia, l’affacciarsi alla vita attraverso una porta aperta che dia valore eterno all’occasionale, al mutevole, al terreno, per arrivare all’ultima soglia un poco più sazi, quando i giochi saranno compiuti del tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-6311298682396399844?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/6311298682396399844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=6311298682396399844&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6311298682396399844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/6311298682396399844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/violante-sullultimo-libro-di-versi-di.html' title='Violante sull&apos;ultimo libro di versi di De Vivo'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SDff6Dkd8qI/AAAAAAAAADE/maUpBwR-ohs/s72-c/LOCANdina%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-422717687063923101</id><published>2008-05-21T11:40:00.003+02:00</published><updated>2008-05-21T11:51:02.751+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>La magnetoresistenza e la memoria collettiva.</title><content type='html'>Le ricerche fisiche iniziate negli anni settanta sstanno avendo solo oggi i loro frutti e i loro riconoscimenti. E’ infatti notizia dell’autunno scorso che il premio nobel per la Fisica 2007 è stato assegnato al francese Albert Fert e al tedesco Peter Gruenberg per la scoperta della “magnetoresistenza”. Si tratta di una scoperta parallela dei due fisici avvenuta nel 1988. I due scienziati hanno scoperto nei loro rispettivi laboratori il processo che permette di comprimere i dati in un hard disk. Grazie a loro si può ridurre la memoria umana, o almeno migliaia di dati che la riguardano, in un computer di ridottissime dimensioni. Grazie a Fert e a Gruenberg si è passati dalla misurazione dei dati di memoria in megabyte al gigabyte e ora in terabyte (mille miliardi di byte). I commentatori hanno notato che mai come oggi una scoperta della Fisica ha avuto una ricaduta pratica così evidente ed importante. Sembra chiaro come la Fisica abbia abbandonato, ormai da tempo, le sue pretese teoriche per legarsi strettamente alla tecnologia. I filosofi della scienza fanno risalire questo fenomeno al dopo Einstein ed Heisenberg. La Fisica di oggi ha una ricaduta mondana immediata. Si pensi che i supporti di memoria degli I Pod o dei portatili nascono dalla scoperta di Fert e Gruenberg. La Fisica è ricerca tecnologica che si lega al mercato dei prodotti tecnologici o bellici. Le capacità di manipolazione della materia, le nanotecnologie, influenzano direttamente la nostra memoria, il ricordo che abbiamo del mondo, le nostre relazioni. Le mutazioni antropologiche, cognitive, sono enormi. Il termine “magnetoresistenza” ha una grande forza simbolica. La resistenza alla dispersione, la capacità di trattenere memoria, è legata alla macchina. L’impostazione tecnologico della vita quotidiana è ormai totale. La tradizione è raccolta nell’hard disk che è fondato su un sistema di compressione di lamine sottilissime di metallo su cui si fanno scorrere fasci di elettroni. La tradizione significa trasmissione di dati simbolico-culturali. Questo processo ora avviene per regolazione di un flusso di elettroni. La capacità di memoria è direttamente proporzionata alla forza di compressione. Bisogna eliminare quanto è più possibile gli elementi di attrito. La resistenza torna nella semantica della Fisica ma è una resistenza magnetica. Si torna a parlare di intelligenza collettiva. Rispetto alle scoperte nucleari, però, la fisica tende oggi a comprimere l’energia, a farne un uso misurato. Ma la domanda evidentemente non cambia. Si chiede un personaggio del romanzo Atlante Occidentale di Daniele Del Giudice, nella fattispecie un narratore prossimo al Nobel che dialoga con un giovane fisico impegnato in esperimenti sull’accelerazione della materia: «Le cose stanno cambiando, sono cambiate. Non nel senso generico che si dà a questa frase. Le cose stanno scomparendo. Quelle che arrivano, o arriveranno, ho paura che non potrò più sentirle. Ho paura che potrò solo usarle.» I paradigmi che regolano la realtà sono mutati. C’è una forza, che è anche forza culturale, perché è scelta politica, che mira a questo. Le cose non si possono più vedere, nel senso che non possono essere idealizzate (cioè immaginate) ma si possono solo usare. Il vero scontro di visioni del mondo o di paradigmi interpretativi non è tra cultura e scienza (che possono essere la stessa cosa), ma tra diverse concezioni dello spazio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-422717687063923101?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/422717687063923101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=422717687063923101&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/422717687063923101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/422717687063923101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/la-magnetoresistenza-e-la-memoria.html' title='La magnetoresistenza e la memoria collettiva.'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1226498005685713977</id><published>2008-05-13T11:09:00.008+02:00</published><updated>2008-06-29T23:26:13.875+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Il bullismo o la bolla linguistica</title><content type='html'>Di fronte agli atti violenti, per lo più dei più giovani, si continua a parlare di bullismo. Il termine deriva dall'inglese bullying e si riferisce all'atteggiamento che un gruppo di bulli può avere nei confronti dei più deboli. Leggendo questa definizione da enciclopedia o le pagine dei giornali che ad essa si adeguano, sembra di essere tornati agli anni di Marlon Brando. Dal loro canto, gli insegnanti di scuola, commentano, come spesso accade, il fenomeno della violenza giovanile con termini di trita sociologia. Il bullismo è un termine forte usato per parlare di un fenomeno debole. Questo scarto crea la bolla linguistica, l'embolo interpretativo, in cui ci si trova. Il bullismo ricorda la violenza portata consapevolemente e programmaticamente verso qualcosa o qualcuno. Al contrario la violenza di oggi, quella adolescenziale, non solo italiana, è violenza "gratuita". Spesso questa violenza è priva di forza, nel senso che non ha alcun scopo politico o programmatico; spesso questa violenza è portata verso se stessi. Si può arrivare ad un paradosso e dire che in realtà oggi non esiste violenza nella società occidentale.&lt;br /&gt;Ogni legge, ogni forma di istituzione umana è fondata su una atto di forza. La legge democratica è fondata sulla violenza. La punizione di una colpa, la punizione di una trasgressore delle leggi è il modo di far rivivere pubblicamente (con atti pubblici) l'assunzione collettiva del corpo-delle-leggi. Ciò che sembra accadere oggi è invece la rimozione della violenza originaria su cui si fondano le leggi. Non c'è violenza proprio perchè non si avverte il carico di forza e di potenza che già sempre risiede in ogni atto umano. La parola stessa dell'uomo è un'istituzione nei confronti del nulla. La violenza odierna non è atro che il frutto di una rimozione della propria natura. L'animale non esce mai dal suo mondo, almeno non per una decisione di specie. L'uomo invece può uscire dal proprio mondo. Dimenticare il sangue, dimenticare la propria specie. Per questo ogni parola è per l'uomo il frutto di una scommessa radicale. Trasgredire la parola significa dimenticare il patto originario. Questo può avvenire in modo positivo con i poeti (in cerca di nuove parole o di nuove prospettive che le vecchie illuminino) e in modo negativo. Il modo negativo dell'uscita dalle parole è la violenza gratuita e autolesionistica. I giovani non sanno di commettere violenza e per questo non sono "bulli". I giovani violenti non fanno altro che assecondare quanto vedono, cioè il nulla. Il problema, piuttosto, è che non sanno dare forma a quel nulla. La loro energia è energia dispersa e autodistruttiva. Questa condizione la dice mirabilmnete Haneke nei suoi film. Forse l'unico che ha centrato con sensibilità aderente il fenomeno. Lo fa senza scorciatoie pop disegnando con la telecamera dinamiche complesse. Le sequenze di &lt;em&gt;Benny's video &lt;/em&gt;, e del successivo &lt;em&gt;Caschè &lt;/em&gt;, sono esemplari. Riprendono senza ambiguità il processo della rimozione. Sono film che inscenano il sangue e l'assenza di violenza nella nostra società.  Benny, l'adolescente protagonista  del lungometraggio di Haneke, è un filmaker che vede ossessivamente in video l'omicidio di un maiale. Alcuni uomini sparano alla bestia nella fronte con una pistola a pressione (la stessa che fanno usare i fratelli Cohen al killer di &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Non è un paese per vecchi&lt;/em&gt;). Il ragazzo non farà altro che ripetere quel gesto su una compagna di scuola. Entrambi i ragazzini sembrano d'accordo. Lo fanno a casa del ragazzo mentre si riprendono con una telecamera. Importante naturalemnte il filtro della realtà data dal video. Tutto è traslato, non percepito: il sangue non si vede, non si sente. La reazione spettacolare alla violenza è la ragione storica del nostro presente. Tutto nasce dopo la seconda guerra. Haneke è austriaco o la sa bene. Il lutto è stato coperto dall'inizio delle trasmissioni pubbliche delle tv di Stato. I genitori del ragazzo, scoperto l'omicidio non sapranno reagire. Non sanno cosa dire al figlio. Aspettano una punizione che non arriva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1226498005685713977?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1226498005685713977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1226498005685713977&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1226498005685713977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1226498005685713977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/il-bullismo-o-la-bolla-linguistica.html' title='Il bullismo o la bolla linguistica'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3039362372920870702</id><published>2008-05-09T21:03:00.004+02:00</published><updated>2008-05-09T21:11:45.553+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Una riserva per il futuro. I classici riletti da Giuseppe Pontiggia</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SCSh2F2C_DI/AAAAAAAAABA/N1ccgVHgbYU/s1600-h/800px-Landscape_with_orpheus_and_eurydice_1650-51.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198457820546268210" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://bp0.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SCSh2F2C_DI/AAAAAAAAABA/N1ccgVHgbYU/s320/800px-Landscape_with_orpheus_and_eurydice_1650-51.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;I classici, soprattutto quelli greci e latini, sono attuali? Serve ancora leggerli? Perché non eliminarli anche dai programmi scolastici? Sono queste alcune delle domande provocatorie e radicali che Giuseppe Pontiggia (Como, 1934 – Milano, 2003) pone nel suo &lt;em&gt;I classici in prima persona&lt;/em&gt;, Oscar Mondadori. In questo libro - che raccoglie un intervento che Pontiggia tenne il 13 novembre 2002, pochi mesi prima di morire, presso il centro studi La permanenza del classico dell’Università di Bologna - l’autore de &lt;em&gt;Il giocatore invisibile&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Il giardino delle Esperidi&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;L'isola volante, I contemporanei del fututro,&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Nati due volte risponde &lt;/em&gt;alle domande del pubblico e ripercorre, in sintesi e in uno stile semplice e di facile lettura che andrebbe proposto ai ragazzi delle nostre scuole, alcune delle sue idee sulla letteratura, sulla lingua e sulla scrittura che ha elaborato nel corso degli anni.&lt;br /&gt;Pontiggia porta ad esempio i suoi autori preferiti Seneca, Sallustio, Orazio ecc. per focalizzare il tema centrale del suo intervento sostenendo che “il problema non è se i classici sono attuali, il problema è se lo siamo noi rispetto a loro.” In quanto essi ci possono parlare se da parte nostra c’è un’autentica volontà di ascolto diventando “loro contemporanei”, cercando di immergersi nel mondo che essi aprono, attraverso il loro stile e le problematiche che ci pongono. In tale contesto Pontiggia elabora un concetto diverso di tradizione, più aperto, in quanto necessita del confronto con le culture extraeuropee che si stanno affacciando sul nostro panorama letterario, che non sono più patrimonio esclusivo di specialisti, ma possono essere fruite da un comune lettore che può confrontarle con quelle della nostra tradizione e farle entrare così nel suo bagaglio culturale. Per questo, secondo l’autore, c’è bisogno di un concetto di tradizione che non escluda il meglio delle altre, ma che anzi lo confronti continuamente con i valori delle nostra letteratura, a costo di sacrificare qualche minore per dar spazio ad altre voci.&lt;br /&gt;In tale prospettiva per Pontiggia i classici non sono un peso ma la più grande “riserva per il futuro”, in quanto “dimenticarli in nome del futuro sarebbe il fraintendimento più grande” e in tal modo sembra riallacciarsi al grande poeta russo Mandel’stam, che imparò l’italiano per leggere La Commedia di Dante, quando sosteneva che “classico è ciò che ancora ha da essere”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3039362372920870702?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3039362372920870702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3039362372920870702&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3039362372920870702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3039362372920870702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/una-riserva-per-il-futuro-i-classici.html' title='Una riserva per il futuro. I classici riletti da Giuseppe Pontiggia'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SCSh2F2C_DI/AAAAAAAAABA/N1ccgVHgbYU/s72-c/800px-Landscape_with_orpheus_and_eurydice_1650-51.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-8576174189401648495</id><published>2008-05-08T17:58:00.005+02:00</published><updated>2008-05-09T10:13:18.565+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Milo De Angelis, Poesie</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SCMkhk-ZB_I/AAAAAAAAAC8/4wZsOd_cZgM/s1600-h/poesie+milo.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SCMkhk-ZB_I/AAAAAAAAAC8/4wZsOd_cZgM/s400/poesie+milo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5198038554195331058" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni è stato pubblicato l'Oscar Mondadori dedicato alla poesia di Milo De Angelis. Finalmente non bisognerà più cercare i suoi libri tra biblioteche, fiere del libro usato o nei depositi delle librerie. Ora è possibile seguire il percorso poetico di De Angelis dal primo libro &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Somiglianze,&lt;/em&gt; passando per &lt;em&gt;Millimetri&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Terra del viso, &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Distante un padre&lt;/em&gt;, fino a &lt;em&gt;Biografia sommaria &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Tema dell'addio&lt;/em&gt;. Bisogna invece aspettare ancora per i suoi scritti in prosa, le favole metropolitane di  &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;La corsa dei mantelli&lt;/em&gt; (al quale è stato dedicato uno spettacolo lettura qualche mese fa a Milano) e i saggi di &lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Poesia e destino&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Sul poeta lombardo è stato scritto già molto, come testimonia l'ampia bibliografia critica presente nel volume mondadoriano (il primo scritto critico è di Dario Bellezza, e risale all'anno 1975), ma non sempre si sono dette cose adeguate alla sua poetica. L'introduzione è affidata allo scrittore romano Eraldo Affinati che, per quel che mi risulta, è il solo che in passato abbia pubblicato un'intera monografia su De Angelis (&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;Patto giurato. La poesia di Milo De Angelis&lt;/em&gt;, Tracce, Pescara, 1996). Lo scritto introduttivo di Affinati mette in chiaro alcuni punti non sempre compresi riguardo alla poesia di De Angelis; ad esempio scrive a proposito del presunto "post-ermetismo" di De Angelis: "Si tratta di un sostanziale fraintendimento. Tuttavia è potuto accadere che la sua opera venisse collocata in una linea orfica o neo-orfica, se non addirittura mistica, con la quale, in verità, non ha mai avuto nulla a che spartire. Se con tali appellativi desideriamo riferirci allo sprofondamento cieco nel magma indistinto dell'inconscio dove l'artista raccoglierebbe i propri frutti senza neppure vederli, sfuggendo al controllo dei nessi per raggiungere una suprema libera inventiva; se davvero si vuole intendere questo, non ci potrebbe essere lontananza più radicale dalle intenzioni di Milo De Angelis, i cui errori sono opacità semantica, cesure fra immagini, impossibilità del ritorno indietro chirificatore e, all'inverso, i cui risultati si misurano nella prospettiva di una dimostrazione completa, parola per parola, intuizione per intuizione, virgole e puntini compresi. Il sogno rappresenta la caduta di una barriera, la mancanza di un controllo. Qui c'è invece un disegno nascosto, al quale lo scrittore lucidamente si attiene." &lt;br /&gt;Il libro più importante di De Angelis resta &lt;em&gt;Somiglianze&lt;/em&gt;, il fantastico debutto del 1976. Io aggiungerei &lt;em&gt;Biografia sommaria&lt;/em&gt; dove le immagini diventano luminose come non mai. Da &lt;em&gt;Somiglianze&lt;/em&gt; propongo la fondamentale &lt;em&gt;L'idea centrale &lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'idea centrale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' venuta in mente (ma per caso, per l'odore&lt;br /&gt;di alcool e le bende)&lt;br /&gt;Questo darsi da fare premuroso&lt;br /&gt;nonostante.&lt;br /&gt;E ancora, davanti a tutti, si sceglieva&lt;br /&gt;tra le azioni e il loro senso.&lt;br /&gt;Ma per caso.&lt;br /&gt;Esseri dispotici regalavano il centro&lt;br /&gt;distrattamente, con una radiogarfia,&lt;br /&gt;e in sogno padroni minacciosi&lt;br /&gt;sibilanti:&lt;br /&gt;"se ti togliamo ciò che non è tuo&lt;br /&gt;non ti rimane niente."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milo De Angelis,&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poesie&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Oscar Mondadori, 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-8576174189401648495?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/8576174189401648495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=8576174189401648495&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8576174189401648495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/8576174189401648495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/milo-de-angelis-poesie_08.html' title='Milo De Angelis, Poesie'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SCMkhk-ZB_I/AAAAAAAAAC8/4wZsOd_cZgM/s72-c/poesie+milo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7061111713266367941</id><published>2008-05-06T12:51:00.005+02:00</published><updated>2008-05-06T12:57:53.173+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Il corno d'oro</title><content type='html'>&lt;div&gt;Si sente l'espressione il corno d'oro, si pensa a qualcosa di mitico. Poi, se ci si trova a navigare in quel bacino d'acqua, tutto sembra familiare. Istanbul è una capitale laica, Istanbul è una città musulmana, è il confine tra l'oriente e l'occidente, è quasi Europa. Lì l'artista milanese vestita da sposa è morta con le vesti stracciate, come un gatto scorticato dai cani. Ora faranno un museo con i resti di quel vestito. Il simbolo della fratellanza internazionale. Ma il bianco del suo tulle è steso già sul crinale della collina, che affaccia sul mare. Almeno così può sembrare nella memoria se si va indietro fin dove lo sgurado s'arresta.&lt;br /&gt;Una collina tutta bianca, stesa tra rade macchie verdi. Una barca d'emergenza che s'accosta e di lì inizia la salita. Lo stupore continua nel costatare che quel biancore non è altro che il riflesso di migliaia di lapidi.&lt;br /&gt;I cittadini di Istanbul hanno scelto il lato più panoronamico della loro città per sotterrare i morti. L'angolo più in vista del corno d'oro. I morti qui non li nascondono, li espongono come se guardassero dall'alto. Ci si osserva a vicenda. Iniziando la salita verso la vetta, si nota che sulle lapidi non ci sono foto ma solo nomi. Nessun culto esasperato del corpo o dell'immagine, della presenza terrestre..nessuna esposizione di spoglie di santi incerati. Solo lapidi bianche con un nome. In pochi si fermano vicino alle tombe, passeggiano nel bianco indistinto della collina. Arrivano in cima e bevono un cay. Lì osservano la città con gli occhi dei morti. Il bianco, si sa, è il colore del sacro e dell'esposizione . Come ricorda Dante nel Convivio. Esporre i morti è un atto estremo d'umiltà. Il Bosforo ha visto più sangue di qualsiasi mare.&lt;br /&gt;Penso a Foscolo, ai Sepolcri, alla sua battaglia: i cimiteri fuori o dentro le mura? All'alternativa di una visione laica o sacra della vita. Nè l'una nè l'altra. Noi i morti li teniamo in città ma li nascondiamo o li veneriamo in modo morboso. Non sappiamo averne cura. Li usiamo come proiezione di paure e egoismi di specie. Se si accenna ai morti si è accusati di crepuscolarismo. Quanti oggi dicono, parlano con parole e pensieri di altri senza dirlo. I nomi sono luminosi, la sintassi è luminosa, la nostra grammatica è un sentiero tra le lapidi. Napoleone voleva che i morti fossero giustiziati. Noi non siamo meno stupidi o presuntuosi.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7061111713266367941?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7061111713266367941/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7061111713266367941&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7061111713266367941'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7061111713266367941'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/il-corno-doro.html' title='Il corno d&apos;oro'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-5217600463187706153</id><published>2008-05-05T17:20:00.005+02:00</published><updated>2008-05-05T17:33:58.454+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Genio italico</title><content type='html'>Chiediamo ad un anziano uomo italiano che visione ha della vita.&lt;br /&gt;Risposta: "sa con i problemi che ci sono, le tasse, i mutui, l'inflazione, non si riesce ad arrivare a fine mese...cosa vuole che le dica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo ad un uomo italiano di mezza età che visione ha della vita.&lt;br /&gt;Risposta: "sa con i problemi che ci sono, le tasse, i mutui, l'inflazione, non si riesce ad arrivare a fine mese...cosa vuole che le dica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo ad uno studente italiano che visione ha della vita.&lt;br /&gt;Risposta:"sa con i problemi che ci sono, le tasse, i mutui, l'inflazione, non si riesce ad arrivare a fine mese...cosa vuole che le dica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo ad un ragazzino italiano che visione ha della vita.&lt;br /&gt;Risposta:"sa con i problemi che ci sono, le tasse, i mutui, l'inflazione, non si riesce ad arrivare a fine mese...cosa vuole che le dica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo a un bambino italiano che visione ha della vita.&lt;br /&gt;Risposta:"sa con i problemi che ci sono, le tasse, i mutui, l'inflazione, non si riesce ad arrivare a fine mese...cosa vuole che le dica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo ad un neonato itliano che visione ha della vita.&lt;br /&gt;Risposta:"sa con i problemi che ci sono, le tasse, i mutui, l'inflazione, non si riesce ad arrivare a fine mese...cosa vuole che le dica."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'Italia è un Paese pieno d'inventiva e di risorse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-5217600463187706153?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/5217600463187706153/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=5217600463187706153&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5217600463187706153'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5217600463187706153'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/genio-italico.html' title='Genio italico'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3476078910947161609</id><published>2008-05-02T17:24:00.004+02:00</published><updated>2008-05-02T17:57:18.873+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Fino alla feccia. Napoli assediata e l'Asse Mediano.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SBszT6jCBYI/AAAAAAAAAA4/zeJjw43u5qM/s1600-h/9788879373913g%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195803012328719746" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SBszT6jCBYI/AAAAAAAAAA4/zeJjw43u5qM/s320/9788879373913g%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di Napoli hanno parlato in tanti, forse in troppi, sicuramente non sempre a proposito e con cognizione di causa. Si è sempre oscillato tra la negazione della specificità dei suoi problemi, accampando la scusa che tutte le grandi metropoli hanno le stesse questioni irrisolte e l’esaltazione dell’unicità di Napoli anche negli aspetti più negativi. In pochi hanno compreso che Napoli è un laboratorio, dove si sta sperimentando il futuro dell’Italia, in negativo sicuramente, ma anche in positivo, perché questa città, il grado zero a cui è giunta, è la palestra migliore per verificare nuove proposte, civili, artistiche, di vita comune. Da questo presupposto sembrano partire gli autori di &lt;em&gt;Napoli assediata.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Napoli assediata&lt;/em&gt; è un progetto estetico che è nato dagli allestimenti dell’ensemble artistica degli &lt;strong&gt;Underworld&lt;/strong&gt;. Il libro che è scaturito da quest’idea, edito da Tullio Pironti, storico editore napoletano, curato da &lt;strong&gt;Giuseppe Montesano&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Vincenzo Trione&lt;/strong&gt;, il primo scrittore, il secondo critico d’arte, è una raccolta di racconti, reportage, immagini e foto che hanno come soggetto l’Asse Mediano, lunga arteria stradale che attraversa l’infinita periferia napoletana, e che, proprio per la sua invasività sul territorio, sembra essere la metafora migliore per dire lo stato attuale di Napoli e della sua provincia, ma anche per rilevare la condizione di chi osserva una realtà che è andata così oltre ogni immaginazione, che ha bisogno di nuove categorie estetiche e di pensiero per essere compresa. Infatti tutti i testi presenti in questo libro, a partire da quelli dei due curatori fino ad arrivare a quelli di &lt;strong&gt;Roberto Saviano&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Tiziano Scarpa&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Peppe Lanzetta&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Maurizio Bracci&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Cherubino Gambardella&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Anna Giannetti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Antonio Scurati&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;Piero Sorrentino&lt;/strong&gt;, partono dallo sconcerto che suscita un universo così degradato nell’occhio dell’osservatore e che costringe quest’ultimo ad uno sforzo percettivo e di comprensione, per non cadere nella semplice e scontata denuncia, ma per cogliere l’occasione di tanto orrore per ridefinire le proprie categorie di pensiero e tentare una proposta, allo stesso tempo, poetica e politica. Certo non tutti i contributi sono tali da lasciare il segno o da aprire una nuova prospettiva, ma comunque cercano in qualche modo di dare una risposta, non sempre convincente, ma, tranne qualche eccezione, il più delle volte sincera, per quanto può esserlo la letteratura. L’importanza di questo progetto però è soprattutto nel chiarire una volta per tutte che Napoli è al punto in cui è, perché è assediata da dentro, dal marcio che cresce al suo interno, che ha mille volti e mille figure che non possono essere ridotte solo al malaffare politico e criminale, ma che vanno ricondotte alla totale disintegrazione di una qualsivoglia idea di vita in comune, che non sia quella regolata dalla brutale sopraffazione. E forse la migliore proposta che emerge dai vari testi raccolti è quella di percorrere fino in fondo l’Asse Mediano, fino al termine della notte che esso incarna per scoprire, per dirla con Montesano, che “l’uscita dal circolo vizioso dell’Asse Mediano Occidentale è possibile solo se lo percorri fino alla feccia, allo stremo, alla fine, là dove tutto comincia a capovolgersi in un disegno che non avevi nemmeno immaginato”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3476078910947161609?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3476078910947161609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3476078910947161609&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3476078910947161609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3476078910947161609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/05/fino-alla-feccia-napoli-assediata-e.html' title='Fino alla feccia. Napoli assediata e l&apos;Asse Mediano.'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SBszT6jCBYI/AAAAAAAAAA4/zeJjw43u5qM/s72-c/9788879373913g%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-4320107730103325127</id><published>2008-04-30T18:25:00.011+02:00</published><updated>2008-05-01T10:19:47.490+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giornata del lavoro. Primo Maggio.'/><title type='text'>Meccanica pesante</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiiosH4ZyI/AAAAAAAAACE/_QsohiKLiHY/s1600-h/agosto+2006+saarbruecken+010.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiiosH4ZyI/AAAAAAAAACE/_QsohiKLiHY/s320/agosto+2006+saarbruecken+010.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195080990094550818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Editi ed inediti da Meccanica pesate.&lt;br /&gt;In memoriam morti bianche(28-04-2003)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come il padre ha finito con lo sputare&lt;br /&gt;ghiandole di mercurio sul lenzuolo&lt;br /&gt;ha confuso la fine con l’inizio,&lt;br /&gt;“tu chi sei?” ha chiesto al figlio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;rinnegando al tempo il suo svolgimento,&lt;br /&gt;non ha atteso risposta, è morto &lt;br /&gt;gettando gli occhi indietro&lt;br /&gt;cronos-soma,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;latrato del polmone guasto&lt;br /&gt;lastra ch’evidenzia l’escrescenza&lt;br /&gt;nell’emisfero destro e in quello sinistro&lt;br /&gt;un tartufo più piccolo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il figlio&lt;br /&gt;l’ha notato per primo-&lt;br /&gt;“è maligno”, alligna nella corteccia,&lt;br /&gt;sale lungo la schiena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“dove porta, ora, la parola?”&lt;br /&gt;Aspettava una risposta,&lt;br /&gt;ma il linguaggio&lt;br /&gt;aveva già compiuto la sua svolta.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Costume e società.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rubrica del Tg2, Costume e Società,&lt;br /&gt;ci avverte che anche quest’estate&lt;br /&gt;la zanzara tigre ci morderà&lt;br /&gt;e alla solita ora mia madre piangerà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sul posto lasciato vuoto da mio padre,&lt;br /&gt;sulle sue punture mancate,&lt;br /&gt;sulla pelle morbida e schifiltosa&lt;br /&gt;alle creme e alle pomate;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ripenserà al suo moncherino,&lt;br /&gt;al suo ghigno duro,&lt;br /&gt;alle forze trattenute&lt;br /&gt;per una lotta comune,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;chiederà ragione&lt;br /&gt;all’addetto di produzione,&lt;br /&gt;per lo spreco perpetrato&lt;br /&gt;dall’energia di Stato,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ricorderà la lingua&lt;br /&gt;di fiamma e di metano&lt;br /&gt;come l’ultima Idea&lt;br /&gt;che puntava verso l’alto,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;allora vedrà la classe&lt;br /&gt;trasformarsi in massa&lt;br /&gt;e la massa assecondare&lt;br /&gt;il sangue che trasloca&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel corpo parassita&lt;br /&gt;di un insetto suicida,&lt;br /&gt;crederà che quello sia&lt;br /&gt;il suo nuovo centro,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il punto di ristoro&lt;br /&gt;e quello di ritrovo&lt;br /&gt;dell’organismo democratico&lt;br /&gt;del corpo societario,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;poi smetterà di credere persino al suo credo&lt;br /&gt;e resterà immobile&lt;br /&gt;ad osservare il desco paterno,&lt;br /&gt;il posto lasciato deserto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dai consigli per i consumi,&lt;br /&gt;dai commiati e dai saluti,&lt;br /&gt;dallo spray d’ultima generazione&lt;br /&gt;che non fa più sentire il prurito, il dolore.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Conciliazione nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Advocatus et non latro, res miranda populo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bisogna conciliare, &lt;br /&gt;non esistono prove&lt;br /&gt;per una connessione di causa&lt;br /&gt;tra la loro vita e loro morte.&lt;br /&gt;Dovremmo ricostruire l’ambiente&lt;br /&gt;la meccanica pesante, &lt;br /&gt;legata alla carne&lt;br /&gt;il dito mancante, &lt;br /&gt;l’ingranaggio che cattura la cravatta, &lt;br /&gt;la strozzatura&lt;br /&gt;l’aria che manca,&lt;br /&gt;dovremmo ricreare l’alta temperatura&lt;br /&gt;l’inferno della tettoia,&lt;br /&gt;la polvere che cola&lt;br /&gt;il polmone saturo, &lt;br /&gt;il carcinoma,&lt;br /&gt;le metastasi lungo la schiena.&lt;br /&gt;Manca un testimone&lt;br /&gt;per organizzare l’accusa&lt;br /&gt;nessuno vi darà ragione,&lt;br /&gt;a voi la decisione,&lt;br /&gt;la diretta generazione, &lt;br /&gt;il ramo familiare&lt;br /&gt;la prova del sangue,&lt;br /&gt;voi potreste parlare,&lt;br /&gt;oppure tacere,&lt;br /&gt; rispondere alla miseria&lt;br /&gt;con l’istinto di sopravvivenza,&lt;br /&gt;rimettere in linea lo stimolo e la risposta&lt;br /&gt;accontentarsi del poco che basta.&lt;br /&gt;Perché dissotterrare tombe, &lt;br /&gt;tentare le ombre,&lt;br /&gt;pensate che all’uscita del Tribunale&lt;br /&gt;c’è un rigattiere&lt;br /&gt;che compra bare usate.&lt;br /&gt;Il mercato non ha limiti,&lt;br /&gt;si alimenta in continuazione,&lt;br /&gt;persino i poeti finiranno &lt;br /&gt;per eccesso di produzione&lt;br /&gt;………………………….&lt;br /&gt;………………………….&lt;br /&gt;………………………….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-4320107730103325127?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/4320107730103325127/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=4320107730103325127&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4320107730103325127'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/4320107730103325127'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/04/meccanica-pesante.html' title='Meccanica pesante'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiiosH4ZyI/AAAAAAAAACE/_QsohiKLiHY/s72-c/agosto+2006+saarbruecken+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-1320712336238922881</id><published>2008-04-30T16:24:00.024+02:00</published><updated>2008-06-17T21:50:25.590+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memorie dal sottosuolo'/><title type='text'>Memorie di un tarallaro.</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp1.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiQy8H4ZwI/AAAAAAAAAB0/lROLQerAQNs/s1600-h/taralli-2.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiQy8H4ZwI/AAAAAAAAAB0/lROLQerAQNs/s320/taralli-2.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195061374978909954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mio quartiere aveva una sola scuola media. Era molto fatiscente. Io ci andavo volentieri. E' stato a scuola che ho capito il mio mestiere. Facevamo ginnastica e il mio prof. ci assegnava dei compiti. Io però, preso da timidezza, restavo in disparte. Non dicevo una parola. Facevamo ginnastica con i grandi. Loro avevano sempre modi prepotenti. Fattomi coraggio gli ho chiesto: "Prof. e io cosa faccio?" e lui, ammiccando ad un ragazzo grosso e occhialuto, mi dice :"tu fai i buchi nei taralli." Il ragazzo, prendendo la palla al balzo, con risata esagerata inizia a chiamarmi "il tarallaro". Io sul momento non avevo colto. Ma poi ho iniziato a pensarci sopra. Da quel giorno nella scuola media, "santo..... e qualche cosa", tutti hanno iniziato a chimarmi "il tarallaro". Questo nomignolo mi è  rimasto addosso. Ci pensavo spesso. "Io faccio i buchi nei taralli" mi ripetevo e cercavo di capirne il senso. Preso da questi pensieri sono cresciuto. I miei ricordi erano degni di estati solitarie. Infatti, contrariamente ai miei coetanei, passavo il ferragosto nel mie quartiere, ad inseguire topi stanchi e scorticati, lungo i marciapiedi e i viali. Di tanto in tanto leggevo i manifesti mortuari. Quelli freschi splendevano iridescenti con la colla che rifletteva i raggi solari. Ogni morto aveva un motto che spiegava il loro mestiere. Io mi ripetevo "..ed io cosa farò da grande,  cosa sarò da morto". Proprio riflettendo su questo, un giorno d'agosto, incontro il ragazzo robusto dagli occhiali spessi. Gli sorrido timidamnete. Abbassando lo sguardo. Lui mi guarda e mi fa "Ma non sei ancora morto!?" Lo dice un po' ridendo. Quella sua schiettezza mi sembra giusta e opportuna. In fondo sapeva chi ero. "Il tarallaro, quello che fa i buchi nei taralli". Questo, è scritto, sarà il mio lavoro. Infatti ho iniziato a lavorare per Leopoldo come assistente di laboratorio. Da lì ho imparato. Sono diventato masto. Bravo a togliere il superfluo da ogni impasto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-1320712336238922881?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/1320712336238922881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=1320712336238922881&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1320712336238922881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/1320712336238922881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/04/memorie-di-un-tarallaro.html' title='Memorie di un tarallaro.'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp1.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiQy8H4ZwI/AAAAAAAAAB0/lROLQerAQNs/s72-c/taralli-2.gif' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-2910073352293822169</id><published>2008-04-29T16:25:00.003+02:00</published><updated>2008-04-29T16:33:36.878+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Il perdente radicale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Chi è il perdente radicale? Quali le sue caratteristiche? Dove si nasconde? Se da un punto di vista metafisico siamo tutti perdenti, Napoleone come l’ultimo derelitto di Calcutta, perché tutti soggetti al tempo e alla morte, da un punto di vista politico la questione è molto più complessa.&lt;br /&gt;È questo il nodo concettuale che affronta il poeta e saggista tedesco Hans Magnus Enzensberger nel suo breve saggio &lt;em&gt;Il perdente radicale&lt;/em&gt;, Einaudi 2007, trad. di Emilio Picco. Il perdente radicale non è lo sconfitto o il fallito che magari spera ancora in un riscatto è, invece, colui che ha introiettato il giudizio negativo degli altri e lo ha fatto proprio ritirandosi dal contesto sociale; è un dormiente, di solito è un maschio, che si macera e si autocommisera nel suo vittimismo e aspetta l’occasione per scaricare in maniera totalmente distruttiva il suo odio represso su qualcuno o qualcosa: la famiglia, il luogo di lavoro, i vicini di casa. E le cronache di questi ultimi anni si riempiono di episodi di violenza estrema e apparentemente immotivata, anche perché, secondo l’autore, la nostra società, a differenza di quelle del passato, promette un progresso sociale che, però, non riesce ad eliminare la precarietà della condizione umana, ma solo a modificarla. Quindi, a suo giudizio, sono aumentate a dismisura le aspettative di uguaglianza a fronte di una limitatissima possibilità di una loro effettiva realizzazione.&lt;br /&gt;Ma quando è un popolo, un gruppo sociale o gli appartenenti a una religione ad essere nelle condizioni psicologiche sopra descritte cosa accade? Secondo Enzensberger si va incontro al fanatismo, come dimostra l’ideologia nazista che nasce dall’umiliazione tedesca nella prima guerra mondiale e che individua il capro espiatorio nell’ebreo, facendo di tutto per annientarlo, per poi autodistruggersi. O, per arrivare ai giorni nostri, all’integralismo degli islamisti, che non ha nessuna proposta politica costruttiva se non quella di morire annientando il presunto nemico, l’Occidente, causa dell’umiliazione dell’Islam e della caduta della sua civiltà da un passato glorioso. A tale minaccia i paesi occidentali non rispondono adeguatamente, anche per i loro interessi economici nel Medioriente, e sembrano non rendersi conto che il virus dell’odio è al loro interno. Enzensberger non offre soluzioni, se non quella di combattere queste tendenze distruttive insite nelle nostre società. Come, però, è tutto da scoprire.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-2910073352293822169?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/2910073352293822169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=2910073352293822169&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2910073352293822169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/2910073352293822169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/04/il-perdente-radicale.html' title='Il perdente radicale'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-5121880408796213481</id><published>2008-04-28T13:02:00.008+02:00</published><updated>2008-05-02T20:46:17.098+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Capro espiatorio</title><content type='html'>In uno dei suoi scritti G. Agamben spiega dove nasce il sintagma "capro espiatorio". Il capro è l'animale sacrificale che si usava nei riti antichi. L'uccisione della bestia (la capra)comportava l'espiazione dei mali di una determinata comunità. La bestia rappresentava tutti i mali e la sua uccisione, significava la sollevazione dei membri di una tribù dalle cose cattive che l'affliggevano. Nelle piccole tribù, dove la responsabilità personale basata sull'identità individuale non esisteva, l'animale fungeva da purificazione collettiva. Il capro espiatorio lo si trova sotto varie forme in diverse fasi della storia dell'umanità e della sua letteratura. Una forma moderna la troviamo nel racconto di Camus "Lo straniero" dove, nel finale, il condannato a morte gioisce tra la folla. Di fronte al patibolo colui che ha commesso il male gratuito riconosce il proprio ruolo e quello di chi gli sta intorno. Quell'uomo è il simbolo della purificazione. Quest'episodio è ambientato ad Algeri. Qui esiste la giustizia degli uomini civili ma lo scrittore ricorre a quella primitiva delle prime tribù. Wittgenstein ci ricorda che i vecchi riti resistono immutati tra le pieghe del notro mondo. Quando i riti tornano in superficie viene messa in gioco la tenuta delle conquiste umane. Quantomeno la pretesa dell'illumiinismo di dare ragione del corpo individuale e dei diritti e dei doveri che ad esso si riferiscono. Cosa regola una società moderna: il rito del sacrificio o il diritto ed il dovere individuale di ognuno di fronte alle proprie colpe? &lt;br /&gt;In una recente trasmissione televisiva (quella di Santoro) un cantante napoletano canta un brano propiziatoria di morte di fronte allo scrittore Saviano, posizionato al centro dello studio. Lo scrittore è distante da tutti gli altri ospiti. Santoro alla fine dell'esibizione dichiara di aver avuto i brividi. Qualche spirito aleggia negli studi di Rai Due. Si parla tutto il tempo di sangue e terra, potremmo dire sangue e suolo, si fa riferimento alla morte.&lt;br /&gt;Non sono riuscito a reperire il video ma credo che l'ultima puntata di "Anno zero" sia da analizzare in ogni suo particolare. Meriterebbe un'analisi logica a parte. Lì si può osservare la messa in atto di un ritorno ai riti primordiali, quelli incivili che spiano con occhi rossi quelli civili della responsabilità personale. Il teatro televisivo ha reso manifesto che il Paese è ridotto a tribù primordiale. L'ostaggio del sangue, il testimone dei delitti, l'uomo sotto scorta, è ora esposto sotto gli occhi di tutti, e tutti aspettano che il rito si compia. L'ha voluto lo scrittore, l'ha voluto il popolo, lo vuole chi ha commesso il male. Non c'è più distinzione. Solo la morte e la purificazione potranno restituire ad ognuno il proprio ruolo. L'indignazione del sangue creerà un confine tra i giusti e gl'ingiusti. Proprio come avviene nel finale di un grande film nel quale ancora una volta è ripreso il rito del capro espiatorio: il capitano Kurtz, abbassa la testa rasata sotto il macete del soldato che si è spinto fino alla fine del fiume per rimettere le cose a posto. La sequenza della decapitazione si alterna con quella della macellazione di una bestia sacrificale. Il film s'intitola, tradotto in italiano, l'apocalisse ora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-5121880408796213481?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/5121880408796213481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=5121880408796213481&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5121880408796213481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5121880408796213481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/04/capro-espiatorio.html' title='Capro espiatorio'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3705917913098006843</id><published>2008-04-23T17:52:00.006+02:00</published><updated>2008-05-02T20:47:06.067+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bacheca'/><title type='text'>Teatro e poesia</title><content type='html'>La rivista telematica Ulisse, curata da Italo Testa, Alessandro Broggi e Salvi, ha pubblicato il numero 10, il vol.2, dedicato al rapporto tra poesia e teatro. Ci sono tra l'altro testi dedicati alla scena scritti da Ballerini Luigi, Fantato Gabriela, Pugno Laura, Frungillo Vincenzo, Luzi Mario etc.&lt;br /&gt;Ci sono studi sul teatro dei poeti con interventi di Buffoni, Nacci, Montalto (su Sanguineti). Ci sono infine testi poetici di Fiori Umberto, Genti Francesca (anche autrice del testo "Dark room" per i Baustelle), Fantuzzi Matteo (di cui propongo un testo).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da&lt;br /&gt;www.lietocolle.com/ulisse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Sala d’attesa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io che tengo il cuore in mano,&lt;br /&gt;per quattro ore ogni due giorni,&lt;br /&gt;che sono Dio nei turni in sala&lt;br /&gt;operatoria, mentre risalgo&lt;br /&gt;valvole ed arterie, che dono nuova&lt;br /&gt;vita a carne che si spegne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io che arrivo a casa e sono niente&lt;br /&gt;schiacciato da mia moglie, i figli,&lt;br /&gt;il cane San Bernardo, dai debiti,&lt;br /&gt;dai vizi, dalla gente che mi guarda&lt;br /&gt;come se potessi risuscitare i morti&lt;br /&gt;veramente, come se contassi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io che sento il male,&lt;br /&gt;un male disperato, come dei&lt;br /&gt;chiodi in faccia, come il cranio&lt;br /&gt;fosse preso e torto da una bestia&lt;br /&gt;subdola e spietata. Io che provo&lt;br /&gt;                                    col dolore &lt;br /&gt;rabbia e non so rassegnarmi, poi chino&lt;br /&gt;il capo e aspetto, come non fossi,&lt;br /&gt;come non provassi tutto questo, giorno&lt;br /&gt;dopo giorno, notte dopo notte, sola&lt;br /&gt;mano nella mano con il dramma&lt;br /&gt;che mi abbraccia, mi sta accanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io che porto il lutto da quando&lt;br /&gt;avevo 18 anni, che ho perso&lt;br /&gt;mio marito in Russia e non ho&lt;br /&gt;conosciuto uomo da quel giorno&lt;br /&gt;per rispetto, io che ancora spero&lt;br /&gt;che mi illudo che spunti dalla porta &lt;br /&gt;                                    come niente &lt;br /&gt;con il volto lieve dei vent’anni, &lt;br /&gt;sorridente. E intanto passo le giornate&lt;br /&gt;tra ginecologi inventando quadri&lt;br /&gt;clinici, per poter sentire mani d’uomo &lt;br /&gt;scorrere nel ventre e immaginare &lt;br /&gt;quel non è stato, mai una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io che vado giorno dopo giorno&lt;br /&gt;negli ipermercati e passo lì la vita&lt;br /&gt;come se comprare fosse in qualche modo&lt;br /&gt;rendere le cose, come una rata&lt;br /&gt;                                    a un tasso da strozzini.&lt;br /&gt;Io che guardo le vetrine e scruto le commesse,&lt;br /&gt;se sono tristi: perché la gente passa&lt;br /&gt;e non le guarda mai negli occhi&lt;br /&gt;se non per chiedere “Ma mi sta bene questa&lt;br /&gt;giacca ?” Certo, è quella giusta.&lt;br /&gt;                                               Come sempre.&lt;br /&gt;                                    Come tutti quanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io che vorrei morire,&lt;br /&gt;morire e basta&lt;br /&gt;                        spegnermi&lt;br /&gt;come la fiamma si esaurisce&lt;br /&gt;quando ha finito il nutrimento,&lt;br /&gt;                        non ha più aria.&lt;br /&gt;E invece vedo questa gente&lt;br /&gt;che sta bene e d’improvviso&lt;br /&gt;chiude gli occhi e lascia &lt;br /&gt;                                    tutto&lt;br /&gt;e penso a quanto è ingiusto.&lt;br /&gt;Io che vorrei morire&lt;br /&gt;          e non ci riesco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3705917913098006843?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3705917913098006843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3705917913098006843&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3705917913098006843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3705917913098006843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/04/teatro-e-poesia.html' title='Teatro e poesia'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-3600497346381568502</id><published>2008-04-22T10:23:00.008+02:00</published><updated>2008-05-02T20:48:03.217+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>La famiglia nucleare è una struttura morta?</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiRyMH4ZxI/AAAAAAAAAB8/t_Cy9Jqm22E/s1600-h/Fuoricampo_Famiglia_Ritrattodifamiglia.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiRyMH4ZxI/AAAAAAAAAB8/t_Cy9Jqm22E/s320/Fuoricampo_Famiglia_Ritrattodifamiglia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5195062461605635858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il sé dell’individuo occidentale, la soggettività dell’uomo, si è da sempre formata nel chiuso delle relazioni di senso del nido domestico. Le ricerche sull’istituzione del sé all’interno della struttura familiare nucleare risalgono ad Hegel. Successivamente la critica alla famiglia nucleare è stata sviluppata all’interno della scuola di Francoforte: le ricerche di Marcuse, Horkheimer, Adorno e Fromm su questo aspetto sono state illuminanti e di grande importanze. Alle loro critiche bisogna aggiungere una prospettiva contemporanea: quando il domestico viene scoperto e viene infranto da quelli che sono i mezzi tecnologici della “società trasparente”, per dirla con G. Vattimo, o della “società fluida”, per dirla con Z. Bauman, cosa succede nell’intimo del Sé dell’uomo? Cosa succede quando la struttura di senso archetipica viene svuotata? Oppure, ci si potrebbe chiedere, è vero che questa struttura di senso viene svuotata o cambia semplicemente forma? Seguendo l’indicazione di Benjamin, quando parla di “struttura morta”, si può dire che la struttura familiare non è più produttrice di valore e quindi di potere sociale. Resta, la famiglia, nella forma larvale ed automatica del contenitore vuoto. Che cosa comporta questa ipotesi? La formazione del singolo non è più adattata secondo quelle che sono le aspettative culturali, pedagogiche, dei padri e delle madri; la struttura familiare non trova più in se stessa il proprio senso. Non regge più la gerarchia sociale e valoriale classica che parte dalla famiglia e dal suo ruolo confessionale, nel senso di luogo proprio di codificazione e di canonizzazione dei desideri e dei sentimenti del sé, per strutturare tutto l’assetto della società. O si potrebbe dire che proprio il ruolo confessionale dell’oikos ha permesso l’installarsi immediato delle tecnologie telematiche nella stessa formazione del sé, e con ciò ha portato alla canonizzazione dei rapporti relazionali? La società di massa diventa una società telematica sulla base della fusione "immediata" tra struttura familiare e mezzi informatici. L’essenza comunicativa e comunitaria dei rapporti familiari sono il terreno sul quale fa presa la spinta informatica della tecnologia contemporanea. In questo caso allora non esiste vera opposizione tra le due forme, quella oicologica e quella tecnologica, o questo rapporto è diventato altamente problematico? Il microcosmo della famiglia è assorbito da un macrocosmo che ne sfrutta la forma. La simbiosi è tra i mezzi tecnologici avanzati, che non hanno un ethos (dimora) proprio e la famiglia: nel nuovo assetto societario (nato nei primi anni cinquanta) la tecnologia offre i mezzi e la famiglia la struttura che li accoglie. La struttura morta serve allora come punto di snodo dei mezzi, è il nucleo che tiene i mezzi fermi nei loro ingranaggi. Bisognerebbe parlare di una funzionalità tecnologico-familiare del sistema. Prima della famiglia che forma il singolo in comunità, come essere responsabile di valori conviviali, c’è ora la tecnologia come produttrice di mezzi. La famiglia decade dal suo ruolo archetipico, cioè dall’essere una forma trascendentale che produce valori universali validi per tutti i componenti della società, per diventare una struttura funzionale al lavoro dei mezzi di produzione tecnologica. Ma la simbiosi della struttura e dei mezzi riesce da sola a reggere il sistema? Secondo questo modello sistemico quale è la forma del soggetto, come si forma il sé così preso in questa strettoia? E’ possibile che il sé dell’uomo si riconosca in se stesso così incluso nel modello sopraesposto; o è proprio una possibile crisi di tale modello, l’uomo aldilà della struttura familiare e quindi aldilà della stessa macchina tecnologica, che permette una riflessione nuova sul se stesso e sulla comunità? Le prime ipotesi che si possono accennare riguardo alle domande qui esposte è che il sé dell’uomo calato nella società tecnologica si trova sì oltre i valori comuni che regolano una comunità fondata sulla politica e sulla pedagogia familiare, ma non si trova con ciò nella piena crisi dell’abbandono di quei valori. Ossia il sistema informatico, che è una mutazione semantica profonda del sistema capitalistico occidentale, mantiene il soggetto in una costante situazione di "frustrazione personale". Si tratterebbe qui di ampliare il discorso sull’isteria familiare di Foucault a tutto il tessuto sociale. Per ora di questo processo vediamo la bruta violenza: omicidi domestici sempre più frequenti, da un lato, e violenza gratuita del branco (il gruppo dei pari, gli adolescenti lasciati a se stessi) dall'altro.&lt;br /&gt;La mancanza dei valori condivisi non corrisponde ad un’effettiva maturazione del lutto perché la struttura familiare è in realtà mantenuta nella sua forma come un simulacro, ci si trova così nella vera e più profonda situazione media. La medietà, che è la cifra più propria della società informatica, si regge proprio sulla mancata formazione del Sé, si regge cioè sul misconoscimento del proprio dolore e quindi sulla mancata realizzazione di se stessi. Gli individui sono così presi nella società sistemica ed informatica nella loro incompletezza, nella mancata somatizzazione del dolore. La figura della dialettica hegeliana, che è alla base del soggetto moderno e della società moderna, non si realizza. Questo è stato in realtà già notato, ma in senso positivo, da Bataille quando parla di “dialettica in fase di arresto”. Di fronte a questa figura incompleta e media della contemporaneità allora la soluzione che si può pronosticare è una ricomposizione del Sé aldilà della morta struttura familiare e quindi della macchina informatica. Una situazione di questo genere, un'entrata effettiva in uno stato di eccezione, per dirla con Benjamin, sembra pronosticarlo proprio la scienza con le sue spinte assolutistiche. Nel senso che è proprio il delirio di onnipotenza delle nuove tecnologie sia in campo scientifico, che nel campo della telematica, a poter riaprire la possibilità di una seria riflessione sul sé del singolo. Quest’occasione è data proprio oggi che la scienza tecnologica pensa di poter far almeno della struttura familiare, e scardina la macchina sistemica e simbiotica che reggeva la comunità mediatica. Lo stato d’eccezione effettivo, aperto della spinta assolutistica della scienza, crea le condizioni di un scardinamento del simulacro familiare e di una conseguente liberazione di quel dolore intimo che è il presupposto di ogni serio interrogativo del sé su se stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-3600497346381568502?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/3600497346381568502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=3600497346381568502&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3600497346381568502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/3600497346381568502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/04/la-famiglia-nucleare-una-struttura.html' title='La famiglia nucleare è una struttura morta?'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_e6FGzuZGwl8/SBiRyMH4ZxI/AAAAAAAAAB8/t_Cy9Jqm22E/s72-c/Fuoricampo_Famiglia_Ritrattodifamiglia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-7989346566752074429</id><published>2008-04-19T18:46:00.004+02:00</published><updated>2008-04-20T18:20:03.377+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>La Volante Rossa</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SAojBbUd4xI/AAAAAAAAAAw/SEtDwnCLJvY/s1600-h/IMAGE0002.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5191000027918361362" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; CURSOR: hand" alt="" src="http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SAojBbUd4xI/AAAAAAAAAAw/SEtDwnCLJvY/s320/IMAGE0002.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ci sono storie che per quanto lontane nel tempo e a volte volutamente dimenticate suscitano, se riportate all’attenzione dei lettori, curiosità e inquietudine. È il caso della Volante Rossa guidata da Giulio Paggio, il “tenente Alvaro” della 118° Brigata Garibaldi, formazione di ex partigiani e operai formatasi nell’immediato dopoguerra a Milano, per la precisione a Lambrate, periferia est, nella ex Casa del Fascio, diventata Casa del Popolo a via Conte Rosso.&lt;br /&gt;La storia della Volante Rossa, di Alvaro, di Balilla, di Otello, di Lino e degli altri che parteciparono a questa tragica avventura è ricostruita con attenzione e rigore storiografico dall’omonima opera scritta da &lt;strong&gt;Fausto Rondinelli&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Carlo Guerriero&lt;/strong&gt; (Datanews, 1996) corredata anche da un’interessante appendice fotografica. Il libro, che con impianto da romanzo giallo fa iniziare la narrazione dalla fine, ossia da i due “omicidi del taxi” avvenuti entrambi il 27 gennaio 1949, ricostruisce, con dovizia di informazioni, ricavate dalla stampa e dalla pubblicistica dell’epoca, non solo la storia della Volante ma anche la macrostoria in cui essa si inserisce. In particolare, il contesto dell’Italia, soprattutto del nord, all’indomani del 25 aprile, le aspettative dei partigiani, le lotte operaie, il complesso rapporto con il Pci e le istituzioni del ricostruendo stato italiano, nonché gli scontri con le rinascenti formazioni fasciste. Nel libro grande spazio è dato al processo che seguì gli ultimi omicidi attribuiti alla Volante, attraverso gli atti processuali vengono, non solo ricostruiti i fatti, ma anche messe in evidenza le forzature compiute dai giudici nei confronti degli imputati pur di giungere a una condanna, di chi aveva commesso gli omicidi, ma anche dell’intera formazione politica.&lt;br /&gt;“Solo gli strateghi da caffè possono pensare che sia stato facile dire ai partigiani, dopo quella guerra atroce, quel cumulo di rovine, quelle torture: adesso tornate a casa e buttate via le armi che avete conquistato rischiando la vita”. In queste parole di Pietro Ingrao è riassunto il senso della vicenda della Volante rossa e con essa di altre formazioni che agirono in quegli anni. Per loro la guerra non era finita o meglio non aveva raggiunto il suo vero scopo: la rivoluzione e la presa del potere da parte degli operai e dei proletari guidati dal Pci; per questo motivo molti di essi non deposero le armi, ma continuarono a compiere azioni di rappresaglia e di vendetta contro ex fascisti o persone che si erano compromesse con la Repubblica Sociale, cercando di organizzare il malcontento nelle fabbriche per il ritorno dei vecchi padroni o per il peggioramento delle condizioni di vita dell’immediato dopoguerra.&lt;br /&gt;Il pregio maggiore del libro è che attraverso un punto di vista ben preciso, partecipe ma critico, analizza l’intera vicenda senza reticenze, cercando, sin dove i documenti storici e l’irreperibilità di molti dei protagonisti (alcuni di essi riparati nei paesi dell’Est) hanno permesso, di ricostruire un pezzo della storia dell’Italia del dopoguerra, volutamente dimenticato per la sua spinosità e irriducibilità alla storia ufficiale del paese. E anche di aver fatto giustizia di giudizi affrettati o dovuti all’opportunità politica del momento che individuavano la formazione di Lambrate come mero esempio negativo, rifiutandone così la complessità, e addirittura come precursore delle Brigate Rosse.&lt;br /&gt;In ultimo, proprio per i loro risvolti controversi, le azioni della Volante rossa non sono solo una vicenda storica, ma hanno in sé anche un sottofondo epico e leggendario, come colgono bene gli autori: “il ricordo della formazione di ex partigiani milanesi era destinato a riaffiorare ogni volta che mobilitazioni antifasciste ed operaie tornavano a far salire la tensione nelle aree industriali del nord: segno evidente che il valore, anche leggendario, che quella lontana esperienza di lotta aveva assunto non era stato affatto intaccato né dalle strumentalizzazioni né dalla rimozione operata nei suoi confronti da parte del Pci”. E’ questo fascino ambiguo che rende tali eventi un piccolo neo nel conformismo storico, un punto d’attrito dove la presunta linearità della storia s’incaglia ed è costretta a tornare sui propri passi per confrontarsi con ciò che, nonostante tutto, non può e non vuole essere dimenticato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra Bibliografia:&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Cesare Bermani: rivista Primo Maggio (aprile 1977) saggio &lt;em&gt;La Volante Rossa (estate 1945-febbraio 1949) .&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Cesare Bermani, &lt;em&gt;Storia e mito della Volante rossa&lt;/em&gt;. Prefazione di Giorgio Galli, Nuove Edizioni Internazionali, pp. 160 - 1997.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;G. Fasanella e G.Pellegrino, &lt;em&gt;La guerra civile&lt;/em&gt;, Rizzoli, 2005.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-7989346566752074429?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/7989346566752074429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=7989346566752074429&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7989346566752074429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/7989346566752074429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/04/la-volante-rossa.html' title='La Volante Rossa'/><author><name>Filìa</name><uri>http://www.blogger.com/profile/03819948766396173093</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://4.bp.blogspot.com/-D27lmoBiQ0U/To1MVWS3RBI/AAAAAAAAAGo/bbio149_WIc/s220/arton2119-d46e7%255B1%255D.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SAojBbUd4xI/AAAAAAAAAAw/SEtDwnCLJvY/s72-c/IMAGE0002.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-5757160264047427549</id><published>2008-04-16T18:01:00.010+02:00</published><updated>2008-05-02T20:48:27.501+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nell&apos;occhio del pavone'/><title type='text'>Cronaca nera</title><content type='html'>La cronaca lasciata a se stessa non può che diventare cronaca nera. In questo non c'è niente di tragico. Assistiamo, piuttosto, alla depressione del reale. Domina l'indistinto. Ci sono solo fatti che chiamano i fatti. Non è un caso che i libri più venduti in Italia siano stati, in questi mesi, libri scritti da giornalisti (Stella, Saviano). L'editoria si conferma una versione culturale della pubblicità. Al glamour della pubblicità, sovraesposizione del dato reale, risponde la cultura, depressione del dato reale. In mezzo, il lettore: il consumatore di prosa tascabile. Bisognerebbe eliminare i generi, bisognerebbe armarsi contro la letteratura con lunghi silenzi. Niente è necessario, nei periodi di magra, figurarsi la nostra parola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6612280395671484017-5757160264047427549?l=nellocchiodelpavone.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/feeds/5757160264047427549/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6612280395671484017&amp;postID=5757160264047427549&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5757160264047427549'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6612280395671484017/posts/default/5757160264047427549'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nellocchiodelpavone.blogspot.com/2008/04/cronaca-nera.html' title='Cronaca nera'/><author><name>Frungillo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07313028503312227841</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/-D3FrzeKdfiI/Tu3p6BEmbAI/AAAAAAAAALE/aSFFPMCngvU/s220/33919d3.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6612280395671484017.post-5819904633910058883</id><published>2008-04-15T20:48:00.003+02:00</published><updated>2008-05-02T17:37:12.080+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Riletture'/><title type='text'>Dalla parte dei cattivi: i libri di Jim Thompson</title><content type='html'>&lt;a href="http://bp0.blogger.com/_i7uu9Kg4PRU/SAT5Us3gXLI/AAAAAAAAAAo/IGHC-0c8rRY/s1600-h/thompson%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5189546804674
